Territorio

Territorio

In questa categoria parliamo di territorio

Gonnosfanadiga: settant'anni insieme per Mario Diana e Rosa Putzu

Gioia e emozioni per i settant'anni insieme di Mario Diana e Rosa Putzu che, a Gonnosfanadiga, hanno rinnovato la loro promessa di matrimonio

Una giornata di grande emozione a Gonnosfanadiga per Mario Diana e Rosa Putzu quando ieri 18 agosto hanno celebrato il loro 70° anniversario di matrimonio, rinnovando la promessa pronunciata settant’anni fa, nel 1956.La cerimonia si è svolta nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara, patrona del paese, la stessa nella quale Mario e Rosa si erano uniti in matrimonio. A raccogliere il rinnovo della loro promessa è stato il giovane sacerdote don Andrea Scanu, in un momento semplice ma particolarmente significativo per la coppia e per i loro familiari.Ma la gioia e le emozioni non si sono concluse all'uscita dalla chiesa. A rendere ancora più speciale la giornata è stata la sorpresa organizzata dal Coro di Santa Barbara, guidato dal maestro Marco Sotgiu. I coristi si sono recati nell’abitazione di Mario Diana e Rosa Putzu per dedicare loro uno dei brani più amati della tradizione sarda, “No potho reposare”, brano di Giuseppe Rachel, reso famoso dai Tazenda.Un gesto inaspettato che ha profondamente stupito ed emozionato i due coniugi, diventando uno dei momenti più belli dei festeggiamenti per un traguardo raro e prezioso: settant’anni di vita matrimoniale condivisa.A Mario Diana e Rosa Putzu giungano i più sentiti auguri per questo importante anniversario anche da parte di tutta la Gazzetta del Medio Campidano. ...

Gonnosfanadiga, anatra intrappolata: liberata dai Barracelli

Un intervento tempestivo del Capitano dei Barracelli ha permesso di salvare un’anatra rimasta intrappolata in una busta di plastica nel rio Piras

Un'anatra rimane intrappolata nel rio Piras a causa di una busta di plastica. A liberare l’animale è stato il Capitano della Compagnia barracellare, Giampiero Fosci, intervenuto dopo la segnalazione di una cittadina, la signora Cecilia.L’anatra, come documentato anche dalla fotografia scattata durante l’intervento, non riusciva a liberarsi da sola. La busta di plastica si era avvolta attorno alla sua zampa, stringendola e limitandone i movimenti.Ricevuta la segnalazione, il Capitano Fosci ha raggiunto il luogo e si è adoperato per liberare l’animale. Dopo essere stata liberata, l’anatra ha potuto riprendere a muoversi normalmente.L’intervento non si è limitato al salvataggio. Il Capitano dei Barracelli ha infatti provveduto anche a una parziale pulizia dell’area circostante, raccogliendo alcuni dei rifiuti presenti nel tratto del rio, oggi in secca in attesa della stagione delle piogge, in cui le anatre sono solite sostare e nidificare. Un gesto concreto che ha permesso di ridare la giusta visibilità a un luogo del paese ai piedi del monte Linas che, ormai da anni, attira l’attenzione dei passanti e dei turisti, incuriositi dagli animali ormai “adottati” dai gonnesi.La presenza di plastica e di altri rifiuti costituisce un pericolo particolarmente importante: sacchetti, fili, contenitori, rifiuti edili e domestici (come negli anni segnalati) possono trasformarsi in vere e proprie trappole oltre che inquinare l’ambiente. Gli animali rischiano di rimanervi impigliati, di ingerire piccoli frammenti o di riportare lesioni che, senza un intervento esterno, possono risultare fatali. Quello dell’anatra salvata a Gonnosfanadiga è soltanto uno degli esempi più visibili delle conseguenze provocate dall’abbandono dei rifiuti nell’ambiente.L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema dei rifiuti dispersi nel corso d’acqua e nelle campagne. Nonostante le campagne di sensibilizzazione, i controlli e le numerose informazioni disponibili sui danni causati dall’inquinamento, continuano a verificarsi comportamenti difficili da comprendere. Abbandonare una busta o un contenitore può sembrare a qualcuno un gesto di poco conto, sicuramente inaccettabile, ma le conseguenze sull’ambiente e sugli animali possono essere molto serie.Rimane soprattutto l’amarezza per una mancanza di rispetto nei confronti di un luogo conosciuto e apprezzato anche al di fuori dei confini del paese. Un’area naturale frequentata dai cittadini e capace di attirare l’attenzione dei visitatori dovrebbe essere tutelata con particolare cura. La sua conservazione non può dipendere esclusivamente dagli interventi delle istituzioni o dei volontari, ma richiede la collaborazione e rispetto di tutti.Limpegno e varietà dei compiti svolti dalla Compagnia Barraccellare di GonnosfanadigaA parlare è lo stesso Capitano Giampiero Fosci: «La vigilanza del territorio, la prevenzione e la lotta attiva contro gli incendi boschivi, la tutela del pa ...

Vai a tutti i contenuti →