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Riaperta al traffico la statale 196 tra Guspini e Gonnosfanadiga

Questo pomeriggio è stato riaperto al traffico il tratto della statale 196 “di Villacidro” tra Guspini e Gonnosfanadiga, a seguito della conclusione degli interventi di ripristino del ponte sul rio Terramaiustus, all'altezza del km 41. I lavori, oltre alla riqualificazione strutturale, hanno riguardato interventi di risanamento a monte e a valle dell’opera, la regimazione idraulica, l’istallazione di nuovi guard-rail e il risanamento profondo della pavimentazione, oltre all’installazione della segnaletica. Nella mattinata di oggi sono state eseguite le prove di carico con due autocarri da 44 tonnellate ciascuno, al fine di valutare la deformazione elastica, che è rimasta all’interno dei parametri previsti dal calcolo e dalla normativa in vigore e, pertanto, sarà possibile procedere alla riapertura della statale.   ...

Pabillonis: Venerdi Santo, tutto pronto per su Scravamentu

di Dario Frau _____________________________________ Sono già incominciati i preparativi per la sacra rappresentazione de Su Scravamentu che si terrà Venerdì Santo (il 15 aprile). Tolti dai bauli gli antichi abiti di scena, i vari componenti, coordinati dal parroco don Luca Pittau,si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale per le prove de Su Scravamentu. La deposizione del Cristo dalla  croce è ancora molto sentita in paese e il Venerdì Santo, sul tardo pomeriggio, una moltitudine di fedeli, in silenzio, assiste commossa a questa sacra rappresentazione. n evento che a Pabillonis ha sicuramente origini antichissime, anche perché, il Cristo con le braccia snodate, che viene utilizzato nella cerimonia del Venerdì Santo, risale al Cinquecento/Seicento. Un’altra testimonianza, storica inoltre, conferma questa antica tradizione. Scrive infatti l’Angius, nel 1846, che un prezioso cuscino, regalato da un pabillonese, figlio di una donna del paese,catturata dai mori d’Africa, nel sec.XVI e diventato libero, “ponesi il Giovedì Santo( Venerdì?) sotto la croce”, come ringraziamento per la libertà ottenuta. S’Iscravamentu (desclavament in spagnolo): letteralmente “lo schiodamento” di Cristo dalla Croce e la sua  deposizione, è una sacra  rappresentazione degli avvenimenti evangelici. Si ha traccia di questa tradizione fin dal Medioevo, ma  l’accentuazione del fasto e della teatralità dei riti, invece, si deve all’opera del clero spagnolo, diffusosi nel Seicento. In paese, fino a pochi anni fa, veniva allestito anche il palco per la rappresentazione, ma dopo il restauro della chiesa di questi ultimi anni, l’antica croce in legno viene infissa, vicino ai gradini dell’altare della navata centrale, che permette comunque un’ottima visione ai fedeli presenti. Coordinati dal parroco Luca Pittau (predicatore/narratore), che legge i vari passi del Vangelo, con commenti sulla Passione di Cristo, i personaggi, con i costumi di scena, danno  vita a Su Scravamentu. Gli  effetti sono come sempre realistici: i colpi di martello che schiodano il Cristo dalla croce, creano una particolare atmosfera nella chiesa silenziosa. La bravura degli “attori”, consolidata da una lunga esperienza, catalizzano sempre l’attenzione degli spettatori. I vari personaggi del Vangelo si  immedesimano nelle parti: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo salgono lentamente le scale  poggiate ai bracci della croce  e tolgono religiosamente la corona di spine dal capo del Signore e la offrono a Maria Maddalena, piangente, ai piedi della croce, poi uno per uno vengono tolti i chiodi dal Cristo morto e consegnati all’apostolo Giovanni che li mostra ai fedeli. I due personaggi aiutati dai “Giudeus”, con  un lungo panno di lino, posto sotto le braccia del simulacro calano giù, lentamente, il Cristo. Intanto alcuni bambini, vestiti da angioletti, fanno da cornice alla sacra scenografia. Dopo, con nenie e  lamenti funebri, cantati in lingua sarda, i v ...

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