Barumini, inaugurata la mostra su gladiatori e antica Roma


di Carlo Fadda
  Al Centro culturale Giovanni Lilliu è stata inaugurata la mostra “Gladiatori e Antica Roma in Sardegna: mito, storia e rappresentazione artistica”. Quattro sezioni tra anfiteatri, armi e armature, vita quotidiana e la Sardegna romana, con tanti reperti in mostra per raccontare la vita e le gesta dei gladiatori. Il percorso espositivo accompagna il visitatore alla scoperta di quello che si celava dietri gli elmi che nascondevano il viso di uomini, molto spesso combattenti, che sapevano morire con onore, piuttosto che a arrendersi. In vetrina tra schinieri, elmi, armi, vasellame utilizzato nella vita quotidiana, ceramiche, mestoli, bronzi, boccali, bottiglie di vetro, strumenti per la cura del corpo e lucerne con raffigurazione di gladiatore. Tra l’altro, è presente anche una stampa ad alta definizione di alcune pitture parietali ritrovate nelle case di Pompei, rappresentative dell’anfiteatro e dell’alimentazione. Tutti elementi accompagnati da video, che fanno conoscere ai visitatori ogni aspetto del mito dei gladiatori, dai quali emerge lo straordinario successo, l’addestramento e la formazione professionale.  Prosegue quindi la collaborazione tra la Fondazione Barumini Sistema Cultura, il Museo archeologico Nazionale di Napoli, e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. «Anche questo appuntamento si inserisce nel percorso di collaborazione che abbiamo attivato con il Mann di Napoli, che sta producendo un grande successo in tutti gli appuntamenti sino a oggi messi in campo - commenta Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura - La mostra è un altro tassello che ci permette di offrire ai turisti in tutto l’anno, un’ampia scelta di eventi da associare alle visite dei nostri straordinari siti archeologici». Tramite un video è intervenuto anche il direttore del Mann di Napoli Paolo Giulierini, il quale afferma «Sono convinto che questo argomento stimolerà la curiosità dei piccoli e dei più grandi, e unirà ancora una volta tanti turisti che arrivano in Sardegna, a un tema trasversale di tutto il Mediterraneo». E sulla stessa lunghezza d’onda si colloca il segretario generale della Fondazione Tonino Chironi: «Il turismo archeologico-culturale rappresenta un tassello fondamentale per Barumini e l’intera Isola”. Mentre Gianfranca Salis coordinatrice dell’area funzionale del patrimonio archeologico della Soprintendenza, sottolinea che “con questa nuova mostra, si racconta come la Sardegna, pur nelle diversità, fosse entrata appieno nell’influenza culturale di Roma. E lo dimostrano i materiali ritrovati e le effigi degli imperatori che venivano eretti nell’Isola, a testimoniare la presenza del potere romano che qui tentava di radicarsi».  Questa sarà sicuramente un’importante vetrina regionale e nazionale per divulgare il patrimonio storico, archeologico, culturale e ambientale dell’intera Sardegna. Inoltre, un’ulteriore attrazione per le decine di migliaia di turisti che hanno ripreso a visitare il nuraghe sito Unesco de Su Nuraxi, il Polo museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia e le mostre stabili e itineranti del Centro culturale Giovanni Lilliu. «Ci avviciniamo alla fase più calda per i flussi turistici nel nostro territorio, e questa mostra dal grande fascino e valore storico, potrà portare ancora più attenzione per le decine di migliaia di turisti che visitano i nostri monumenti», puntualizza Michele Zucca sindaco di Barumini. Questo è turismo culturale che genera sviluppo, ricadute economiche e occupazionali nell’intero territorio. Soddisfazione tra i dirigenti della Fondazione Barumini che gestisce i monumenti archeologici, storici e culturali del paese della Marmilla famoso ormai nel mondo intero. La mostra resterà aperta tutti i giorni sino al 31 di dicembre.

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