Il sindaco di Oristano ha spiegato le ragioni della straordinaria iniziativa: “Dobbiamo rientrare con un impegno politico preciso da parte vostra”, ha detto, “è necessario che sia riconosciuta dal Consiglio regionale la gravità della nostra situazione”.
E sono proprio stati i sindaci a mettere l’accento sulle difficoltà che i Comuni riscontrano ogni giorno, visto lo stretto contatto con le famiglie. Per Andrea Abis (Cabras) “si vive in una situazione di emergenza, con pronto soccorso chiusi. E così può capitare che un semplice malore comporti il trasporto del paziente in un ospedale lontano anche decine di chilometri. E chissà, forse qualcuno è già morto a causa di questi ritardi”. Anche Sandro Pili (Terralba) ha parlato di “situazione drammatica: siamo al limite della pazienza dei nostri cittadini” mentre la sindaca di Arborea, Manuela Pintus, e il collega di San Vero Milis, Luigi Tedeschi, hanno chiesto “risposte dalla politica a fronte di anni di arretratezze”.
Interventi anche dei consiglieri regionali Alessandro Solinas (Cinque stelle), Francesco Mura (Fdi) e Annalisa Mele (Lega): al di là dello schieramento tutti hanno elogiato “l’importante momento di confronto”, insistendo sulla necessità che il “Consiglio regionale offra soluzioni e progetti di lungo periodo”. Per l’on. Loi, primo cittadino di Santulussurgiu, “non esiste una piena sanità territoriale se non mettiamo mano a un piano di radicamento del 118 in tutti gli ambiti delle province sarde e se non vengono potenziati e resi efficienti i poliambulatori”.
Ha concluso il presidente Gallus (sindaco di Paulilatino oltre che guida del parlamentino della Sanità), con l’impegno per una mozione condivisa: “Al centro dell’azione legislativa in campo sanitario ci deve essere la sanità del territorio, ovvero i medici di famiglia, i geriatri e anche i pediatri”, ha detto Gallus. “Sarà nostro compito lavorare a stretto contatto con i consiglieri del territorio per colmare lo squilibrio dell’Oristanese”.
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