Fulvio Tocco: Le sagre devono essere messe a sistema

Considerata l’esperienza politica di Fulvio Tocco, maturata nell’attività amministrativa e più in generale in ragione del proprio contributo alla soluzione di problemi vecchi e nuovi nel nostro territorio, approfittiamo della sua disponibilità per proporgli alcuni spunti di riflessione su considerazioni che riguardano da vicino il nostro mondo agropastorale. Qualche tempo fa, sul nostro giornale lei suggerì l’ipotesi di regolamentare, in qualche modo, l’organizzazione delle sagre locali evidentemente per valorizzare i prodotti tipici e le risorse agroalimentari. Ad oggi, qual è secondo lei l’effettivo ritorno economico dell’investimento sui prodotti locali?  Le sagre comunali rappresentano sicuramente un’occasione essenziale di promozione e di commercio dei prodotti agroalimentari e dell’artigianato artistico locale. Ma anche per il cosiddetto turismo di un giorno che ha la sua importanza socio economica. Anzi direi occasione strategica per far conoscere l’unicità dei luoghi, la loro identità, la loro inconfondibile fisionomia ricca di valori naturali, storici e culturali, i centri storici del Campidano e della Marmilla – la cui storia è legata alla cultura contadina, che qui trova ancora i suoi simboli più significativi – conservano vive cultura e tradizioni che esercitano oggi una forte attrazione. I prodotti tipici, il turismo enogastronomico possono rappresentare una risorsa per lo sviluppo socio-economico di un territorio, un altro modo di fare turismo. I prodotti tipici, letti non dal punto di vista nutrizionale ma come simboli locali di storia, tradizioni e costumi, diventano fonte di attrazione turistica. La virtuosa “Sagra del carciofo” del comune di Samassi, per esempio, tuttora lo dimostra al massimo livello. Le sagre messe a sistema e caratterizzate dal punto di vista culturale ed identitario potranno guardare con interesse anche su altri mercati. A suo tempo nei 28 comuni del Medio Campidano si fece un discorso programmatorio condiviso riproponendole con “Le Giornate di AgriCultura”: ogni comune una sagra; e successivamente col mercato rurale “Le Tre Terre”, nell’area industriale di Villacidro. Da quelle positive esperienze le aziende assicuravano annualmente la presenza alla Fiera Campionaria di Cagliari, quindi su un altro scenario, con un discreto successo di vendite di derrate alimentari e di prodotti dell’artigianato artistico dei vari paesi. Faccio un ultimo esempio: nei giorni di fiera la Cooperativa R60 di Las Plassas riusciva a mettere in vendita circa 15 q.li di legumi in confezioni da 500 grammi. Il dato è emblematico per dire che le aziende non si arrendono alla crisi se c’ è una vetrina su cui affacciarsi. Secondo lei, in Sardegna, sarà mai possibile conciliare le ragioni del comparto agricolo con le necessità degli allevatori? In altre parole, la capacità imprenditoriale sembrerebbe aver investito il mondo strettamente agricolo mentre l’allevamento soffrirebbe a ...

Casa Ettore Desogus: operativo lo sportello d'ascolto

Si anima la vita nella Casa della giovane Ettore Desogus ad Arbus in piazza Cavalleria. È già operativo lo sportello d'ascolto, gestito dalla cooperativa Sinergie e tra pochi giorni comincerà un corso a cura della dottoressa Serena Musio che si basa sulla terapia della risata. Ma non finisce qui. Un tempo farmacia ed abitazione privata, ora grazie alla generosità della famiglia Statzu che l’ha donata all’Acisjf – Associazione Cattolica Internazionale a Servizio della Giovane – accoglierà donne sole e in difficoltà pronte a ricominciare una nuova vita. L’inaugurazione, all’interno del progetto “Ampliacasa – l’Acisjf per il cohousing”, sostenuto da Fondazione Con il Sud,  è avvenuta  in una bella serata di festa con la comunità lo scorso 23 marzo. «La casa offrirà una nuova opportunità per dare spazio a chi è emarginato e debole - afferma Carla Serpi, presidente di Acisjf Cagliari Onlus - sarà un punto d’incontro delle realtà associative del territorio per confrontarsi e crescere in armonia mettendo insieme i propri talenti. La struttura ospiterà attività diurne e una casa per donne in difficoltà». Ora si guarda avanti ad un futuro tutto da costruire che ha bisogno però del sostegno di tutti. Finora, la provvidenza ha sempre bussato alla porta e ha i volti di tante persone generose. A cominciare proprio dalla famiglia Statzu che ha donato l’immobile: «Siamo felici perché oggi un sogno diventa realtà», hanno detto nella serata di inaugurazione.  Grazie anche al cuore grande della famiglia Pilia di Cagliari che ha donato gli arredi di un appartamento, ogni dettaglio poi è stato posizionato con cura dai volontari. Anche la Caritas diocesana ha offerto il suo aiuto. La referente dell’Acisjf nazionale Marisa Meduri ha sottolineato: «Per noi, Acisjf Cagliari è l’esempio importante di come il volontariato può essere una forza. Ci aspettiamo che questa casa diventi luogo di incontro per tutti. I letti diventeranno storie di donne che hanno bisogno di un riparo ma anche di un posto dove fare attività  e fermarsi un attimo». Ora l’associazione si prepara passo dopo passo a costruire un futuro a chi vuole una vita migliore. Ma per crescere, chiede una mano a tutti. Servono risorse per mettere le ali ai sogni. Così, come finora i semi della generosità hanno dato frutti, si spera di dare nuova linfa alla terra. Per chi volesse far parte di questo progetto che tende la mano a chi ha bisogno, c’è un appuntamento da non perdere: sabato 5 maggio alle 20, in piazza Cavalleria ad Arbus. Ci sarà una cena do autofinanziamento.  Un lauto pasto di condivisione che finanzierà le idee a favore delle donne dell’Acisjf. Dagli antipasti a ricchi primi , dai secondi e contorni sino al dolce con  ingresso gratuito per i bambini sotto i 10 anni per i quali si svolgeranno attività ludiche e di intrattenimento. Per informazioni 348 2737565. Stefania Pusceddu ...

Vai a tutti i contenuti →