Serrenti: il fico d’india, la pianta della resilienza che cresce sui tetti delle case cantoniere


di Fulvio Tocco
  Nell’agro di Serrenti il Fico d’India si può coltivare con successo anche sui tetti, senza terra, senza acqua del periodo estivo, senza cure, senza potatura. Straordinaria la sua capacità di adattarsi sui luoghi senza nutrimento. Il genere Opuntia rientra in quel vasto gruppo di specie denominate “piante del deserto”, in grado di adattarsi a vivere in contesti climatici spesso proibitivi e letali per qualunque altra pianta. La grande resistenza è dovuta alla struttura dei fusti che non solo sono in grado di catturare efficacemente l’acqua, ma riescono ad accumularla nei loro tessuti, trattenendola senza disperderla. Il Fico d’India si adatta senza problemi a qualsiasi terreno, purché sia ben drenato e sabbioso; non ama i terreni eccessivamente ricchi e umidi ma ama le superfici tegolose. Ora ditemi che non è vero? Cari lettori de La Gazzetta, probabilmente l’avete capito si tratta di un articolo semiserio sul fico d’india che è cresciuto sul tetto della casa cantoniera che si trova al 37° km della SS131. La casa ancora oggi è facile riconoscerla: si tratta di un edificio rosso sbiadito, che presenta sul fronte una grande scritta “casa cantoniera” accompagnata dal numero del chilometro corrispondente e della strada statale sulla quale si affaccia. Le foto sono vere. Sono state scattate in data 19 febbraio 2023. Probabilmente questa pianta grassa, a giudicare dalla dimensione delineata dalla foto, ha abbondantemente superato i 10 anni di vita a dimostrazione che da piccolissimi semi depositati dagli uccelli nascono alberi grandissimi che pian pianino contribuiranno a far crollare la storica Casa cantoniera di Serrenti.

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