“Inizio e fine”: a Curcuris lo si racconta con le foto
Il Comune ha bandito il terzo concorso fotografico all’interno del festival comunitario I lavori devono essere presentati entro il prossimo 23 luglio. Voti anche nella piattaforma web ____________________________ Immagini, che riflettono sul divenire. Perché lo spazio fra l’inizio e la fine può essere raccontato in mille modi attraverso un clic. Proprio “INIZIOeFINE” è il tema della terza edizione del concorso fotografico bandito dal Comune di Curcuris in occasione del “Festival Comunitario 2023”, che si svolgerà nel periodo estivo nel piccolo paese della Marmilla. L’amministrazione, guidata dal sindaco Raffaele Pilloni, ha rivolto di nuovo un invito ai fotografi di tutta l’isola, e non solo, a partecipare al concorso, che, come sempre, ripropone il tema dello stesso festival. Gli esperti, ma anche gli appassionati di fotografia, hanno tempo sino al prossimo 23 luglio per presentare i loro elaborati. «Nel territorio del nostro Consorzio oramai la fotografia è di casa», ha detto il presidente del Consorzio Due Giare Lino Zedda, «un nuovo racconto per immagini, che arricchirà la proposta della nostra iniziativa itinerante Fotografe in Marmilla 2023, in corso sino al 30 settembre». TEMA E CONCORSO Il sindaco Pilloni ha spiegato: «La locuzione “INIZIOeFINE” abbraccia la dimensione del divenire sia sul piano della dicotomia, ovvero del dualismo, sia sul piano della continuità e della commistione tra ciò che è inizio e ciò che è fine. Un tema ampio ed eterogeneo, declinato in varie prospettive di studio, filosofiche ma anche più strettamente scientifiche». Il primo cittadino di Curcuris ha aggiunto: «Un tema lasciato naturalmente alla libera interpretazione dei partecipanti. Solo alcune esempi di macro tracce: inizio e fine come ciclo della natura e della vita umana; fenomeni e trasformazioni sociali e culturali nel tempo, tra inizio e fine; mutamento degli spazi, luoghi e paesaggi, fra inizio e fine; sensibilità artistiche e mode alla prova del tempo fra inizio e fine». LE FOTO Tutte le immagini presentate devono essere state fotografate dall'autore, che ne deve detenere la completa e originaria paternità e proprietà. Sono ammesse solo foto in bianco e nero e a colori, prive di firme, filigrane o contrassegni visibili sull’immagine, con un formato 70x100 (inquadratura verticale, oppure orizzontale) e con le seguenti caratteristiche tecniche: formato JPEG (.jpg), alta risoluzione (minimo 300 dpi o superiore) e una risoluzione nativa compresa fra 17 e 32 mega pixel. Il ricorso a fotomontaggi e ritocchi digitali è ammesso, a insindacabile giudizio della Giuria, solo in via integrativa, migliorativa e di arricchimento. Non sono ammesse fotografie realizzate esclusivamente mediante l’utilizzo di programmi o modelli di computer grafica. LA PARTECIPAZIONE I fotografi professionisti ed appassionati di fotografia, di età maggiore di 18 anni, anche non residenti nel Comune di Curcuris, possono ...
Leggi di piùArbus, dal 17 al 20 giugno i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio: un'emozione che ti resterà nel cuore
di Gianni Vacca __________________ Dal 17 al 20 giugno i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio: un' emozione che ti resterà nel cuore Tutto in quattro giorni! Fede, tradizione, cultura e un pizzico di mistero: ecco gli ingredienti e le motivazioni che mettono in moto la grandiosa macchina organizzativa della festa. Sabato 17 giugno dopo la Santa Messa a lui dedicata che verrà celebrata nella chiesa San Sebastiano Martire a partire dalle ore 7,00 presieduta per l’occasione dall’Arcivescovo Mons. Roberto Carboni, la partenza. Con la processione guidata dal parroco Don Daniele Porcu ad accompagnarlo ci saranno cavalieri, gruppi folk, la Banda Musicale “Ennio Porrino” e numerose autorità civili e militari. Martedì 20, dopo essere stato per due giorni ospite nella borgata di Sant’Antonio di Santadi nella chiesetta a lui dedicata e dopo numerose manifestazioni civili e religiose, il rientro che riporterà Sant’Antonio ad Arbus nella sua dimora abituale. La chiesa a lui dedicata presente nella borgata costruita nel corso della prima metà del XVII secolo venne rifatta in modo non restaurativo e riconsacrata il 18 giugno del 1950 dopo che un anno prima veniva demolito il “grande e sinuoso campanile a vela a luce arcuata”, un autentico capolavoro ormai immortalato solo in immagini e foto d’epoca. I preparativi sia quelli istituzionalizzati, affidati al comitato organizzatore per la parte civile e alla chiesa per quella religiosa, sia quelli spontanei, individuali o collettivi, fervono da tempo febbrili e carichi di enfasi. La partecipazione popolare cresce di anno in anno. Migliaia, come tradizione vuole, i fedeli presenti alla partenza: altrettanto quelli che il Santo troverà qualche ora più tardi al suo passaggio a Guspini. Centinaia, tra i quali moltissimi giovani, quelli che lo accompagneranno nel suo lungo pellegrinaggio verso Santadi. Una devozione, che si tramanda oralmente da secoli di generazione in generazione. Sempre uguale, sempre la stessa, semplice e senza alcuna rivisitazione che la modernità informatica o tecnologica possa modificare. Le quattro giornate della festa dedicate al Santo moralmente patrono dell’intero territorio costituiscono il culmine di un connubio di fede, devozione, folclore e tradizione. Raccontarne l’evento, la grande festa, la grande ricorrenza che da oltre tre secoli si ripete, diventa facile, forse anche ripetitivo, ma come sempre straordinariamente affascinante. Gli emblemi della festa. La tradizione che diventa rito. Trentaquattro sono i km che separano la chiesa di San Sebastiano di Arbus, dimora abituale del Santo, da quella di Santadi a lui dedicata. Oggi come tre secoli fa questa festa di antiche origini contadine rimane nelle sue caratteristiche peculiari praticamente immutata: quattro giorni all’insegna della devozione e del divertimento dove riti religiosi e riti civili mantengono intatte le loro tradizioni continuando a regalare fascino, emozioni e colori. La process ...
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