Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Chi sono i Shardana

Ma chi sono questi “Shardana”? Chi ha letto la “Storia della Sardegna” di Raimondo Carta Raspi, non può aver trascurato il quarto capítolo con i suoi ventun paràgrafi (I Shardana e le città stato). Già dalle prime pàgine si capisce che “Sardus” è tèrmine corrispondente a “Sardan”, a “Sandan”, “divinità agraria”, come scrive Carta Raspi; e la Sardegna era anche detta Sandaliotin, sempre per ricordare la divinità epònima. La forma del piede o del sàndalo non c’èntrano per niente con il nome dell’ísola, anche se ha la forma d’un piede o di un sàndalo e anche se la divinità dell’ísola, Sandan, aveva come emblema proprio un sàndalo. A parte il mitològico Ícaro o qualche eroe di fumetto, nessun altro uomo aveva le ali e gli aeroplani non èrano stati ancora inventati (a meno che non si creda agli uòmini venuti dallo spazio, come quelli che s’intravédono o, meglio, s’immàginano nelle incisioni preistòriche di migliaia e migliaia d’anni fa in alcune rocce della nostra terra). Ecco, lo stòrico linguista sardo índica i percorsi dei Shardana verso l’ísola della colonizzazione come “fenòmeno migratorio asiano”. Ci fa sapere che Shardana è parola asiana che proviene da “Sard-ena”, “Sard-ina”, “Sard-ana”,ossía da “Sard” e dai suffissi ètnici che signíficano “gente”, “pòpolo” e quindi vuol dire “Pòpolo di Sand, Sard, Sardò, Sardòn”, pòpolo della divinità Sandan, pòpolo sardo, pòpolo dei Sardi. Ci informa però che alcuni altri studiosi pènsano che i Shardana fòssero líbici. Ma tutti gli stúdi vògliono convíncerci che i Shardana proveníssero originariamente dalla Lidia. Altri Shardana provénnero, poi, dalla Fenicia e dall’Egitto, da quelle terre dove èrano approdati sècoli prima. E fúrono proprio i Shardana ad unirsi al “Pòpolo dei nuraghi”, divenendo un solo corpo, per combàttere contro gli Egiziani, prima di diventare anche “mercenàri” di questi últimi, ma solo temporaneamente mercenàri. Ma certamente le loro radici èrano nella loro terra, la Lidia, sia che fóssero arrivati nell’ísola direttamente, sia che fóssero giunti dall’Egitto e dalla Fenicia. Si diffuse nell’ísola l’alfabeto fenicio, proprio in quel período; e i Shardana lo conoscévano bene, come risulta dalla famosa iscrizione di Nora e da tante altre, quando non compàiano incise in lingua greca o latina. È certo però che ”in sa lingua sarda” ben poco è rimasto di lingua fenicia. Non ce n’è traccia, nonostante le convinzioni del Wagner, a parte quella decina di vocàboli che troviamo o potremmo ancora trovare nella nostra lingua campidanese. Scrive, Raimondo Carta Raspi che è proprio vero il contrario: c’è la presenza della lingua dei “Shardana” non solo nella Fenicia, ma anche in tutti i paesi delle terre intorno: cosí Zardana (tra i Crociati era chiamata Sardone), Sardanas presso Tiro e cosí pure Sardenay, Sardin. E tanti altr ...

Musica e ricordi per sa passillada

Un tuffo nel passato per ritrovare amici e conoscenti riscoprendo il piacere della passeggiata. L’iniziativa dell’associazione Memoria è Storia non ha tradito le aspettative del pubblico  e per la seconda volta Sa Passillada anni ’70 si è trasformata in una festa per la comunità. Il 2 settembre le vie del centro sono state lo scenario per rinverdire quella tradizione di quei giovani oggi con i fili d’argento tra i capelli ma con lo stesso entusiasmo di allora. Per una sera le lancette dell’orologio sono andate indietro, così come i calendari per creare un momento sospeso nel tempo: bambini con genitori e nonni a passeggio, tra chiacchiere e commenti alle foto esposte senza cellulare. Certo qualche selfie era d0’obbligo ma per una sera non è servita la chat e i social per “ritrovarsi” e confrontarsi.  Tanti gli intrattenimenti per il pubblico, dallle foto appese nel muraglione e i filmati proiettati sullo schermo, alle esibizioni del coro “Donne in Musica”, del musicista Francesco Saiu, dei gruppi Macalosa, Nemus e Ignazio Cancedda.  (step) ...

Vai a tutti i contenuti