Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Resottu cun isparau aresti

di Roberto Loddi _____________________________________   [caption id="attachment_92215" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi[/caption] Già nell'antichità dell’asparago se ne conoscevano le qualità gastronomiche e le caratteristiche nutrizionali, al punto che alcuni Re ne consumavano quantità ragguardevoli, pensando di poter aumentare la loro fertilità. Non a caso, tanto tempo fa, gli asparagi venivano considerati altamente afrodisiaci. Si narra che nel XV secolo (1410 - 1434) Abu Abdullah Muhammad ben Umar Nafzawi, nel suo famoso manuale erotico “Giardino Profumato”, ne racconta le eccezionali virtù: “colui che fa bollire gli asparagi e poi li frigge, aggiungendo uova e condimenti in polvere… vedrà i propri desideri e la propria capacità considerevolmente fortificata”. In Asia risulta che gli asparagi fossero già noti e conosciuti da tempo, mentre gli egizi, li apprezzavano soltanto  come pianta spontanea ornamentale e li divulgarono nell’intero bacino del Mediterraneo, tanto è vero che i Greci e i Romani li apprezzarono da subito. Teofrasto, 300 anni prima di Cristo scrisse il trattato “La Storia delle Piante”, fornendo la prima documentazione di letteratura relativa a questo ortaggio. I Romani, raccoglievano i germogli delle piante selvatiche e da queste selezionarono in seguito i ceppi adatti alla coltura. Di questo vegetale si trovano le prime notizie  due, tremila anni prima di Cristo e Marco Porcio Catone detto “il censore”, ne spiegò le tecniche di impianto nel suo trattato “De agricoltura”. Anche Plinio, famoso naturalista latino, dedicò dettagliata attenzione all’asparago e nella sua straordinaria opera “Naturalis Historia”, oltre ad esaltarne le qualità gastronomiche, ne illustrò il metodo più consono alla coltivazione. L'asparago è una pianta erbacea, fornita di un corto rizoma sotterraneo e di radici carnose e legnose, dal rizoma in primavera sorgono i giovani germogli detti turioni. Questi primi germogli sono commestibili, delicati e saporiti e si possono considerare un eccellenza della macchia mediterranea. I turioni che non vengono colti si sviluppano in fusti molto ramificati alti fino ad un metro e mezzo, conferendogli un aspetto cespuglioso, con tralci lunghissimi, foltemente intrecciati e le foglie ridotte a semplici scaglie, dei rametti rigidi e pungenti detti cladodi. L’asparago è apprezzato per la sua efficace ed importante azione diuretica e possiede anche l’interessante capacità di stimolare l'appetito. Le parti tenere del germoglio vengono inoltre utilizzate in cosmesi per preparare maschere ad azione tonificante per la pelle. L’asparago, (Asparagus officinalis) cresce in prati umidi, nelle bordure, nei fossati, nelle zone paludose e i fusti eretti formano moltissimi rami cespugliosi. I cladodi non sono rigidi, ma flessibili e lineari e vengono raccolti a mazzi.  Dall'asparago comune derivano le seguenti varietà note pi ...

Guspini: “Assegnazione delle terre pubbliche gravate da uso civico anno 2023” ancora pochi giorni per la presentazione delle domande

Redazione ___________________________________   Pubblicato nel sito istituzionale del Comune  il bando di concessione delle terre Pubbliche gravate da uso civico per l'anno 2023. Le domande  di partecipazione potranno essere inoltrate via PEC all'indirizzo protocollo@pec.comune.guspini.su.it oppure presentate a mano a mano all'ufficio protocollo comunale. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le 12 di martedì 28 febbraio. ...

Vai a tutti i contenuti