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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Luci e ombre sulla sanità, lo sfogo di un medico di medicina generale

Questo è una denuncia sulla situazione di disagio e stress vissuta quotidianamente dai medici di medicina generale, ai quali tutto viene demandato. Le vaccinazioni antinfluenzali le abbiamo sempre fatte, ma quest'anno ci hanno chiesto di vaccinare dai 60 anni in su, dal mio database risultavano 400 pazienti. Lo scorso anno pretendevano che andassi a Sanluri per ritirare i vaccini. Io mi sono rifiutata perché nella malaugurata ipotesi avessi avuto un incidente non ero coperta da assicurazione lavorativa (la mia sede è Guspini). Quest'anno ho chiesto 200 vaccini perché parte dei pazienti andava a farla all'igiene pubblica del poliambulatorio. Quando abbiamo ritirato la prima tranche di 100 dosi, (ci fanno andare più volte a ritirarli al poliambulatorio di Guspini), ci hanno detto che l'igiene pubblica mon avrebbe vaccinato perchè loro non ce la facevano. Allora ho specificato che 200 non mi sarebbero state sufficienti e ne ho chiesti almeno altri cento perché non abituata a sprecare e sospettavo, come è accaduto altre volte, che i pazienti impauriti non avrebbero aspettato i tempi della ASL e se lo sarebbero comprato, e quindi se mai fossero arrivati sarebbero rimasti nel mio frigo. Come tutti sanno, infatti, cosa ha fatto la Regione Sardegna, ha consegnatoparte dei vaccini alle farmacie così i pazienti se lo pagano, noi lo facciamo gratis (perché sanno che noi non avremo mai il coraggio di far pagare una prestazione che spetta di diritto), risparmiando sul vaccino e sulla nostra prestazione (capito il gioco?) però dobbiamo segnalare all'ATS i nominativi di questi pazienti. Avendo così pochi vaccini ci troviamo nella situazione di dover scegliere a chi farlo, molti pazienti non capiscono e se la prendono con noi. Con i 200 vaccini che ho ricevuto finora non riesco a soddisfare le richieste degli ultra 60enni e i miei giovani pazienti diabetici - asmatici - celiaci se la stanno comprando così pure i familiari di pazienti in assistenza domiciliare. Per l'attivazione dell'ADI è richiesta la compilazione di 11 fogli da inviare al responsabile e poi valutare con lui, a casa del paziente, le necessità del malato. Dalla prima ondata della epidemia a tutt'oggi questa valutazione non si fa e noi dobbiamo andare dalle "vossignoria" a riferire e documentare con foto lesioni da decubito etc. Perché loro “responsabili” non possono rischiare il Covid. Loro non hanno fatto il giuramento di Ippocrate, la loro salute è più preziosa della nostra. Loro sono dipendenti, mentre noi se ci ammaliamo dobbiamo pagarci un sostituto, continuare ad avere le spese dell'ambulatorio e così via. Ci stanno chiedendo sempre più spesso di medicalizzare, cioè di salire sull'ambulanza che non ha medico, abbandonando i pazienti che abbiamo in studio da ore. Tra gli ultimi episodi mi è capitato un sospetto problema cardiologico. Poiché le urgenze non vengono viste dagli specialisti ambulatoriali, dobbiamo inviarli al pronto soccorso. Con il 118 prima parli con ...

Bitti: la Protezione civile stima per gli interventi più urgenti non meno di 50 milioni di euro

“La contemporanea presenza di Stato, Regione e Comune rappresenta un segno concreto della leale collaborazione istituzionale e della vicinanza a una comunità fortemente colpita, che ha prontamente dimostrato una grande forza per una rapida ripartenza”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, con delega alla Protezione civile, questa mattina durante il sopralluogo a Bitti, insieme al ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ai sottosegretari alla Difesa e allo Sviluppo economico, Giulio Calvisi e Alessandra Todde, al capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, al sindaco Giuseppe Ciccolini e ad Antonio Belloi, dg della Protezione civile regionale, nel ruolo di commissario delegato per l’emergenza. Il sopralluogo si è svolto nelle strade maggiormente colpite, da piazza Asproni a via Cavallotti, da via Brigata Sassari a piazza San Giovanni: “C’è ancora tanto da fare, ma è già evidente il lavoro svolto finora da un’esemplare e lodevole macchina organizzativa" ha aggiunto l’assessore Lampis "Dobbiamo, nel più breve tempo possibile, consentire ai cittadini di tornare alla normale vita quotidiana in sicurezza. La Regione è sensibile alle richieste di questa comunità che ha subito lutti e danni ingenti e continua ad essere costantemente presente sul territorio con le sue strutture”. Terminato il sopralluogo, nella sede della Prefettura di Nuoro si è tenuto il tavolo tecnico: “Dopo la richiesta fatta dal presidente Solinas, il Governo nazionale ha decretato il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, che ci consentirà di ottenere strumenti e risorse per accelerare i tempi della ricostruzione e della messa in sicurezza del paese, affrontando subito i problemi più urgenti. La Protezione civile regionale ha provveduto a fare una prima stima delle somme necessarie per gli interventi. Almeno 50 milioni di euro, dei quali oltre 9 per gli interventi più urgenti, in corso di realizzazione, mentre i restanti saranno destinati alla riduzione del rischio. La Regione, intanto, ha già messo a disposizione un pacchetto di 40 milioni di euro per enti locali, cittadini ed aziende agricole. Oggi, come da quel tragico 28 novembre, tutti insieme per Bitti”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas. (f. m.)     ​ ...

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