Concerto all’auditorium Santa Barbara

Oggi, 29 aprile, alle 19, “Concerto per violino e pianoforte” (al violino Giulia Greco e al pianoforte Marco Schirru), nell’auditorium Santa Barbara di Villacidro. Il concerto è inserito nella rassegna "Domenica in concerto", organizzata per il secondo anno consecutivo dalla scuola civica di musica di Villacidro e dall'amministrazione comunale. Si tratta di cinque appuntamenti con la grande musica. Un concerto ogni ultima domenica del mese, da gennaio a maggio per allietare le serate dei villacidresi regalando belle emozioni. Dopo ogni concerto incontro fra musicisti e pubblico nel Caffè letterario. (step) ...

La Casar sul finire del secolo scorso

La Casar, industria conserviera sarda per antonomasia, è stata per tanti anni una delle “grandi” realtà industriali locali del settore agroalimentare per Serramanna e il circondario. Nell’ultimo decennio del ventesimo secolo, l’azienda ha vissuto gli anni di risanamento e conseguente transizione verso la gestione privata. Ripercorriamo questo passaggio con la testimonianza dell’epoca da parte di Fulvio Tocco. Prima di tutto le informazioni essenziali sul tuo ruolo nella Casar. Lei è stato al vertice come Presidente del Consiglio di amministrazione, dall’1989 al 1994. Esatto? Esattamente, dal febbraio 1989 al 1994 ho ricoperto, su indicazione della Sipas, la finanziaria agricola regionale, la funzione di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Casar, appena ristrutturata. Un’esperienza interessantissima a sostegno del comparto e dell’economia agricola regionale. Furono anni di riappacificazione del mondo agricolo con l’industria conserviera; dell’allargamento dell’attività alla produzione del carciofino da industria, delle olive da mensa, dei legumi in scatola e della polpa di pomodoro. Ma anche gli anni dell’introduzione della micro irrigazione del pomodoro, per far fronte a due terribili annate di siccità. Ricordo anche a fronte della riduzione dell’uso dell’acqua per scopi irrigui del 70% riuscimmo, attraverso l’irrigazione a goccia, a garantire la stessa produzione del pomodoro delle annate ordinarie. Di norma l’azienda commercializzava tra i 18 e i 20 miliardi l’anno di prodotti trasformati. In quegli anni 19 miliardi di fatturato furono garantiti dall’uso virtuoso da parte dei contadini del 30% dell’acqua disponibile. All’azionista Sipas, che aveva garantito circa un milione a ettaro per trecento ettari, detta operazione venne a costare, appunto, 300 milioni di lire. Gli agricoltori, investirono di tasca propria 600 milioni di lire portando la superfice irrigua a 900 ettari. Questa è la dimostrazione che quando all’imprenditore agricolo si garantisce la sicurezza di un programma di lavoro esso non si tira indietro. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione reciproca tra l’Industria, l’Arpos e le Organizzazioni professionali agricole.  I tecnici della Casar Pino Spano e Giampiero Serrenti, che a quei tempi avevano il polso della situazione delle campagne, mi suggerirono d’accordo col direttore Nino Crudele, di compiere quell’azione eccezionale per mantenere i livelli produttivi anche con le restrizioni imposte dai Consorzi di Bonifica. Ricordo il gran lavoro svolto dalla Sipas, dagli apparati amministrativi, commerciali e tecnici della Casar, in tempi rapidissimi. Alcuni agricoltori, come i fratelli Picci di Serramanna, furono encomiabili nel dare l’esempio sul campo. Ripeto, solo in quel modo si è potuto conseguire quel risultato straordinario. Dopo le prime esperienze compiute col sostegno finanziario della Sipas (primi anni Novanta), l’Ersat si occupò della m ...

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