Accoglienza, ospitalità e buona cucina dal sangavinese Emanuele Orrù
Tanti giovani lasciano la Sardegna in cerca di un lavoro ma non mancano i casi inversi di chi con coraggio riesce a rientrare nell’Isola. Così è partito giovanissimo da San Gavino Monreale ottenendo prestigiosi riconoscimenti in tutta Europa per la sua cucina il ristoratore Emanuele Orrù, 37 anni, che negli ultimi anni gestiva a Malta il locale “L’artista”, ma alla fine ha scelto di rientrare e di accettare la scommessa più difficile: quella di promuovere i prodotti locali nel suo territorio e di inventarsi un lavoro senza dover emigrare. ACCOGLIENZA E PRODOTTI A KM ZERO. “La nostalgia e la lontananza dalla Sardegna – racconta lo chef sangavinese – si sono fatte sentire e così ho deciso di ritornare nell’Isola con mia moglie Annalisa Elzy e mia figlia. Ho preso in gestione ad Arbus una struttura “Turismo rurale Cortes”, puntando sull’accoglienza del turista e servo solo prodotti del territorio: sono tutti a chilometri zero come la capra di Arbus, lo zafferano di San Gavino Monreale o il pesce di Marceddì. Ho lasciato lo stesso nome del locale e puntiamo sull’ospitalità familiare: vogliamo fare sentire il turista a casa propria e c’è la possibilità di alloggiare in una delle stanze che si trovano a pochi passi del ristorante”. All’esterno c’è un ampio spazio verde con un’area attrezzata per bambini, una piscina e una pineta molto estesa. La sera la pace e la tranquillità si fanno sentire mentre il mare (le spiagge di Piscinas, Scivu e Funtanazza) si trova a 12-15 minuti di macchina. PREMI PER LA CUCINA Emanuele Orrù ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale come l’inserimento del ristorante gestito a Malta nella top ten della guida del Gambero Rosso o il premio “Cucchiaio d’argento”. e ha le idee chiare sull’accoglienza turistica: “Per prima cosa – spiega - viene l’ospitalità unità alla qualità. Il Medio Campidano ha tante potenzialità di sviluppo. Voglio dare spazio ai nuovi chef della cucina sarda come Nicola Perra ed Emanuele Senis di San Gavino, Alessandro Schintu di Pabillonis: non voglio i soliti nomi. Al tavolo non si possono portare le bugie perché i cibi parlano. Adesso lavoro insieme a mia moglie, ma spero un domani di poter assumere anche altro personale. Ormai il lavoro bisogna inventarselo con molta creatività: sono finiti i tempi del posto fisso. La gente che arriva vuole il contatto con la realtà del posto. Io stesso con Lisa e mia figlia Asia ci siamo trasferiti ad Arbus: diamo molto spazio alla ristorazione puntando su una cucina “gourmet”. IN GIRO PER L’EUROPA Sono partito a 19 anni da San Gavino con trecentomila lire (150 euro) in tasca alla volta di Londra, poi sono stato a Fuerteventura, una delle isole Canarie in Spagna e poi a Malta. La Sardegna può vivere di turismo e questo può essere un settore chiave per l’economia isolana: purtroppo i turisti devono fare i conti con gli alti costi dei trasporti sia per quanto ...
Leggi di piùIl sindacalista Gianni Spiga: “Uno studente su due lascia la scuola prima del tempo”
Nel Medio Campidano uno studente su due lascia la scuola senza concluderla con una dispersione scolastica da record: su tremila studenti delle scuole superiori solo 1200 arrivano al diploma. È questa la denuncia di Gianni Spiga, segretario territoriale della Flc Cgil che ha la sua sede a San Gavino. Ormai esiste una grande scollatura tra la scuola e il mondo del lavoro che cambia con una continua emorragia di giovani che hanno ripreso la strada dell’emigrazione alla ricerca di un lavoro che nel Medio Campidano rimane solo un lontano miraggio. LA DENUNCIA DI GIANNI SPIGA «Nel nostro territorio - sottolinea Gianni Spiga - ci sono circa tremila studenti suddivisi in 12 istituti superiori con una dispersione scolastica che tocca il 46 per cento e questo succede nel territorio più povero d’Italia in cui su una popolazione di circa 100mila abitanti il 50 per cento dei giovani è disoccupato e solo il 5 per cento dei ragazzi termina il periodo di studio all’Università». UNO SGUARDO AL FUTURO La scuola deve sapersi adeguare ai tempi che cambiano: «Bisogna puntare - aggiunge Gianni Spiga - su un grande polo che riunisca l’istituto agrario di Villacidro che ha grandi potenzialità con prodotti a km zero che potrebbero essere impiegati sulla tavola e cucinati dagli studenti dell’alberghiero di Arbus. In più bisognerebbe creare un grande polo nautico con specializzazioni nel campo della meccanica ed ancora investire nell’informatica e nelle nuove tecnologie senza doppioni e dicendo addio ai campanilismi. Nelle mense scolastiche dovrebbero finire i prodotti a km zero coltivati dai studenti dell’agrario e non quelli importati. Dobbiamo investire in cultura per il futuro dei nostri ragazzi e per il rilancio del nostro territorio». CRISI ECONOMICA E MANCANZA DI LAVORO I problemi che lasciano i banchi vuoti sono tanti come ricorda Salvatore Manno, docente da 40 anni che ora ha concluso la sua carriera di insegnamento al liceo delle scienze umane di San Gavino: «Il nostro territorio ha una situazione socio-economica molto particolare con una ripresa dell’emigrazione e un calo di abitanti notevole. La grave crisi economica si rivela nella difficoltà dei genitori di pagare gli abbonamenti dei mezzi di trasporto dei ragazzi perché le famiglie (che spesso hanno perso il lavoro) non riescono a sostenere i costi dell’istruzione. È molto positiva l’idea dell’alternanza della scuola lavoro che spinge i ragazzi a studiare nella prospettiva di avere un’occupazione. Il diploma non deve essere solo cultura, ma anche possibilità di lavoro». I GIOVANI E LA SCUOLA E gli studenti come vedono la scuola? Ha le idee chiare il Emanuele Corongiu di Serrenti, 19 anni che ha appena conseguito il diploma: «Le generazioni cambiano, ma la scuola no: non si aggiorna, o per lo meno non lo fa allo stesso ritmo. La dispersione scolastica che aumenta è frutto del fallimento della scuola e dei genitori. I ragazzi di oggi hanno bisogno di ...
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