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Guspini, la chiesa campestre di San Giorgio Martire
di Tarcisio Agus ____________________________________ La chiesa campestre di San Giorgio Martire fa parte dei diffusi luoghi di culto sparsi per l'intera Sardegna. Gli studiosi annoverano l’inizio al ‘594, quando Gregorio Magno, con l'epistola “Dux Barbacinorum” invitava Ospitone, capo dei barbaricini, alla cristianizzazione della Sardegna, in quanto i sardi erano ancora dediti ad antichi riti pagani, di origine nuragica. Proprio negli antichi santuari nuragici troviamo le prime chiesette campestri cristiane, poi queste si diffusero nel periodo giudicale, quando Gregorio VII con la lettera del 1073 “invitava” i giudici sardi all'antica obbedienza della Chiesa Romana. In un tessuto economico di tipo curtense, chiuso agli scambi, il segno distintivo della ricchezza era rappresentato dal latifondo, entro il quale si diffuse in Sardegna la presenza monastica dei Benedettini, dei Vallombrosiani dei Camaldolesi e ordini minori che s’insediarono, in ambiti prevalente extra urbani, grazie alle donazioni di terre e chiese. Queste modeste strutture ecclesiastiche si estesero poi su tutta l'isola grazie anche all'opera dei latifondisti che elevarono al proprio santo protettore il luogo di culto nei vasti possedimenti che spesso ospitavano piccole comunità. Costituite da grande semplicità estetica e costruttiva, in esse si svolgevano delle semplici funzioni in particolare per il conforto dei braccianti e delle loro famiglie che stavano lontani dalla proprie case per più giorni durante le impegnative lavorazioni dei campi, arature, semine e raccolti. Oltre a rappresentare il luogo della fede e preghiera fungevano anche da riparo dalle intemperie, in particolare quando il possidente terriero non disponeva di casa rurale nelle sue proprietà. Nella diocesi di Ales Terralba molte delle chiese campestri, in particolare quelle in stato di abbandono, vennero abbattute a seguito dell'editto del 13 novembre 1763 del vescovo di Ales-Terralba Monsignor Pilo, in quanto “diruidas y abbandonadas o tenidas in estado indecente, quando non sean necessarias o utiles al servicio y Cultura Espiritual de los Pueblos “. Le strutture ecclesiali campestri nel territorio di Guspini in fase medioevale ammontavano a 12 unità, compresa Santa Maria de Nabui, nella città omonima ormai ridotta a piccolo borgo. Di tutte queste in un documento del 31 ottobre 1762 si rilevano le ultime due chiese rurali attive: Virgen de Monserrate e quella di San Jorge. In tutte e due si svolgevano ancora le feste, organizzate da un gruppo di probi uomini (Obreris), che solitamente duravano tre giorni, così come ancora oggi. Delle 12 chiese campestri si è mantenuta attiva quella di San Giorgio Martire, presso antichi insediamenti nuragici e romani, a poche miglia dall'abitato, oggi sulla strada statale196. San Giorgio patrono delle milizie fu particolarmente venerato nel territorio, Francesco Lampis antico cultore di storia locale in un dattiloscritto dal titolo ...
Leggi di piùSardara, Risparmio energetico, i bambini della primaria di via Calabria incontrano il sindaco
di Gian Luigi Pittau _________________________________________ I piccoli studenti di Sardara della primaria di via Calabria hanno a cuore il futuro del pianeta e fanno subito una proposta concreta per preservare le risorse energetiche della Terra. Così hanno scritto al primo cittadino Giorgio Zucca una bella lettera: «Caro sindaco, noi alunni della scuola primaria siamo consapevoli che le risorse energetiche sono un bene prezioso, per questo vogliamo impegnarci e mettere in pratica buone abitudini per evitare gli sprechi. Il 16 febbraio aiutaci anche tu ad illuminarci di meno. Accendiamo insieme l’ambiente». Giorgio Zucca ha accolto subito la proposta: «Come sindaco di Sardara ringrazio i bambini e le bambine che mi hanno accolto nella scuola primaria di via Calabria, facendomi dono dei bei pensieri da loro espressi per sensibilizzare al risparmio energetico. Un grazie particolare va ai loro docenti che si impegnano ad educare al rispetto ambientale per un mondo migliore. Un piccolo gesto che il Comune ha accolto spegnendo le luci di Villa Diana. Illuminiamo meno le nostre case e accendiamo la nostra sensibilità verso l'ambiente, ci dobbiamo impegnare a consegnare loro un mondo più sostenibile». ...
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