Las Plassas: Paolo Zedda, postino figura di riferimento per la comunità


di Simone Muscas
Quando il lavoro si trasforma in una sorta di missione sociale. È il caso di Paolo Zedda, 37 anni, portalettere dipendente di Poste Italiane sia a Barumini e sia a Las Plassas, comunità, quest’ultima, di appena duecento abitanti. Ed è proprio lì, nel più piccolo dei due paesi, che il senso del suo operato assume maggior valore. «A Las Plassas - spiega il postino - non c’è quasi nulla se non l’ufficio postale, un bar, un museo, la chiesa e il Comune. Nel paese mi conoscono tutti e nel tempo si è creato un rapporto confidenziale e di stima reciproca con tanti». Soprattutto per gli anziani la sua presenza è molto importante: «Hanno spesso voglia di scambiare due chiacchiere - racconta Paolo Zedda - e talvolta capita che ti raccontino cose personali, curiosità o che chiedano il mio parere su alcune loro scelte da prendere». Il rapporto fra cittadino e portalettere è quindi anche confidenziale: «Alcune signore anziane - spiega con piacere - si rivolgono a me chiamandomi addirittura “fillu miu”». E non mancano gli episodi curiosi: «Qualche anno fa una signora alla quale stavo consegnando la posta mi chiese di darle una mano a sistemare la sua antenna TV in modo da poter riprendere a vedere il suo programma preferito del quale si era già persa qualche puntata di troppo. Lo feci con molto piacere e per quel gesto mi ringraziò tantissimo». Aneddoti come questi la dicono lunga sui rapporti che si possono creare nella quotidianità dei piccoli centri abitati. Ed è proprio in quei contesti che per molti cittadini il postino rappresenta un vettore per i contatti con il mondo esterno. E soprattutto ora che le norme anti Covid sono state inasprite, figure come quelle di Paolo assumono una valenza ancora maggiore rispetto a prima: «Oggi - spiega il portalettere - si avverte più che mai la necessità delle persone di parlare con qualcuno. Prima dell’avvento del virus non mancavano certo le manifestazioni di affetto nei miei confronti quali una stretta di mano o una pacca sulla spalla. Speriamo di tornare quanto prima ai tempi passati per riappropriarci di quei piccoli gesti di gratificazione che tutti noi, chi più chi meno, inseguiamo nella nostra quotidianità».

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