Il Medio Campidano alla fiera dell’artigianato di Milano

Alla fiera dell'artigianato di Milano in dieci giorni passano più visitatori di tutti gli attuali abitanti della Sardegna, neonati e centenari compresi, e sebbene si disperdano per i dieci padiglioni allestiti, per districarsi tra i cento paesi espositori, i 3250 artigiani che offrono qualcosa come 150.000 prodotti, serve una strategia per non lasciarsi schiacciare (non solo in senso figurato) da cotanti numeri. Io mi sono lasciato guidare dal suono delle launeddas, al padiglione due, Roberto Tangianu da Alghero  e Peppino Bande da Sarule, come fakiri del secondo millennio, andavano ipnotizzando, con le loro nenie, una torma di visitatori, abbagliati dal suono misterioso delle canne del catalano a cui faceva bordone l'organetto del barbaricino. Questi gli ambasciatori dell'isola. Camicia di sparato bianco a “zughittu”, calzoni e corpetto rigorosamente neri. “Vengano signori e signore  a fare un giro tra le molteplici professionalità che la Sardegna è in grado di offrire allo stupore di ognuno, i cui prodotti, per scelta di materiali, per la storia che sanno incarnare, per la bellezza che esprimono nella loro manifattura, sono unici e irriproducibili, tutti o quasi comparabili nella magica definizione dell'arte”. Artisti di vaglia i due (su You Tube per chi ancora non gli abbia sentiti dal vivo), due anni fa Roberto era a Parigi, alla sede dell'Unesco, insieme a Luigi Lai, il più grande suonatore  vivente di launeddas, con loro  Fabio Vargiolu, anche lui di San Vito nel Sàrrabus (per i continentali: vicino a Villasimius), la manifestazione: “La Musique, la Culture,  les Traditions d'une ile dans la Mediterranée: la Sardaigne”. Il tentativo è quello di far diventare il suono delle launeddas patrimonio universale, come lo è già il canto a tenore. Qui a Milano incantano, stregano, intrigano, sorprendono. Non lontano da loro Silvia Murru, da Samassi (ma mi dice che ha studiato a Villacidro) offre i suoi bottoni di “gusto retrò” ( vedi: www.latlantedeibottoni.com). Niente di particolarmente prezioso, anzi, tutti messi insieme usando vecchi dizionari scampati al macero, italiani, sardi e latini, vecchie enciclopedie per bambini, poi vetro e lega metallica anallergica. Sono collane, orecchini, gemelli in acciaio e bracciali, rigorosamente nominati: rovo, mente, memoria, coscienza, tempo...mitukeru, realizzato con un dizionario giapponese-italiano degli anni '90 e un manuale di storia dell'arte degli anni '80, viene via per 25 euro. Gli altri costano anche meno. Successo garantito, l'dea che sottende il tutto: recupero di vecchie parole e immagini che si rifiutano di sparire, che si compenetrano l'un l'altra con un gioco che sa mischiare fantasia ed ecologia per creare un oggetto unico, a prezzi non da strozzo. Li venderà tutti. Belli anche i “Cocci” di Giuliana Collu (www.icoccidigiulianacollu.com, anche lei si può ammirarla all'opera su You Tube), originaria di Assemini, dove ceramisti e vasai hanno una consolid ...

Rassegna: “Rosso. Il cinema della rivoluzione

A ottobre dell’anno appena trascorso sono cento anni dalla Rivoluzione che, comunque la si voglia vedere, è stata uno degli avvenimenti più importanti della storia moderna e contemporanea internazionale. Per questo motivo l’Associazione ONLUS Amici del Cinema Villacidro si propone quale soggetto organizzatore della manifestazione: Rosso. il cinema della rivoluzione.. QUESTO IL CALENDARIO DELLE SERATE, CHE SI SVOLGERANNO TUTTE PRESSO IL MULINO CADONI in VILLACIDRO. VENERDÌ 26 GENNAIO, ORE 17:00_20:00. Presentazione della Rassegna, relazione e interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione primo film, dibattito; SABATO 27 GENNAIO, ORE 17:00_20:00. relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del secondo film, dibattito; DOMENICA 28 GENNAIO, ORE 15:00_18:00. relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del terzo film, dibattito; SABATO 03 FEBBRAIO, ORE 17:00_20:00. relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del quarto film, dibattito; DOMENICA 04 FEBBRAIO, ORE 15:00_18:00. relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del quinto film, dibattito; SABATO 10 FEBBRAIO, ORE 17:00_20:00. relazione e relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del sesto film, dibattito; DOMENICA 11 FEBBRAIO, ORE 15:00_18:00. relazione e relazione e Interventi liberi sul tema: cosa ha significato dal mio punto di vista la Rivoluzione russa, e la costituzione dell’Unione Sovietica; proiezione del settimo film, dibattito; conclusioni. Dal seguente elenco di film saranno proiettati e analizzati sette (7), scelti anche in base alle indicazioni che il pubblico di, volta in volta, dopo la presentazione, e la prima proiezione di venerdì 26 gennaio, che sarà LA CORAZZATA POTËMKIN, del regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, del quale proprio in questi giorni ricade il 120MO anniversario della nascita, vorrà suggerire: Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, La corazzata Potëmkin, 1925; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Sciopero! 1925; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Lampi sul Messico, 1933; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Aleksandr Nevskij, 1938; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, Ivan il Terribile, 1944; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, La congiura dei Boiardi, 1958; Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, il Vecchio e il nuovo, La linea generale, 1929; Serge ...

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