“La cultura del rispetto e il ruolo della donna" è stato il tema che quest’anno Michele Pais, presidente del consiglio regionale ha voluto dedicare alle donne in occasione dell’otto marzo nel corso della cerimonia svoltasi nella sala consiglio. “Ogni anno celebriamo i successi ma stigmatizziamo e condanniamo le violenze, le guerre, le sopraffazioni che, purtroppo, ancora oggi persistono in alcuni paesi del mondo” ha dichiarato il presidente Pais sottolineando come “Oggi non possiamo non ricordare le nostre sorelle e i nostri fratelli iraniani vittime di repressione da parte del regime per il solo fatto di manifestare contro chi impedisce loro di godere dei diritti fondamentali e in generale della libertà in tutte le sue declinazioni.A loro va il nostro abbraccio e il nostro sostegno. Mentre la repressione del governo iraniano si fa sempre più dura anche noi dobbiamo unirci al coro "Donne, vita e libertà!" per ricordare, anche in questa giornata, le tante donne che sono state uccise e massacrate: come Mahsa Amini, 22 anni, curda, morta perché non indossava nel modo corretto l'hijab; Aida Rostami, dottoressa iraniana di 36 anni, uccisa dal regime il 15 Gennaio 2023 e le altre centinaia di donne torturate e uccise in Iran dalla polizia o dai corpi paramilitari”.
“Il mondo non può stare a guardare mentre esiste ancora la negazione dei diritti umani” ribadisce Pais precisando che “ In molti contesti le donne sono trattate come oggetti, ancora troppi regimi scatenano la loro furia contro ragazze che hanno l’unica colpa di non aver indossato il velo o di non piegarsi a imposizioni e violenze. Ecco perché quest’anno, per questa Giornata internazionale della donna 2023, abbiamo scelto il tema “la cultura del rispetto e il ruolo della donna”.
Il termine “rispetto”, rappresenta un valore, un faro per i nostri comportamenti nei confronti di ogni essere umano, della natura, di ogni essere vivente.La cultura del rispetto si contrappone alla cultura della prepotenza e della prevaricazione”.
“In questa giornata, assieme alle colleghe Consigliere” ha continuato il presidente del consiglio regionale “abbiamo desiderato focalizzare il termine rispetto sotto due aspetti: il rispetto nei confronti delle donne e il rispetto quale caratteristica che contraddistingue la sensibilità femminile. In tutti i campi in cui esprime la propria personalità, la donna riesce a rappresentare probabilmente in modo più efficace dell’uomo questo grande valore” puntualizzando, prima di concludere il suo intervento che “Per questo sentiremo le esperienze di alcune donne che, nei loro settori, si sono distinte per le loro capacità, per la loro bravura, per la loro sensibilità, per la libertà nelle scelte di vita che hanno saputo assumere senza timore per gli stereotipi e luoghi comuni. Vi ringrazio a nome dell’intero Consiglio regionale per aver raccolto il nostro invito. Anche in questa occasione mi fa piacere concludere citando una frase pronunciata da Papa Francesco a proposito del ruolo della donna nella società: “Il nostro mondo ha bisogno del partenariato delle donne, della loro leadership e delle loro capacità, così come della loro intuizione e dedizione”.
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Serena Sanna[/caption]
Tra le sei le donne che hanno raccontato le loro esperienze e che "Nei loro settori, si sono distinte per le loro capacità, per la loro bravura, per la loro sensibilità, per la libertà nelle scelte di vita che hanno saputo assumere senza timore per gli stereotipi e luoghi comuni” c’è anche l’arburese Serena Sanna, laureata in Matematica presso l’Università di Cagliari, è Dirigente di Ricerca presso l’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica, un Istituto Sardo del CNR – il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ha condotto ricerche nell’ambito della genetica e biomedicina sia in Sardegna che all’estero - negli Stati Uniti, presso l’Università del Michigan, e in Olanda presso l’Università di Gròningen.
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