«Tendere la mano fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi esiste la capacità di compiere gesti che danno senso alla vita… Questa pandemia è giunta all’improvviso e ci ha colto impreparati, lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza. La mano tesa verso il povero, tuttavia, non è giunta improvvisa… Non ci si improvvisa strumenti di misericordia. È necessario un allenamento quotidiano, che parte dalla consapevolezza di quanto noi per primi abbiamo bisogno di una mano tesa verso di noi». Questo un passaggio del messaggio di Papa Francesco per la IV Giornata mondiale dei Poveri (2020) del 15 novembre 2020. Poi sul Natale dei poveri, riferendosi in particolare alla chiesa e a tutti coloro che si dicono cristiani ricorda: «Si avvicina il tempo del Natale, il tempo delle feste. … “Cosa posso comprare? Cosa posso avere di più? Devo andare nei negozi […]”. Diciamo l’altra parola: “Cosa posso dare agli altri, per essere come Gesù, che ha dato sé stesso e nacque proprio in quel presepio?”». Con espressione forte, inconsueta dice: “No ai cristiani misurati, a quanti si limitano ad osservare le regole senza rischiare nel servizio agli altri”. Questo ricorda il Capo della Chiesa Cristiano Cattolica mentre sui media, a seconda delle opportunità politiche, si discute di quanti dovrebbero partecipare ai pranzi natalizi, di quante regioni dovranno rimanere rosse, arancioni e gialle, di stagione sciistica aperta o chiusa, di orari di messe natalizie, di emigrati, di come far ripartire l’economia, di contributi a fondo perduto che qualcuno dovrà pagare, di spostamenti tra regioni, di vaccini, necessari se si vuole sconfiggere il covid 19. Un’altra Italia, quella del volontariato organizzato o spontaneo, è impegnata, invece, a trovare soluzioni, anche parziali a chi fa fatica. Sono le varie Caritas del territorio nazionale, i Centri d’Ascolto, le associazioni, cattoliche e no, le Comunità di sant’Egidio, le parrocchie, gli istituti religiosi che operando tutto l’anno a favore dei più disagiati “tendendo la mano al povero” per rendergli il Natale più dignitoso possibile.
Anche il centro d’Ascolto interparrocchiale “Monsignor Salvatore Spettu” di Guspini, con le parrocchie e la Caritas della Diocesi di Ales e Terralba si prepara all’evento. Le difficoltà in questo Natale sono maggiori di quelle degli altri anni nei quali i beni di prima necessità, per i circa 80 assistiti, erano raccolti direttamente dai volontari nei centri commerciali o nella sede dell’associazione. Impediti dal covid, l’Assemblea dei Soci, valutando le difficoltà a contattare personalmente chi avrebbe potuto dare una mano, ha cercato altre strade. Al carrello dedicato nei supermercati, sempre disponibili, quelli presenti nelle scuole, si sono aggiunte altre iniziative, come la sensibilizzazione che sarà portata avanti con locandine e volantini distribuiti dai gruppi scout di Guspini.
In questo “Natale di Solidarietà” sarà possibile conferire i doni recandosi al Centro d’Ascolto, in Via Giovanni Antomnio. Sanna 42, ogni giorno, eccetto i festivi, dalle 10.30 alle 12. I contatti sono: tel./fax. 070.974646 – cell. 3701511270, i due indirizzi email cda.guspini@tiscali - cdaguspini@pec.it">cdaguspini@pec.it I bonifici bancari possono essere fatti all’iban: IT59E 07601 04800 0000 47488143.
Cosa si può conferire? È la domanda… Il manifestino “Natale di solidarietà” indica una serie di prodotti, quelli per l’igiene personale e della casa, latte, caffè, zucchero salumi, formaggio sottovuoto e tutti gli altri che ciascuno sa essere utili ad una famiglia. I doni saranno distribuiti in più giorni, in prossimità delle feste natalizie. Come è stato fatto durante il periodo di chiusura e isolamento, chi già è assistito dovrà rispettare il suo turno chi non lo è potrà chiedere un appuntamento. Che Natale sarà non è dato prevedere, di certo è che arriverà e che metterà alla prova molti, alcuni perché non potranno neanche soddisfare i bisogni primari, gli altri perché ricorderanno di essere stati privati dalla pandemia degli affetti più cari, altri ancora perché hanno perso la speranza. È ancora Papa Francesco che ci esorta a guardare avanti e a non scoraggiarci: “Siamo portatori di una grande ricchezza, che non dipende da quante cose abbiamo, ma da quello che siamo: dalla vita ricevuta, dal bene che c’è in noi, dalla bellezza insopprimibile di cui Dio ci ha dotati, perché siamo a sua immagine, ognuno di noi è prezioso ai suoi occhi, unico e insostituibile nella storia! Quant’è importante ricordare questo: troppe volte, guardando alla nostra vita, vediamo solo quello che ci manca. Allora cediamo alla tentazione del “magari!”: magari avessi quel lavoro, magari avessi quella casa, magari avessi soldi e successo, magari non avessi quel problema, magari avessi persone migliori attorno a me!” Sarà “Natale di solidarietà” se tenderemo la mano al povero consapevoli che” condividere rende tutti più ricchi”.
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