Cronache di un sequestro, il nuovo libro di Giovanni Antonio Fois

di Giovanni Contu ____________________ Nell’ambito dei recenti lavori di stampa dedicati agli eventi di cui fu vittima Aldo Moro, questo libro di Giovanni Antonio Fois pubblicato da EMIA editore, propone uno spaccato - non solo in ambito politico istituzionale - dell’Italia durante gli Anni di piombo dal punto di vista delle cronache giornalistiche dedicate ai 55 giorni del sequestro. In un volume concepito dalla ricerca sul resoconto delle notizie diffuse dalla stampa dell’epoca, vengono ripercorse le tappe e l’evolversi, per quanto allora era dato sapere al grande pubblico, sulla condizione di prigionia alla quale venne costretto il presidente della DC. Di origini sarde, Giovanni Antonio Fois si occupa di storia del giornalismo in ambito universitario. Al lavoro dello storico, nella rigorosa attenzione sulle fonti, aggiunge la sensibilità per il valore delle nuove tecnologie nella prospettiva di rendere l’informazione - non solo giornalistica - sempre più efficace e adeguata al contesto espressivo contemporaneo, specialmente in ragione dello stile comunicativo tipico delle nuove generazioni e in uso nella larga parte del mercato di massa. Da dove trae origine la motivazione per una tesi di laurea dedicata alla figura di Aldo Moro? Tutta la mia carriera universitaria è stata improntata verso un approfondimento e una ricerca storica sugli anni di piombo, momento buio della nostra Repubblica. Il rapimento Moro è considerato universalmente come l’apice di questa parabola storica, il momento in cui le Brigate Rosse raggiunsero il massimo della loro espansione capillare sul territorio nazionale, arrivando a ricoprire le vesti di un’organizzazione paramilitare con una struttura forte, capace di mettere sotto scacco i vertici politici. Ma siamo sicuri che fu davvero così lineare la questione? Quali furono le ingerenze straniere e interne che portarono alla cattura e all’uccisione dell’Onorevole Aldo Moro? Ecco il mio percorso di studi ha cercato proprio di indagare su queste domande, rimaste senza una risposta ancora oggi. Per farlo ho utilizzato gli strumenti a mia disposizione: avendo studiato Storia del Giornalismo Italiano ed Editoria multimediale, ho ripreso in mano le pagine dei quotidiani, le trasmissioni radiofoniche e televisive di quei 55 giorni, cercando di mettere in fila le tracce lasciate dai media da marzo a maggio del ‘78 per restituirle al lettore e metterlo in condizione di maturare un proprio percorso interpretativo.   Quanto secondo te sarebbe realistico il ritorno della vita politica nelle sezioni locali - anche alla luce delle recentissime affermazioni di Enrico Letta - secondo il metodo "casa per casa" come diceva Berlinguer, e comunque a stretto contatto con le esigenze reali dei cittadini? Alla luce dei cambiamenti epocali cui stiamo assistendo negli ultimi anni, che hanno rivoluzionato totalmente i rapporti umani tanto da un punto di vista affettivo, quanto relazionale e politico in senso pr ...

Guspini, com'era una volta il mercato civico

di Maurizio Onidi ___________________ Come tutti i racconti che si rispettano anche questo comincia con la tipica espressione "c'era una volta" il mercato, quello spazio in cui si manifestano e si ritrovano gli usi, i costumi e le consuetudini di una popolazione. Un autentico tripudio di colori, profumi e voci che animavano il vecchio mercato della cittadina mineraria, nella splendida cornice del centro cittadino proprio sotto la piazza XX Settembre, rimasto in attività fino agli anni ottanta. Una decina di piccole stanze "loggette" come venivano comunemente chiamate, dedicate alla frutta e verdura, una alla macelleria comunale mentre un locale molto piu ampio era destinato ai banchi del pesce. Con l'aiuto di chi vi ha operato o comunque li ha vissuti quegli anni, abbiamo cercato di ricostruire alcuni momenti dell'attività di questo storico mercato partendo proprio dalla pescheria. Elisa Steri [caption id="attachment_86458" align="aligncenter" width="695"] Elisa Steri[/caption]   [caption id="attachment_86459" align="alignleft" width="233"] Gianluca Casula[/caption] Gian Luigi Casula, 74 anni, figlio di Elisa Steri, pescivendola «Ho cominciato ad accompagnare mia madre al mercato che ero ancora bambino. Ricordo molto bene la struttura dell'ampio locale dove erano predisposti i banchi, cinque postazioni realizzate con strutture in tubo di ferro sul quale erano fissati dei piani inclinati in marmo bianco con delle scanalature per sgocciolare l'acqua. Alle prime luci dell'alba l'attività cominciava ad animarsi e le voci aumentavano con l'arrivo dei fornitori. Carretti che portavano la verdura e la frutta. Mi tornano in mente i blocchi di ghiaccio che venivano scaricati insieme alle cassette del pesce che ogni rivenditore predisponeva sul banco in bella mostra. Cominciava la vendita e con essa le grida nella loggetta del pesce dove le pescivendole la facevano da padrone nei confronti dei loro concorrenti uomini (Elisa, Sebastiana, Carmina, Ciccittu e Baroi ndr). I toni di voce erano alti per richiamare l'attenzione dei clienti che cominciavano ad affluire. Si scatenava la gara a decantare la freschezza e la bontà di quanto esposto e che data la tipologia di prodotto si prestava a infiniti doppi sensi senza scadere nella volgarità. Nonostante siano trascorsi parecchi anni, molti ricordano ancora gli sfottò tra mia madre che invitava i clienti ad avvicinarsi al suo banco per verificare la freschezza del suo prodotto, al quale rispondeva a tono, in dialetto Baroi Tiana decantando la bontà dei serri».   Baroi Tiana [caption id="attachment_86463" align="alignleft" width="298"] Caterina e Paola Tiana[/caption] «Di nostro padre», raccontano le figlie Caterina e Paola, due delle dieci figlie di Vitalia Piras e Salvatore "Baroi” Tiana «abbiamo dei bellissimi e teneri ricordi. La nostra famiglia definirla numerosa non basta, 17 gravidanze di mamma, tredici figli di cui tre maschi e dieci donne con la gioia di avere avuto con noi anc ...

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