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Coronavirus, duecentosessantanove nuovi contagi e otto decessi
Sono 29.136 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 269 nuovi casi. Si registrano anche 8 decessi (689 in tutto). In totale sono stati eseguiti 458.742 tamponi con un incremento di 4.296 test. Sono invece 519 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (sette in meno rispetto al dato di ieri), mentre è di 44 (-4) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.406. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 12.191 (+172) pazienti guariti, più altri 287 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 29.136 casi positivi complessivamente accertati, 6.470 (+63) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 4.672 (+67) nel Sud Sardegna, 2.287 (+28) a Oristano, 5.807 (+15) a Nuoro, 9.900 (+96) a Sassari. ...
Leggi di piùNatale, mio nonno Riccardo
di Stefano Melis ___________________ «Mio nonno Riccardo, che è venuto a mancare all’età di ottant’anni, mi ha raccontava tante storie della sua gioventù. Ma sono quelle del Natale che ricordo di più». Giacomo, oggi cinquantaduenne, non dimentica i racconti del nonno. «In inverno aveva sempre il caminetto acceso. “Il fuoco mi tiene compagnia” era solito ripetere quando gli facevo notare che la giornata era tiepida e non era necessario accendere il caminetto. Non mi rispondeva, mi dava un’occhiataccia, come dire sono a casa mia e faccio quello che voglio. Mio nonno aveva un carattere forte. Si emozionava solo quando parlava di nonna Peppina, deceduta all’età di 76 anni, e della sua infanzia. Quando era ancora in vita nonna, alla vigilia di Natale, tutti i figli, due maschi e una femmina, con le loro famiglie, non potevano mancare a sa nott’è xena. Il caminetto rendeva più suggestivi l’ambiente festivo e l’attesa notturna. E proprio accanto al piacevole tepore emanato dal fuoco consumavamo in allegria un’abbondante e saporita cena, a base di porchetto, agnello o capretto arrosto, di frattaglie (sa tratalia e sa corda) o anche di formaggio e salsicce secche». «Era l’occasione per nonno per raccontare gli avvenimenti del suo passato. De sa nott’è xena da bambino con i giochi di allora “su barrallicu” , “arrodedas de conca de fusu”, “punta o cù”, “cavalieri in portu”, “tòmbula”, “matzetu” e “set’è mesu in craru”. Con l’avvicinarsi della mezzanotte, tutti questi passatempi erano interrotti improvvisamente dai primi rintocchi delle campane, che avvisavano la gente dell’imminente inizio della “Messa di Natale”, “sa miss’e pudda”, ovvero la “messa del primo canto del gallo” ...
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