Guspini, in via Giovanni Antonio Sanna c’è traccia di un’Insula

Le ricerche più recenti mostrano che nel settecento l’intero complesso era di proprietà di un ricco proprietario terriero, che vi abitava con le sue maestranze

 C’è un punto di Guspini, in via Giovanni Antonio Sanna, dove il tempo sembra fermarsi. Lo si capisce appena si varca il portale: una soglia massiccia, consumata da mani e stagioni, che sembra ancora chiedere permesso a chi entra. Oltre quel varco, il paese moderno scompare, e si apre un cortile silenzioso, un cavedio ciottolato che raccoglie la luce come un pozzo rovesciato verso il cielo.Attorno al cortile, come in un abbraccio antico, si disponevano le piccole stanze dell’insula. Erano ambienti modesti, bassi, che prendevano aria e vita solo da quel vuoto centrale. Le porte si fronteggiano come volti familiari, e ogni pietra sembra sapere il nome di chi l’ha toccata.La storia dell’insula, però, non è lineare.Le ricerche più recenti mostrano che nel settecento l’intero complesso era di proprietà di un ricco proprietario terriero, che vi abitava con le sue maestranze, in una forma di convivenza che univa lavoro, dipendenze e quotidianità. Solo in seguito l’insula iniziò a frazionarsi: nell’Ottocento una delle abitazioni divenne persino scuola primaria, segno di un progressivo adattamento alle esigenze del paese che cresceva.E tuttavia, nonostante i cambiamenti, un tratto rimase intatto: la vita comunitaria. Sino a metà del Novecento, e ancora nel nuovo millennio, l’insula continuò a essere abitata da famiglie che condividevano spazi, ritmi, relazioni. La vedova Graziella Pusceddu, che vi ha vissuto e frequentato il cavedio, ricorda che il portale veniva chiuso ogni sera e riaperto all’alba, come si faceva un tempo.Un gesto semplice, quotidiano, che custodiva il senso di protezione e di appartenenza. E racconta che, nonostante le nuove abitazioni e le trasformazioni interne, lo spirito associativo e conviviale non si è mai spento: il cortile continuava a essere un luogo di incontro, di aiuto reciproco, di vita condivisa.Gli anziani lo dicevano con naturalezza, come si dice una verità che non ha bisogno di essere spiegata: “Guspini era fatto di Addeus.”E avevano ragione. Prima che le strade si aprissero dritte e larghe, prima che le case si allineassero lungo i fronti stradali, Guspini era un mosaico di micro‑mondi chiusi, ciascuno con il proprio portale, il proprio cortile, la propria comunità interna. Non quartieri, non rioni: Addeus.La parola sembra semplice, quasi domestica, ma dentro contiene un mondo. Non nasce dal cristianesimo, né da un nome proprio. Le sue radici affondano più indietro, forse nel latino aditus, “ingresso, accesso”, o in una voce più antica ancora, prelatina, che indicava un luogo separato, appartato. E infatti l’Addeu è proprio questo: un dentro distinto dal fuori, un luogo che si entra, non che si attraversa.Nella tradizione guspinese, Addeu significa: un gruppo di case raccolte attorno a un cortile; un portale che segna la soglia; un nucleo familiare allargato che vive come una comunità; uno spazio interno condiviso, protetto, identitario.Le case non guardavano la stra ...

Guspini, addio a Mauro Canu, dirigente scolastico

Preside dell’istituto di istruzione superiore Buonarroti Volta che riunisce le scuole superiori di Guspini, l’alberghiero di Arbus e l’agrario dí VIllacidro.

Si è spento ieri notte lasciando un vuoto incolmabile all’età di 60 anni Mauro Canu, dirigente scolastico dell’istituto di istruzione superiore Buonarroti Volta che riunisce le scuole superiori di Guspini, l’alberghiero di Arbus e l’agrario dí VIllacidro.La sua scomparsa ha profondamente colpito tutto il personale della scuola e gli alunni. Con una dedica la sua scuola lo ricorda così: “Cuci una foglia vicino alle parole, cuci le parole tra loro, guarda una foglia come viene soffiata lontano. Il tempo mentre scriviamo vola, noi moriamo a noi stessi mentre intorno ci cresce la vita”. Poi la dedica: ‘A Mauro Canu, Professore e Dirigente, mancato in un giorno d’autunno, dopo una vita dedicata alla scuola. In memoria della sua passione e abnegazione, la comunità scolastica esprime il dolore per la grave perdita.I suoi studenti, il corpo docente, il personale ATA.A scuola era stimato da tutti per il suo carattere fermo e aveva sempre ottenuto ottimi risultati negli studi come il diploma di ragioniere a Thiesi in provincia di Sassari, la laurea in economia e commercio conseguita nel 1994 con il massimo dei voti. A ciò si aggiungono tantissime specializzazioni post lauream e tanti anni di insegnamento. Poi l’incarico di dirigente dal 2019 a Guspini.Tanti i messaggi di cordoglio come quello del tecnico Gianni Spiga: ‘ Ciao Mauro... riposa in pace. La scuola perde un grande dirigente scolastico’. ...

Vai a tutti i contenuti →