Guspini: Carmen Marongiu è la nuova presidente dell'Auser

Affollata assemblea dei soci dell' Auser di Guspini riuniti per il Congresso 2021, nella sede societaria di via Togliatti alla presenza del presidente regionale dell'Auser Andrea Curcas e del segretario cittadino dello Spi-Cgil Marinello Frau. [caption id="attachment_88728" align="alignleft" width="759"] Foto Caterina Tiana[/caption] Dopo gli interventi di Tonino Cambera, presidente uscente che ha relazionato l'assemblea sul lavoro fatto nel corso del suo mandato, ha preso la parola Carmen Marongiu, vice presidente che ha messo in evidenza la situazione e la connotazione della grossa fetta di popolazione "diversamente giovane" che sempre più ha bisogno di assistenza. L'assemblea all'unanimità ha eletto Carmen Marongiu nuova presidente che sarà coadiuvata da un consiglio direttivo composto da 35 soci. ...

Bóccullus o pirichittus de bentu cun tzuccuru a mesu puntu

[caption id="attachment_22787" align="alignleft" width="160"] Chef Roberto Loddi de Santu ‘Engiu Murriabi[/caption] Proprio a ridosso di Cagliari, Calaris, capitale isolana, si trova Quartu Sant’Elena, Cuartu Sant'Alèni, terza città della Sardegna per popolazione, incantevole e vivace centro abitato, con origini molto antiche e tracce delle popolazioni nuragiche e fenico-puniche. Furono, però, i romani che la edificarono e i vandali nel 425, che con le loro continue invasioni, la devastarono. Nel Quattrocento la città venne trasformata in baronia e concessa in feudo. Nel Cinquecento fu saccheggiata ripetutamente dalle scorribande dei corsari, che ne indebolirono l’economia e causarono una drastica riduzione demografica. Prima della fine del Cinquecento la popolazione, per evitare altre incursioni e difendersi, costruì quattro torri costiere conosciute con il nome di: Mortorio, Sant'Andrea, Foxi e Carcangiolas. Quest’ultima, poco distante dalle spiagge della città, è ora un’importante testimonianza storica e patrimonio artistico locale. Ma, Quartu Sant’Elena non è conosciuta solo per il suo tormentato passato, per le opere architettoniche, per le suggestioni ambientali e panoramiche, per la famosa “Sciampitta”, festival internazionale del folklore, ma sicuramente anche per le specialità enogastronomiche e l’arte pasticcera, tramandata oralmente da generazioni. Il vanto dei quartesi, tra i tanti dolci sono is pirichittus de bentu o bóccullus, dolci grossi quanto una pera e vuoti all’interno, ricoperti di candida, cappa, glassa bianca di zucchero, chiamati appunto boccoli, bòccullus, già nel Settecento. A Quartu Sant’Elena esiste pure una scuola di alta pasticcera, dove esperte maestre dolciarie insegnano preziose nozioni sulla tecnica e la preparazione di tantissimi dolci, sempre all’insegna della cultura e dell’antica tradizione. Nel mese di luglio, per la festa dedicata tradizionalmente a San Giovanni Battista, Santu Anni, che si svolge da oltre quattrocento anni, le donne devote al Santo con grande maestria nella preparazione dell’arte dolciaria, realizzino oltre mille pirichittus de bentu che vengono poi offerti ai partecipanti in occasione della processione dedicata a santo. Infine, una simpatica curiosità: il primo maggio di ogni anno, alla festa di Sant’Efisio a Cagliari (la prima edizione fu nel 1657), è facile scontrasi con vere e proprie nuvole di pistoccheddus e pirichittus, lanciati in aria in occasione dell’evento durante il passaggio dei visitatori, all’insegna della dolcezza e del divertimento. Sta di fatto che il nome pirichittus, “periquillo” in lingua spagnola, pare sia di origine medievale e la sua preparazione è rimasta inalterata da allora, vuoti dentro perché molto leggeri, quasi a simboleggiare il passaggio di un alito di vento. Gli ingredienti? Semplicissimi: farina, uova, strutto e zucchero (poco zucchero, perché in tempi passati era rarissimo e utilizzato soltant ...

Vai a tutti i contenuti →