Angeli con quattro zampe per la sicurezza in mare


Il più fedele animale amico dell’uomo, fra gli altri talenti, possiede anche quello di prestare soccorso in mare. Sul litorale quartese, a pochi metri dallo stabilimento dei Vigili del Fuoco, nella mattina di queste giornate estive è stato disponibile il servizio di salvataggio organizzato, in collaborazione con il Comune di Quartu, dalla sezione Sardegna della scuola italiana cani di salvataggio.

Una risorsa in più per i bagnanti e che svolge attività congiunta con la Guardia Costiera. La scuola, interamente formata da volontari, si dedica all’attività operativa di soccorso in mare e all’impegno per la promozione della sicurezza in acqua, accompagnata dall’attività divulgativa sui possibili pericoli ai quali i bagnanti potrebbero andare incontro. Nell’ambito della formazione dedicano il loro impegno anche ai progetti con gli istituti scolastici nei quali, come ci spiegano gli operatori, <<si svolge promozione e divulgazione della cultura cinofila, promuoviamo  la cultura del rispetto e della cura dell’animale aiutando gli studenti a scoprire  il cane, a conoscerlo e capirlo meglio , ad avvicinarsi e rapportarsi a lui in modo corretto e consapevole>>.

Ciascuno possiede il proprio cane e a proprie spese ne gestisce le necessità quotidiane, il corredo per gli interventi sul campo e naturalmente tutta l’attrezzatura. Le caratteristiche dell’animale, essenziali per l’addestramento  – che dura un anno – sono quelle comportamentali. All’attivo vi sono esemplari di Leonberger e Terranova oltre i Golden Retriver e Labrador.

Per le nostre coste si tratta senza dubbio di una risorsa a cui fare riferimento, per i turisti e per godere in sicurezza la permanenza in spiaggia. La sezione Sardegna – il prossimo gennaio verrà raggiunto il primo quarto di secolo di attività -  è stata costituita da Maurizio Basciu istruttore nazionale SICS e responsabile della sezione Sardegna. Oggi conta 35 volontari che arrivano dalle diverse parti dell’Isola e che fanno tutti capo alla sede di Quartu Sant’Elena.

Giovanni Contu

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