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Torna a Cagliari la "Summer School vorrei"

Tre giorni di formazione gratuita su inclusione e multiculturalità

Costruire una comunità educante che sappia accogliere, narrare le differenze e trasformare i contesti multiculturali in occasioni di crescita collettiva, partendo sia dai banchi della formazione che dai campi di giocoDal 22 al 24 giugno 2026, Cagliari ospiterà la nuova edizione della “Summer School che vorrei”, tre giornate intense di formazione interamente gratuita dedicate a docenti, educatori e operatori del terzo settore. Al centro dell'iniziativa, un percorso di alta qualità incentrato sull'approfondimento di pratiche inclusive, strumenti narrativi e relazioni educative all'interno dei complessi contesti multiculturali contemporanei.Le tre giornate di formazione, coordinate da Francesca Utzeri, si svilupperanno attraverso sessioni quotidiane dalle ore 9:00 alle ore 18:00, alternando momenti teorici a laboratori pratici.Le attività prenderanno il via lunedì 22 giugno negli spazi della Fondazione di Sardegna con una giornata interamente dedicata ai temi della lingua, dell'identità e dell'appartenenza. Sotto la guida dei formatori Ronke Oluwadare, Mauro Mou, Lara Farci e Francesca Pani, i partecipanti esploreranno le sfide del plurilinguismo e l'delicata gestione del silenzio nei ragazzi neoarrivati nel nostro Paese.Il programma uscirà dalle aule per aprirsi alla cittadinanza. La sera di lunedì 22 , alle 19, presso il Cinema Spazio Odissea (Viale Trieste 84, Cagliari), con la proiezione a ingresso gratuito del film “Bangla” (regia di Phaim Bhuiyan): una serata nel segno del grande cinema per riflettere insieme, attraverso il filtro dell'ironia, sui temi cruciali dell'identità e delle seconde generazioni.Martedì 23 giugno, sempre presso la Fondazione di Sardegna, i riflettori si sposteranno invece sulle dinamiche relazionali e l'approccio con i nuclei familiari. L'intervento di Rahma Nur (in collegamento online) e di Francesca Utzeri guiderà la platea nell'analisi del pregiudizio e dello "sguardo coloniale", fornendo strumenti concreti per costruire percorsi di fiducia reciproca nei contesti educativi multiculturali.Il percorso si concluderà mercoledì 24 giugno alla Bottega dei Sogni con un focus operativo incentrato sulla narrazione come via d'inclusione. Cecilia Bertoli e Alessandra Smerilli dell'associazione Asinitas mostreranno il valore dello storytelling e della scrittura autobiografica come potenti strumenti pedagogici per contrastare la marginalità sociale.Inoltre, l'8 giugno ha preso il via il CSI Summer Camp 2026 nella spiaggia del Poetto di Cagliari, un'attività che si concluderà il 17 luglio e che quest'anno presenta un'importante novità: il CSI Centro Sportivo Italiano Cagliari, grazie alla preziosa collaborazione con La Clessidra e AS.GE.SA. COOP. SOCIALE, è riuscito ad aggiungere una settimana in più al camp, offrendo un'estensione temporale che rappresenta una opportunità di divertimento e crescita per tutti gli studenti e le studentesse partecipanti.Giunta alla sua terza edizione, il Camp propone ai r ...

Sant'Antonio, gioia e partecipazione: is traccas, su coccoi de sa festa, is trallallerusu

34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi. Ad ac...

34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi.Ad accompagnarlo cavalieri, gruppi folk, la Banda Musicale “Ennio Porrino” e numerose autorità civili e militari. Tantissimi I figuranti in abito tradizionale provenienti dai più svariati centri dell’isola, i cavalieri e “Is traccas” quelle a tetto tondeggiante tipiche dell’arburese, trainate da animali, imponenti quanto maestosi buoi, o motorizzate sempre belle, colorate e accuratamente e amorevolmente preparate, impreziosite e arricchite da tappeti, arazzi e tantissimi fiori. Della colonna sonora, figlia anch’essa di una sardità sempre più identitaria, se ne occupano lungo tutto il percorso le numerose fisarmoniche, launeddas e organetti che intonano i tradizionali balli sardi e i canti a “Trallallerusu”.  Non manca “Su coccoi de sa festa” elemento centrale, tra i più suggestivi della festa, messo in forte risalto attraverso la sua celebrazione e distribuzione nonché elemento decorativo insieme a “Su pani de saba” delle traccas a motore o come ornamento delle corna dei buoi. Infine, tradizione davvero antica, “ Is croccorigas” naturalmente piene di un buon vino d’annata, zucche gelosamente personali ma spesso e volentieri offerte con impeto di generosità e ospitalità per un piccolo sorso a coronamento di un gemellaggio occasionale sancito durante il lungo pellegrinaggio. ...

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