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Giornate europee del patrimonio: ingresso e visite gratuite al museo del territorio
Il prossimo 22 e 23 settembre torneranno le “Giornate europee del patrimonio”, la manifestazione promossa, nel 1991, dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le nazioni europee. Il tema scelto per la nuova edizione è “L’arte di condividere”, un argomento che rivela la necessita crescente per rendere più fruibile il patrimonio culturale europeo. I responsabili del consorzio turistico “Sa Corona Arrùbia”, fatte tali premesse, sottolineano come l’adesione all’iniziativa sia stata fatta con la piena consapevolezza del valore della diversità culturale, un aspetto, quest’ultimo, fondamentale per incentivare le relazioni tra i luoghi della cultura e le comunità che essi rappresentano. Per le due giornate verrà offerto l’ingresso gratuito al museo naturalistico “Giovanni Pusceddu” e, contestualmente, sarà attivato un servizio di visita guidata anch’essa gratuita a orari prestabiliti. All’interno del museo, sino al prossimo 14 ottobre, sarà possibile visitare la mostra temporanea “Ercole Contu e la scoperta della Tomba dei vasi tetrapodi” e le tre collezioni permanenti (faunistica, botanica e antropica). Simone Muscas ...
Leggi di piùFigure del passato: su Bandidori de forru
“Su bandidori”, nel caso specifico “Su Bandidori de Forru”, e non ce ne voglia il grande Giovanni Battista Tuveri se, nella lingua madre, Collinas continua a essere indicato come “Forru”, era una figura tanto importante quanto caratteristica che aveva, quale compito principale, quello di divulgare le ordinanze del sindaco o le prescrizioni della compagnia barracellare. La sua attività comprendeva anche, dietro modico compenso, il compito di fare eventuali annunci commissionati da cittadini privati, per smarrimenti di animali, oggetti vari, ecc, o notizie di carattere commerciale su incarico degli esercenti locali o da parte di ambulanti di passaggio. Era considerato una sorta di libero professionista e, come tale, per ogni prestazione riceveva un modico compenso. Generalmente l’incarico di banditore veniva conferito dal Comune, a persone che per lo stesso svolgevano altri incarichi, quali operai comuni, addetti al cimitero ecc. o, alternativamente, a cittadini in condizioni socialmente disagiate. Per le prestazioni commissionate dal Comune, veniva di volta in volta retribuito in misura prestabilita, mentre per quelle provenienti da privati si poteva giungere anche a una sorta di contrattazione preventiva, arrivando persino a una retribuzione in natura. Tutte le mattine. Il Banditore si presentava al Municipio per ricevere gli eventuali incarichi, cosa non semplice poiché si trattava in genere di analfabeti, ai quali bisognava ripetere più volte il messaggio per consentire una perfetta memorizzazione. Qualche volta, l’acquisizione di più messaggi creava qualche leggero problema di sovrapposizione, specie in fase di trasmissione, problemi che il Banditore risolveva di volta in volta con opportune precisazioni in favore dei cittadini. Impressi a dovere i messaggi, munito dell’immancabile trombetta usata per richiamare l’attenzione dei cittadini, cominciava il suo giro quotidiano per le strade del paese, soffermandosi nei punti strategici fissi, predeterminati al fine di assicurare una migliore ricezione da parte della popolazione: “Sa Mitza”, “Santu Srebestianu”, “Caddoi”, “S’enn’è su Monti”, “Sa Scalitta”, ecc. [caption id="attachment_22247" align="alignleft" width="310"] Tziu Valeriu (Valerio Podda)[/caption] A tal proposito un ruolo importante lo svolgeva il vento, riguardo alla sua mutevole direzione e intensità, che costringeva spesso il povero Banditore, con tanta pazienza, a ripetere più volte il messaggio in favore di quanti non l’avevano compreso. La maestria del Banditore, appunto, risiedeva nel modulare il tono della propria voce riguardo al vento, che richiedeva particolari "dotazioni di carattere pneumologico", specie in conseguenza dell’affaticamento fisico prodotto degli onerosi spostamenti lungo le tortuose stradine del paese in selciato basaltico. I primi bandi da enunciare erano quelli ordinati dal Comune che, dopo un triplice squillo di trombetta, iniziavano generalmente ...
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