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Coronavirus in Sardegna; 1.462 nuovi casi e 3 decessi
In Sardegna si registrano oggi, sabato 9 aprile, 1.462 nuovi casi di positività al Covis (di cui 1.269 diagnosticati da antigenico). Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 9.916 tamponi per un tasso di positività che si ferma al 14,74 per cento. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 27 (stesso dato di ieri ) e quelli in area medica 324 (+ 4). 30.021 sono i casi di isolamento domiciliare (- 24). Si registrano 3 decessi: 1 donna di 95 anni e 1 uomo di 94, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari, e 1 donna di 84 anni, residente nella provincia del Sud Sardegna. ...
Leggi di piùQuando il cielo si oscurava sulla Sardegna
di Marino Melis _______________________________________________ Quest'anno ricorre il 79° anniversario dei primi bombardamenti aerei che si accanirono sulle popolazioni inermi della Sardegna nella primavera del 1943. Fino ad allora i sardi quasi non avevano percezione precisa della guerra, il Poetto di Cagliari ancora nell’estate del 1942 pullulava di bagnanti; pur nelle ristrettezze di una economia autarchica, col razionamento dei generi di prima necessità e la naturale apprensione per i tanti figli soldati sparsi su tutti i fronti, la vita nelle città e nei paesi scorreva serena. Si percepiva la guerra come una cosa lontana seppur terribile, che vedeva coinvolti milioni di uomini, ma che si svolgeva su teatri lontani, e che mai sarebbe potuta approdare in Sardegna. Tutto cambiò col tracollo delle forze italo-tedesche nel nord Africa; la Sardegna si trovò di colpo esposta agli attacchi delle forze anglo-americane in quanto ponte naturale tra Africa e Europa continentale. Addirittura i servizi segreti alleati architettarono una ben articolata messa in scena, facendo credere alle forze dell’Asse che sarebbe stata imminente l’invasione della Sardegna, e segnatamente nei litorali di Arborea. In tutta fretta furono trasferite nell’isola diverse divisioni sia dell’esercito italiano che della Wehrmacht, furono costruiti decine di fortini in calcestruzzo nelle spiagge dell’oristanese, rinforzate le difese aeree con squadriglie di AerMacchi italiani e Messerschmitt tedeschi. [caption id="attachment_99330" align="alignleft" width="497"] Guspini, Regione Is Melas, tunnel ttilizzato come deposito munizioni per l'aeroporto di Sa Zeppara[/caption] I primi attacchi delle forze aeree alleate si rivolsero contro obiettivi militari (aeroporti di Elmas e Monserrato), e infrastrutture come strade ferrate e porti. Quando la mattina del 17 febbraio 1943 una settantina di bombardieri spuntarono sul cielo di Cagliari, da subito produssero più stupore e curiosità piuttosto che paura. Le prime bombe riportarono tutti alla triste realtà della guerra, colpendo al cuore la città, sventrandola in molte sue parti e causando la morte di un centinaio di civili oltre a un gran numero di feriti. Lo stesso giorno una formazione di B25 Mitchell che aveva come obiettivo l’aeroporto di Trunconi-Villacidro, sembra per la scarsa visibilità scambiò il rettifilo Porru Bonelli di Gonnosfanadiga per la pista dell’aeroporto, e lanciò sull’abitato oltre 200 bombe. Lo spezzonamento provocò la morte di un centinaio di persone ( le cifre sono imprecise) tra cui donne e bambini intenti alle loro attività domestiche, e circa 330 feriti. Ancora oggi ci si chiede il perché di quello che possiamo definire un crimine di guerra, volutamente messo in atto contro una popolazione inerme e pacifica. Nessun risarcimento (che non c’è mai stato), potrà mai cancellare nel ricordo dei sopravvissuti e nei parenti delle vittime tanta barbarie. Il 26 febbraio alle ...
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