Territorio

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Scivu oasi di pace e tranquillità, unica e senza eguali in Sardegna

Tre chilometri di sabbia finissima vero e proprio angolo di paradiso nell'estremo confine meridionale della Costa Verde

Scivu è vera oasi di pace e tranquillità. Un vero e proprio angolo di paradiso dove il tempo sembra essersi fermato. Tre km di sabbia finissima che tendono al ramato delimitati da pareti dorate di arenaria che da Capo Pecora, estremo confine meridionale della Costa Verde, finiscono per confondersi non prima di averci regalato una serie di splendide e isolate calette spesso raggiungibili solo via mare con le alte dune di Piscinas di cui il litorale di Scivu rappresenta la sua naturale prosecuzione. Località del comune di Arbus ci si arriva abbandonata a circa metà del percorso la statale 126 che collega Arbus a Fluminimaggiore, svoltando per la cosiddetta e ben segnalata “strada ministeriale” che superati i ruderi dell’antico villaggio minerario di Gennamari, porta al mare. La strada stretta e tortuosa ma altamente panoramica è immersa in una superba macchia mediterranea nella quale abbondano ginestre, lentischio, corbezzoli e ginepri che dopo dodici spettacolari km ti consegnano alla maestosa selvaggia bellezza di Scivu. La discesa a mare caratterizzata da una lunga passerella si infila con gentilezza tra le dune che impreziosite soprattutto nel periodo estivo dai bianchi e intensamente profumati “Gigli di Mare” offre fin dalle prime rampe una cartolina da sogno. L’acqua è limpida, il mare da urlo mentre all’orizzonte il blu del mare e quello del cielo si uniscono senza soluzione di continuità. La spiaggia che degrada dolcemente adatta ai bambini. Il carico antropico non eccessivo permette di avere grandi spazi a disposizione. Nella parte più sud da diversi anni è stata istituita l’area del WWF, ulteriore sigillo e salvaguardia per un’area bella quanto fragile. Ad accogliervi la familiare ospitalità di Paola, Angelo, Danila e Stefano che da anni gestiscono con rinomata cortesia il “Lido di Scivu”, uno stabilimento balneare dotato di bar e dove si trovano a prezzi davvero accessibili, servizi in spiaggia. Per le sue peculiarità Scivu rimane unica e senza uguali in Sardegna. Il periodo migliore per visitarla, come per il resto del territorio, va da maggio a ottobre quando il clima è più stabile. L’estate regala giornate calde ideali per il mare mentre la primavera e l’inizio dell’autunno offrono temperature più miti, perfette per le escursioni tra dune e sentieri minerari, oltre a una frequentazione turistica decisamente più contenuta.Il momento più bello della giornata? Il tramonto quando il colore rosso delle rocce e i blu intensi di cielo e mare ti fanno sentire parte di una cartolina!Scivu, come vivere e conoscere questa magnifica localitàPossibilità di pernottamento nei numerosi B&B, agriturismo, seconde case e alcune strutture alberghiere presenti nel territorio arburese. Possibili le escursioni di trekking, in quad o bike o le visite guidate a cura del CEAS di Ingurtosu e dell’Associazione Zampa Verde su percorsi che si snodano lungo vecchie ferrovie abbandonate, strade sterr ...

Tra cielo e memoria: Ivano Putzolu e il racconto autentico di Gonnosfanadiga

Ivano Putzolu racconta Gonnosfanadiga tra montagna, volo e memoria. Dalla passione per il parapendio all’impegno come guida trekking, valorizza il territorio con escursioni, foto e...

Ci sono storie che nascono in silenzio, tra i sentieri di un paese e lo sguardo curioso di un bambino che cerca qualcosa oltre l’orizzonte. Quella di Ivano Putzolu è una di queste. Un percorso costruito passo dopo passo, o meglio, salita dopo salita, inseguendo una passione che affonda le radici nell’infanzia e che ancora oggi continua a dare forma al suo modo di vivere e raccontare il territorio. Fin da piccolo, Ivano sentiva un richiamo irresistibile verso la montagna. Non era un semplice gioco o una fuga momentanea, ma qualcosa di più profondo, quasi istintivo.Come lui stesso racconta, «fin da bambino scappavo di casa per raggiungere, vicino a casa la montagna», un gesto che già allora racchiudeva il desiderio di esplorare, osservare e sentirsi parte di qualcosa di più grande. Tra i luoghi che più lo affascinavano c’era il colle Carong’e Majori, da cui poteva guardare il mondo dall’alto e lasciarsi attraversare da emozioni difficili da spiegare. «Da lì mi piaceva osservare dall’alto tutto ciò che si vedeva là sotto e mi emozionavo», ricorda, delineando con semplicità un sentimento che sarebbe diventato il filo conduttore della sua vita. Quella passione non si è mai spenta, anzi, con il tempo si è trasformata e consolidata. Nel 1997 Ivano compie un passo importante, conseguendo il corso di parapendio. Da quel momento il legame con le altezze assume una dimensione ancora più intensa. Il volo diventa esperienza, libertà, contatto diretto con l’aria e con sé stesso. «Ogni volta che stacco i piedi da terra provo emozioni e libertà unica», afferma, sintetizzando in poche parole ciò che per lui rappresenta il parapendio: non solo uno sport, ma un modo di vivere. Accanto al volo cresce anche l’amore per il territorio e la volontà di condividerlo con gli altri.Nel 2016 consegue il diploma come guida trekking, trasformando la passione in competenza e responsabilità. Subito dopo nasce l’associazione “Parco Monte Linas Gonnosfanadiga”, un progetto che unisce natura, conoscenza e comunità. Attraverso trekking organizzati e accompagnamenti su richiesta, Ivano porta le persone a scoprire luoghi spesso poco conosciuti, offrendo non solo percorsi ma vere e proprie esperienze. Il suo impegno si estende anche alla promozione di iniziative capaci di coinvolgere l’intero paese. Nel 2023, grazie al supporto del Comune, organizza un evento in elicottero per permettere ai cittadini di vivere l’emozione del volo. In passato ha dato vita anche a manifestazioni di parapendio con gare di atterraggio di precisione, sia a Gonnosfanadiga che nelle zone di mare, contribuendo a creare momenti di aggregazione e valorizzazione del territorio. Ma ciò che rende davvero particolare il suo racconto è lo sguardo con cui osserva il proprio paese, Gonnosfanadiga. Ivano non si limita a viverlo, lo studia, lo esplora, lo racconta. «Amo il mio paese perché sempre di più mi stupiva nello scoprire quante belle cose da v ...

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