Opinioni & Rubriche

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Allu e ollu cun pibadra e buttariga de is poburus

L’aglio, condimento fondamentale nella cucina mediterranea, viene coltivato in tutta Italia, tra le varietà più conosciute quelle di Sardegna

L’aglio è una delle piante coltivate di origine più antica. Infatti era apprezzato da tempi remoti, sia come alimento che come pianta bulbosa medicinale. Già nel 1550 a. C. il papiro egizio di Ebers (rotolo lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, formato da 108 pagine e databile alla XVIII dinastia egizia, più precisamente al regno di Amenhotep I, anche se il testo potrebbe essere molto probabilmente più antico), elencava ben 22 impieghi terapeutici dell’aglio: nel Libro dell’Esodo o secondo Libro di Mosè (il secondo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana), viene ricordato come “il bene più prezioso lasciato dagli Ebrei durante la fuga dall’Egitto”. Sempre in Egitto l’aglio era presente nelle tombe dei faraoni, lo testimoniano i bulbi d’aglio ben conservati, scoperti nella tomba di Tutankamon, ed era utilizzato come paga agli schiavi addetti alle costruzioni delle piramidi per preservarne la loro salute, mentre i Fenici lo impiegavano per impreziosire le verdure di cui erano molto ghiotti. Bulbi di aglio sono stati rinvenuti negli scavi del Palazzo di Cnosso a Creta, risalente al 1800 a. C. L’aglio nell'antica Grecia era ritenuto una pianta legata all'oltretomba e alla magia ed era donato alla dea Ecate, protettrice dei defunti ed anche se da molti detestato per il forte odore, in cucina era usato e apprezzato. Una leggenda tramanda che Allio fosse un giovane molto simpatico e brillante, ma pettegolo e maligno, che si divertiva a seminar zizzania nell’Olimpo, sparlando sulla vita degli dei e creando così imbarazzanti litigi. Un giorno Giove per metter fine a questi battibecchi, decise di punire Allio: “Visto che con le tue chiacchiere miri sempre ad essere al centro dell'attenzione, d'ora in poi dovrai vivere nell'ombra, e chi ti frequenterà non potrà nasconderlo”. Così detto, trasformò il giovane Allio in aglio, destinato a nascere e crescere sottoterra e a causa del suo acre olezzo avrebbe tradito chiunque l’avesse mangiato. Il principe condottiero dei Galli Vercingetorige, era solito far masticare diversi spicchi di aglio ai suoi guerrieri prima di ogni battaglia e competizione sportiva per rinvigorire l’energia del corpo e coadiuvare l’audacia. I Romani reputavano l’aglio sacro a Cerere, “Madre Terra”, antica divinità rigorosamente associata a Tellus, dea della Terra, che veniva commemorata con la festa delle Cerealie. L’aglio non era gradito a Marco Gavio Apicio, cuoco, buongustaio romano e amante del lusso, vissuto nel I secolo d. C., durante il regno di Tiberio, in quanto non apprezzava l’odore penetrante e il sapore pungente e intenso, perché lo considerava tipico del popolo plebeo che riteneva subalterno al patriziato. Plinio il Vecchio, autore del capolavoro, Naturalis historia, consigliava di procedere alla semina dell’aglio quando la luna si trova sotto confine fra cielo e terra e raccoglierlo quando la luna è in connessione con la terra. Il me ...

La perdita del potere d’acquisto delle pensioni

La perdita di potere d’acquisto nasce dallo scarto tra inflazione e dinamica delle retribuzioni

In Sardegna la crescita dei prezzi ha corso più dei redditi da lavoro e pensionistici. Il risultato è una compressione della spesa quotidiana e un aumento delle rinunce, con effetti su consumi, coesione sociale e prospettive di sviluppo. La perdita di potere d’acquisto nasce dallo scarto tra inflazione e dinamica delle retribuzioni. In Sardegna, i livelli retributivi medi dei lavoratori dipendenti risultano inferiori alla media nazionale: il report regionale Best Sardegna dell’Istat indica per il 2023 una retribuzione media annua dei dipendenti intorno ai 17.500 euro lordo, circa seimila euro in meno rispetto al dato nazionale. Questo divario riduce la capacità delle famiglie di assorbire i rincari su energia, trasporti e alimentari e rende più fragile anche chi ha un’occupazione regolare.Per i pensionati la pressione è doppia: da un lato la crescita dei prezzi, dall’altro assegni spesso contenuti sotto i mille euro mensili. Nel 2023 l’importo medio annuo pro-capite dei redditi pensionistici è stato di 20.000 euro, a fronte dei 21.700 della media nazionale. Inoltre, l’incidenza dei pensionati con reddito di basso importo è stata più alta in Sardegna (10,4%) rispetto alla media nazionale (8, 9%).Un indicatore utile a cogliere l’ampiezza del fenomeno è il reddito disponibile equivalente. Nel 2022, il 50% dei residenti in Sardegna disponeva di circa 16.200 euro l’anno contro i 18.600 dell’Italia.Il meccanismo dell’inflazione che si “mangia” il reddito di salari e pensioni si evince anche guardando i dati Istat del 2023 sulla crescita nominale di questi (+4,2%), ma diminuiti in termini reali (-1,6%) perché l’aumento non tiene il passo con l’inflazione, specialmente per le pensioni. Se questa dinamica si somma a livelli di reddito più bassi come la Sardegna, l’erosione del potere d’acquisto tende a essere più rapida e percepibile. La contrazione del potere d’acquisto non resta confinata ai bilanci familiari: riduce i consumi interni, penalizza commercio e servizi, e spinge a rinviare spese per la casa, la salute, la formazione dei figli.La Sardegna, che soffre per la fragilità occupazionale e il reddito da lavoro contenuto, l’erosione da inflazione si sta trasformando in un freno strutturale alla crescita. Che cosa serve per uscire dalla dannosa spirale? Serve un mix di leve: sostegno alla contrattazione e ai rinnovi contrattuali, rafforzamento dei servizi pubblici, misure di inclusione dei giovani nel mondo produttivo, tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione, ma soprattutto, nell’immediato occorre aumentare i redditi reali dei salari e delle pensioni. Governo e Parlamento non dimentichino che quando i redditi crescono meno dei prezzi, non è solo un problema di bilancio, ma un problema di futuro. ...

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