Presentato il progetto “Poetas 'e Luxi”
Oggi, 14 maggio, nella sala Anfiteatro di via Roma a Cagliari è stato presentato il progetto “Poetas 'e Luxi – Poets of lights – poeti di luce” , realizzato con il bando Scrabblelab della Regione “residenze artistico-creative in Sardegna” por fesr 2014-2020. Alla conferenza stampa, presentata dalla giornalista Stefania Pusceddu, dopo i saluti di Andrea Dettori, consigliere comunale di Cagliari e consulente dell’assessore regionale allo spettacolo Giuseppe Dessena, sono intervenute Susanna Mameli, ideatrice del progetto, dell’Associazione Anfiteatro Sud - Capoterra, Capofila del progetto, Virginia Garau di Teatro Tragodia - Mogoro, e Monica Corimbi di Bocheteatro – Nuoro. Come illustrato dalle protagoniste di Poetas ‘e Luxi: “Tutto nasce dall’omaggio a tre grandi poeti che hanno portato luce e onore alla loro terra e che ora saranno protagonisti degli spettacoli. Significativa anche la scelta dei territori: Nuoro per Grazia Deledda, Mogoro per Antonio Gramsci, Capoterra per Sergio Atzeni”. Poeti famosi in tutto il mondo saranno così raccontati in paesi della Sardegna con i quali hanno un forte rapporto identitario. Le compagnie coinvolte realizzeranno percorsi artistici sperimentali e di ricerca riguardanti il tema della “Luce” dando spazio alla formazione, attraverso la realizzazione della Bottega di Alta Formazione Teatrale, e, ovviamente, alla produzione di spettacoli ed eventi dal vivo con nuovi strumenti multimediali quali video mapping, videoinstallazioni e penna grafica applicata alla scena teatrale. Percorsi artistici multimediali da realizzare sia in teatro che in siti di grande valore ambientale, culturale, storico e archeologico della Sardegna come fortini e rifugi della seconda guerra mondiale che saranno riscoperti e valorizzati in una nuova prospettiva e poetica degli spazi con percorsi originali di luci, parole, musica e poesia. “Poetas ‘e Luxi – Poeti di Luce – Poets of Light”, che rappresenta l’evoluzione tecnologica di alcune delle caratteristiche della produzione di spettacolo dal vivo, varca i confini regionali per attivare collaborazioni nella penisola (con Anna Resmini e Carol Rollo, esperte di penna grafica) e in Polonia (con il gruppo Camera Nera esperti di video mapping e video installazioni). Il progetto si svilupperà nell’arco di 16 mesi, durante i quali ciascuna associazione lavorerà per la realizzazione di scenografie e costumi in armonia con l’uso di strumentazioni innovative per poi realizzare uno spettacolo multimediale che in seguito debutterà nei teatri. Ma non solo, l’esito delle ricerche sarà rappresentato in tre fortini e rifugi della seconda guerra mondiale: a Capoterra, presso il Parco della Memoria, a Cabras, presso i Bunker e le strutture antisbarco e a Nuoro in alcune gallerie e rifugi antiaerei. Ci saranno poi repliche per scuole e Comuni , per i teatri, in campo regionale nazionale e internazionale. La replica finale delle tre ...
Leggi di piùL’ultimo film di Peter Marcias : “Uno sguardo alla terra”
“Uno sguardo alla terra” (presentato anche a Oristano al cinema “ Ariston”) è l’ultimo lavoro del filmmaker Peter Marcias. Prodotto da “ Capetown Film” con il supporto della “ Cineteca Sarda” e il sostegno della “Fondazione Sardegna Film Commission” , nonché di “ Sardegna solidale”. Distribuito dall’ Istituto Luce Cinecittà. Un bellissimo documentario, in incubazione da alcuni anni. L’idea: quella di far vedere ai più grandi registi e documentaristi del mondo, “ L’ultimo pugno di terra” di Fiorenzo Serra, il lavoro che la Regione sarda commissionò al regista per far capire ai sardi come si stesse passando da una società agropastorale a una, presunta, società simil-industriale. Opera che non piacque ai committenti , i quali consigliarono al cineasta di rivedere alcune cose. Ma questa è un’altra storia. E neanche simpatica. [caption id="attachment_18882" align="alignnone" width="648"] Peter Marcias e Wang Bing[/caption] Marcias e la troupe si spostano portandosi appresso “L’ultimo pugno di terra” ( 1965). Brillante Mendoza, Vincenzo Marra, Weng Bing, Claire Simon, Josè Luis Guerin, Mehrad Oskouei, Sahraa Karimi, Torner Heymann, sono i colleghi che giudicano la fatica di Serra . Dalle Filippine alla Cina, passando per Francia, Spagna e altre nazioni ancora. Nel montaggio di Andrea Lotta, si susseguono le immagini girate dal regista turritano unite alle interviste ai cineasti coinvolti nel progetto Marcias. E altre , splendide, nuove immagini: su tutte le riprese fatte da un drone. Quindi il contributo di Piera Detassis ( storica direttrice di “ Ciak”), ma soprattutto i ricordi di Manlio Brigaglia ( scomparso nei giorni scorsi) che fu sceneggiatore assieme ad Antonio Pigliaru, Salvatore Mannuzzu e Giuseppe Pisanu, sotto la supervisione di Cesare Zavattini. Il ballo degli agnellini , è indiscutibilmente una trovata zavattiniana. [caption id="attachment_18883" align="alignnone" width="648"] la regista Sahraa Karimi a Desulo[/caption] I registi, si diceva: parlano della grandiosità di Serra, ma anche dell’amore per il proprio lavoro . Alcuni di loro sono di estrazione contadina, primo fra tutti il cinese Weng Bing. I volti dei sardi, che mezzo secolo fa abbandonano le campagne per cercare fortuna nelle città del continente e dell’estero, non sono poi diversi da quelli dei giovani d’oggi. In partenza per scovare uno stipendio. Documentaristi un po’ antropologi, un po’ sociologi e un po’ ambientalisti. Un prezioso e costante lavoro di ricerca. E Marcias compie una ricerca nella ricerca. Un’idea inusuale. La musica di Enzo Favata è la colonna sonora che lega tutti quanti. Caldissima e avvolgente come una coperta di lana delle nostre pecore. Tra le cose più belle, la regista afghana Sahraa Karimi che visita Desulo e si fa vestire da una vecchia signora, con il costume del paese. In fondo, dice, ci somigliamo. Struggente il racconto del regista israelia ...
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