di Gian Luigi Pittau
Una vita dedicata al sindacato e al lavoro. È la storia di Tullio Vaccargiu, nato il 14 maggio del 1937, terzo di 12 figli con padre minatore, che ha iniziato a lavorare all’età di 15 anni nel lontano 1952 a Guspini e da allora non si è più fermato tesserandosi con la Cgil nel 1957 quando lavorava in miniera a Montevecchio e quando iscriversi al sindacato era considerato quasi un reato. LA STORIA Da allora l’84enne di origini guspinesi, che si è trasferito a 20 anni per amore a San Gavino (è sposato, ha 4 figli, nonno di 9 nipoti e bisnonno di due nipoti), si è sempre messo al servizio dei lavoratori all’interno delle aziende in cui è stato impiegato e ora da una vita come delegato sociale nello sportello al piano terra della sede della Cgil in via Parrocchia a San Gavino. Una passione che non ha età e che vede ogni mattina Tullio Vaccargiu (ha già ricevuto il vaccino anti-covid) aprire la sede del sindacato alle 8. LE MINIERE E GLI SCIOPERI Dietro la mascherina c’è sempre un sorriso pronto ad accogliere i tanti anziani e non che si rivolgono a lui e ci sono anni di lotte e di battaglie con manifestazioni in piazza a San Gavino, a Cagliari e spesso anche a Roma. «Quando lavoravo in miniera a pozzo Sanna a Montevecchio - racconta Tullio Vaccargiu - sono sceso nel sottosuolo nelle gallerie anche a cento metri per estrarre il piombo e lo zinco che venivano caricati sul trenino e portati alla fonderia di San Gavino. Abbiamo fatto tantissimi scioperi con il rischio di essere licenziati, ma tutti erano solidali: scendevano in piazza anche le donne incinte per bloccare i mezzi pubblici diretti alla miniera di Montevecchio». [caption id="attachment_86279" align="alignleft" width="518"]
Tullio Vaccargiu[/caption]
Dalle lotte sindacali nelle fabbriche all’industrializzazione, oggi nel Medio Campidano di industrie ne sono rimaste veramente poche, ma Tullio Vaccargiu mantiene inalterata la sua dedizione al mondo del lavoro ed è sempre in prima linea e per alcuni giorni alla settimana si reca anche negli uffici della Cgil di Sardara e Villanovaforru. «In quest’ultimo paese - aggiunge il sindacalista - sono stato ringraziato dalle suore che gestiscono l’ospizio».
UN AIUTO AI LAVORATORI «Fare sindacato - aggiunge Tullio Vaccargiu - è una missione per aiutare tutti i lavoratori e in particolare le categorie più deboli. Per molti anziani il sindacato rimane un punto di riferimento importante e indispensabile. Oggi il mondo del lavoro è cambiato tantissimo e sono ormai lontani anche gli anni del boom economico che ha interessato il nostro territorio. Prima si trattava con le aziende e si combattevano tante battaglie con gli scioperi ora il sindacato ha soprattutto un servizio di assistenza. Io allo sportello mi metto a disposizione per una risoluzione immediata del problema oppure indirizzo la persona alla categoria di riferimento. In passato per salvare alcune aziende come la Keller mi sono messo anche in mezzo ai binari della ferrovia con il sindacalista Tore Mallocci. Mi mancano gli anni di lotte, ma oggi la situazione è diversa. Siamo sempre dalla parte dei lavoratori, ma non difendiamo i lavativi. Per il futuro di San Gavino? Speriamo nella costruzione del nuovo ospedale per la rinascita del paese».
LE PASSIONI Tullio Vaccargiu è sempre stato un grande attivista del partito comunista italiano (è stato presidente della Festa dell'Unità, la domenica mattina tassativamente passava casa per casa per la distribuzione del giornale settimanale L’Unità) dei democratici di sinistra e del partito democratico. È stato consigliere comunale con una lista del PCI, presidente dell’allora Ente Comunale di Assistenza, componente di diverse commissioni tra cui commercio, ufficio di collocamento e piani per insediamenti produttivi. Inoltre è sempre stato componente di diversi consigli d’istituto e ha sempre partecipato in maniera attiva alla vita del paese e del territorio.
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