Samassi: Efisio Podda, un artista della memoria rurale

Dopo aver visitato un’esposizione di macchine agricole antiche a Baressa, e stimolato dalla moglie, maturò l’idea di realizzarle personalmente

A Samassi desidero mettere in evidenza la straordinaria bravura e la profonda passione per il modellismo agricolo di Efisio Podda, un autentico artista delle macchine e delle attrezzature rurali. È un uomo che ha saputo capitalizzare nel tempo ciò che aveva assorbito da bambino e da giovane, osservando con attenzione la bottega di un maniscalco tradizionale e il lavoro di un meccanico di mezzi agricoli particolarmente esperto. Quelle immagini, quei gesti e quei suoni – il ferro rovente, il legno della ruota di un carro agricolo che si stringe, il ritmo degli attrezzi - sono rimasti impressi nella sua memoria come un patrimonio prezioso. A partire dal 1991, dopo aver visitato una suggestiva esposizione di macchine agricole antiche durante la Sagra delle Mandorle di Baressa, e stimolato dalla moglie, maturò l’idea di realizzarle personalmente. Scelse un metodo tutto suo, utilizzando materiali di recupero e affidandosi a esperienza, osservazione e creatività. Non copiava: reinterpretava. Non replicava: ricostruiva, dando un’anima alle sue creazioni. Dopo aver osservato da vicino le sue opere, posso dire che la sua è una forma d’arte autentica, originale, radicata nella cultura materiale della nostra terra. Ogni modello racconta una storia: quella delle campagne, delle industrie, dei mestieri, delle mani che lavorano, delle macchine che hanno segnato un’epoca e alleviato le fatiche dei contadini. Quando le sue opere si conoscono, il suo genio non può che essere apprezzato e divulgato, perché custodisce un sapere che rischierebbe di rimanere nell’ombra, mentre Efisio Podda lo restituisce in forme nuove, curate, vive. È un ponte tra memoria e innovazione, tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora raccontare. UNA NARRAZIONE DI MEMORIA E CREATIVITÀ RACCONTATA DIRETTAMENTE DA EFISIO PODDA «Quando, quattro anni dopo il matrimonio con Ivana - era il 1991 - arrivammo alla Sagra delle Mandorle di Baressa, non immaginavo che quella giornata avrebbe riaperto un mondo intero. Passeggiavamo tra le vie del paese quando, all’improvviso, mi trovai davanti a una interessante esposizione di trattori datati. Mi colpirono soprattutto i Landini a testa calda, lucidi come se fossero appena usciti dalla fabbrica, e a una serie di macchinari agricoli che sembravano arrivare direttamente dal secondo Novecento. Fu come se qualcuno avesse acceso una lampadina dentro di me: un lampo, un ritorno improvviso all’infanzia». DA BAMBINO «Da bambino, infatti, mio padre aveva un metodo tutto suo per tenermi lontano dalla strada: mi mandava dal fabbro Peppino Manca. Lì, tra il fumo della forgia e l’odore del ferro caldo, imparai a osservare il lavoro vero. Durante la ferratura dei cavalli scacciavo con un sacchetto di iuta le mosche, mentre quando Peppino montava i cerchi in ferro sulle ruote dei carri agricoli, il mio compito era rovesciare secchiate d’acqua sui cerchi roventi. Il sibilo del metallo che si raffreddava, ...

Pabillonis, straordinario successo per Alessandro Lampis

In repubblica Ceca, a Brno, conquista un oro e due argenti al Gran Premio Internazionale di Para-trap

«Sto realizzando solo adesso quello che è successo, mi rende felice e consapevole che posso fare, e fare bene». Sono queste le parole che Alessandro Lampis, 49 anni compiuti poco meno di due mesi fa, atleta e campione di tiro a volo in carrozzina dopo la strabiliante impresa al Gran Premio Internazionale di Para-Trap che si è svolta a Brno nella Repubblica Ceca. Il tiratore di Pabillonis ha conquistato tre medaglie, una d’oro e due d’argento. Un “bottino” straordinario che rende “super-felice” il bravissimo atleta, anche perché questo successo non è arrivato per caso, ma è frutto di tanto allenamento, sacrificio e soprattutto di una straordinaria forza di volontà. L’impresa dell’atleta di Para Trap è stata costruita, passo dopo passo. L a semplice volontà non basta per spiegare lo stato d’animo di Alessandro dopo l’abisso in cui era precipitato a causa della grave disgrazia che aveva cambiato la sua vita.«Il trenta gennaio del 2015 ho avuto un brutto incidente stradale che mi ha portato a stare su una sedia a rotelle», afferma l’atleta. Tutto cambia per il giovane che nel pieno delle sue forze, all’improvviso, vede modificare drasticamente la propria esistenza, mutare il suo carattere gioviale e allegro e ricominciare/reinventare la propria vita su una sedia a rotelle. Un inferno, un abisso e un tunnel tenebroso da cui sembrava impossibile uscirne. Questi i pensieri e le emozioni e lo stato negativo. che assalivano il giovane Alessandro durante i giorni di ricovero. In questo tragico frangente trova nel padre Paolo un appiglio, un’ancora di salvezza. «Hai toccato il fondo, adesso devi farti forza e fare di tutto per risalire». Furono queste parole, succinte, forse dure, ma realistiche che provenivano dal cuore di un genitore, affranto per la sfortuna del figlio, a far riflettere Alessandro. «Subito, ho fatto di tutto per riprendere una parte della mia vita, ho ripreso a guidare e ho cercato di adattarmi a questa nuova situazione». Ma è stata la vecchia passione per il tiro a volo, a dare una motivazione in più, a questa “rinascita”. Alessandro, contemporaneamente alla vita di studente, (ha conseguito il diploma di Perito Elettrotecnico all’Istituto Tecnico Industriale di Oristano) ha avuto, da ragazzo, anche il primo approccio con il tiro a volo. «Ho frequentato fin da bambino il Tav di Pabillonis e ho ammirato grandi campioni come Battista Zurru; a 14 anni, mio padre, mi ha fatto sparare i miei primi piattelli e così è nata la mia passione per questo sport». Un’attività che purtroppo termina con il tragico incidente del 2015. La passione, però, non era mai scomparsa e il giovane scopre, sfogliando alcune riviste, che anche in carrozzina si può praticare questo sport. Una bellissima notizia e una grande speranza! Alessandro era al settimo cielo e dopo un po' di tempo dal ricovero, si fa portare al campo di tiro di Pabillonis. L’entusiasmo però si trasforma in una forte delusi ...

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