C’era una volta l’agricoltura
di Francesco Diana _______________________________ …“C’era una volta l’agricoltura…”, sarà questa una delle tante storielle che i futuri nonni si troveranno a dover raccontare ai nipoti nelle prossime generazioni in un mondo che verrà, mettendo in soffitta le certezze maturate nel corso dei secoli, quelle che hanno consentito al genere umano vivere e operare da millenni nel pianeta “Terra” in una sorta di simbiosi, dove spesso l’egoismo dell’uomo ha prevalso nei confronti della natura che l’ha ospitato. Tuttavia, agricoltura e allevamento sono state le prime importanti attività svolte dall’uomo per soddisfare le proprie crescenti esigenze vitali, attività che in qualche modo hanno contribuito forzare le ferree leggi della natura contribuendo a turbare, nel tempo, il naturale equilibrio fra i suoi elementi. Tutto ciò poteva avere una giustificazione valida se motivata dal crescente incremento della popolazione mondiale e dalle conseguenti accresciute esigenze. Tale giustificazione, però, è venuta meno nel momento in cui l’intervento dell’uomo sulla natura, è stato determinato da questioni d’interesse economico che hanno portato, per ragioni di competitività, a una forzatura dei processi produttivi. Tale strategia, come conseguenza, ha condotto a delle competizioni impari fra i contendenti, dalla quale la nostra agricoltura è stata una delle prime a uscirne con le ossa rotte. Col tempo è stata poi la stessa agricoltura mondiale a uscire malridotta dalla competizione, allorquando ha cessato di essere l’unica fonte capace di produrre quanto necessario a soddisfare le esigenze alimentari dell’umanità intera, soppiantata in ciò dagli alimenti artificiali di sintesi, ideati più per il conseguimento di obiettivi di natura economica, che per soddisfare le crescenti esigenze alimentari dell’umanità intera. Prescindendo dai danni ambientali che l’attuazione del ciclo produttivo di tali alimenti non mancherà di produrre, tenuti fino al momento nascosti per questioni di opportunità, nulla è dato a sapere sulla risposta del fisico umano al consumo di tali prodotti. È invece facilmente intuibile il ritorno in termini di ricchezza per coloro i quali, per primi, riusciranno a conquistare il mercato, al momento identificabili nei noti gruppi finanziari che da sempre operano nel settore della ricerca e della sperimentazione, che egoisticamente antepongono al nobile interesse riguardante il soddisfacimento del fabbisogno alimentare, quello specifico di natura economica. Oggi sono in molti a parlare dei danni ambientali causati dalle sempre crescenti esigenze dell’uomo, salvo poi omettere di promuovere le iniziative necessarie, rinunciando almeno in parte a quei privilegi che l’insofferenza umana ha conquistato a danno della natura stessa. Ovviamente il settore che per primo è destinato a subirne le conseguenze è quello da sempre il più debole, l’agricoltura nello specifico, nei secoli attività ...
Leggi di piùDa giovedì 22 a domenica 25 giugno a Neoneli torna il festival culturale Licanìas
Tutto pronto a Neoneli per la settima edizione di Licanias, il festival di parole, arti e paesaggi promosso dal’amministrazione comunale del piccolo centro nel cuore del Barigadu, in provincia di Oristano. Da giovedì 22 a domenica 25 giugno quattro giorni di libri, incontri, musica e spettacolo divisi su cinque palchi per ventisei appuntamenti con trentuno ospiti. [caption id="attachment_114774" align="alignleft" width="530"] Giuseppe Culicchia (foto Andrea Alfano)[/caption] Per la prima volta al timone della rassegna lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia, che cura la direzione artistica cementando così il suo legame con Neoneli dopo la residenza di sei anni fa, dalla quale è nato il racconto "Neoneli, un (in)canto", presentato al Salone del libro di Torino nel 2018. Al centro di questa edizione una riflessione attorno al tema "Muri", scelto da Culicchia come filo conduttore: «Nuovi muri sono spuntati ovunque - spiega il direttore artistico - a dividere, frammentare, parcellizzare. Lo si è fatto in tema di diritti, in un'incessante, insensata lotta tra ultimi e penultimi e ultimi tra gli ultimi, intanto che dal discorso pubblico spariva un tema che al contrario dovrebbe essere centrale, quello del lavoro». Tra gli ospiti di quest'anno grandi protagonisti del mondo culturale italiano, scrittrici e scrittori, divulgatori, performer e musicisti: da Vasco Brondi a Silvia Ballestra, da Gino Castaldo a Ritanna Armeni, da Eraldo Affinati a Tommaso Pincio e Nadia Terranova. Al ricco cartellone si aggiunge anche il climatologo e divulgatore Luca Mercalli, che terrà un incontro - in diretta streaming - per parlare (venerdì 22, alle 17,30) del suo Il mio orto tra cielo e terra. Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli (Aboca Edizioni 2017). Rispetto al programma già annunciato, per un imprevisto impedimento non potrà invece partecipare al festival Mario Tozzi. La settima edizione di Licanìas apre il sipario giovedì 22 giugno con i saluti inaugurali alle 18 a Casa Cultura. Un incontro accessibile anche alle persone sorde grazie al servizio di interpretariato Lis a cura di Giulia Petretto e Maria Paola Casula. [caption id="attachment_114776" align="alignnone" width="868"] Giovanni Bianconi - foto di Bacco[/caption] Alle 18,15 il festival entra nel vivo con Giovanni Bianconi, storico inviato del Corriere della Sera per il quale segue le più importanti vicende giudiziarie e di cronaca. In conversazione con Giuseppe Culicchia, discuterà di Un pessimo affare (Solferino 2022), il suo libro che ricostruisce i misteri della strage di via D'Amelio in cui perse la vita Paolo Borsellino. Tra polemiche e testimonianze inedite, tra depistaggi e protezioni inadeguate, la storia di un delitto che porterà all'adozione di nuove norme contro la criminalità organizzata e risulterà un "pessimo affare" per i mafiosi. [caption id="attachment_114775" align="aligncenter" width="867"] Il muro degli angeli di Alda Merini ...
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