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Asd Tennis Club Villamar: una nuova realtà sportiva nel paese

di Simone Muscas _____________________________________   La Marmilla si sa è un territorio nel quale le associazioni fanno sempre più fatica a restare a galla: questo succede per via dei costi crescenti che devono sostenere le società sportive e culturali oltre che sempre più esiguo numero dei praticanti dovuto a una popolazione in costante diminuzione. Eppure, in un quadro come questo, c’è anche chi per fortuna non guarda in faccia i freddi numeri e va con fiducia in controtendenza. È il caso della nuova società di tennis villamarese, la “A.S.D. Tennis Club Villamar”, costituita da un progetto nato quasi per caso e per pura passione da appena qualche anno. «L’idea - spiega il presidente della neonata società, Fausto Podda - è venuta fuori dopo che il nostro gruppo di amici, ormai non più giovanissimo e di cui faccio orgogliosamente parte, si è reso conto di aver dato continuità al ritrovo nei ritagli di tempo libero per fare qualche scambio con le racchette nel campo da tennis presente nel cortile delle scuole del paese». La chiave di tutto, una volta tanto in positivo, è stata il Covid: «Durante la pandemia uno dei pochi sport che poteva essere praticato senza restrizioni era proprio il tennis: questo ha permesso al nostro gruppo di dedicare più tempo di quanto non avvenisse in precedenza a quest’attività. Le tante partite giocate in questo periodo hanno fatto accrescere al gruppo la passione per questo gioco e il desiderio di migliorare sempre più». [caption id="attachment_111748" align="aligncenter" width="873"] Gruppo dirigenti[/caption] Da un semplice ritrovo fra amici si è quindi passati quindi a qualcosa di più grande: si sono quindi organizzati alcuni tornei amatoriali e sono state impartite lezioni al gruppo da in insegnante di tennis esperto. Pian piano è perciò maturata l’idea di creare una vera e propria società strutturata, la prima che contempla questo sport: mai prima d’ora infatti ne era stata fondata una da tennis nel paese. Ed ecco quindi che appena qualche mese fa è stata fondata la nuova realtà tennistica locale che lo scorso febbraio ha aperto per la prima volta la campagna tesseramenti. Questo il quadro dirigenziale di cui, oltre al già citato presidente, ne fanno parte il suo vice Andrea Cotza, il segretario Stefano Porcedda, il cassiere Davide Acquas e i consiglieri Renato Masala e Massimo Murru. Il primo step al momento è quello di divulgarne la sua esistenza e far sapere, a chiunque voglia entravi di farne parte contattando personalmente uno dei soci o scrivendo alla mail tennisclubvillamar@gmail.com. All’orizzonte, come ogni nuova avventura, non mancano i sogni, su tutti quello di crescere come società restando però con i piedi ben ancorati a terra: «Ci piacerebbe aprire anche ai più giovani se ovviamente ci saranno le migliori condizioni per farlo: per dare continuità al progetto però - conclude il presidente - la cosa più importante sarà proseguire a co ...

La “rivoluzione” di Poste Italiane

di Mauro Marino _____________________________________________   [caption id="attachment_105095" align="alignleft" width="393"] Mauro Marino[/caption] Nell’anno 2021, ultimo dato ufficiale disponibile, Poste Italiane ha avuto ricavi per 11,22 miliardi di € ed un utile di bilancio di 1,58 miliardi di euro. Dal momento che il MEF il Ministero dell’Economia e delle Finanze detiene il 29,3% di Poste Italiane e di un altro 35% ne è proprietario CDP Cassa Depositi e Prestiti (a sua volta controllato dal MEF) lo Stato italiano nell’anno passato ha incassato una cedola di oltre 300 milioni di euro. Non male considerando che quando Poste Italiane era un‘azienda autonoma agli inizi degli anni 90 era agli ultimi posti in Europa nella consegna della corrispondenza ed aveva accumulato debiti per oltre 4.000 miliardi delle vecchie lire. E anche i dati del primo semestre 2022 evidenziano il trend in ulteriore crescita con utili record aumentati del 32,6% rispetto all’anno precedente. Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo un po’ indietro negli anni a raccontare la storia di questa società entrata da sempre nella vita dei cittadini italiani. Le Poste furono fondate nell’anno 1862 poco dopo la costituzione dell’Unità d’Italia. Esistevano già dei servizi postali nei vari regni che costituivano l’Italia prima dell’Unità. Questi furono inglobati e annessi costituendo un Ente Nazionale. Dopo la Prima Guerra Mondiale sotto il controllo del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni venne istituita nell’anno 1925 l’Azienda Autonoma di Poste e Telegrafi. Poi dopo la Seconda Guerra Mondiale in piena opera di ricostruzione venne attuata dai governi di allora, tutti a conduzione DC, una politica volta a “sistemare nel pubblico” e quindi anche nelle Poste, nelle FF. SS. e nei vari Ministeri tramite favoritismi un certo numero di persone che non avevano le competenze richieste. Una sorta di patto sociale: assunzioni nella Pubblica Amministrazione in cambio di basse retribuzioni e poca produttività, impiegando un numero di persone spropositato alle reali necessità. Ciò era stato pensato per favorire lo Stato Sociale ed evitare tensioni mantenendo la calma tra la popolazione. Questo portò a far sì che le Poste negli anni 80 solo per il personale spendevano oltre il 90% del fatturato e per giunta con servizi che non funzionavano. Certamente tutti abbiamo in mente il film “Il Postino” magicamente interpretato da Massimo Troisi ispirato al romanzo di Neruda. Tutti siamo rimasti affascinanti da quel modo romantico che c’era di consegnare la posta, ma questo modo di lavorare non era più attuabile e si giunse per forza di cose ad un drastico cambiamento. Come purtroppo succede spesso in Italia si passò da un sistema troppo favorevole ad uno troppo rigido. Poste Italiane diventò una S.p.A. con un bilancio da rispettare e come Amministratore Delegato venne nominato Corrado Passera. Le direttive che aveva avuto erano soltanto quell ...

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