Sempre in tema di impianti di produzione di energie rinnovabili sono state richieste circa 80 autorizzazione per nuovi impianti fotovoltaici. Se venissero approvati tutti questi impianti si avrebbe un consumo di suolo di circa 10 mila ettari e una produzione di energia elettrica da FER superiore ai 5 mila GWh annue, che sommate alle 3 mila GWh attualmente prodotte, sarebbero in grado di coprire l’intero fabbisogno regionale.
Italia Nostra, pur essendo favorevole all’abbandono dei combustibili fossili per privilegiare le fonti di energia rinnovabile, esprime viva preoccupazione per l’eccessivo consumo di suolo agricolo e l’aggressione alla fauna selvatica, al paesaggio e al territorio derivante dall’impiego massiccio degli impianti da energia rinnovabile.
«Per ovviare a questi disastrosi interventi erroneamente definiti ecologici è necessario pianificare il territorio individuando le aree idonee e quelle non idonee per ospitare tali impianti, come tra l’altro previsto dall’art. 5 della recente legge n. 53 del 22 aprile 2021 che introduce rilevanti innovazioni nel quadro normativo che regolamenta le FER. A tal proposito sarebbe oltremodo opportuna una moratoria nel rilascio delle autorizzazioni fino alla predisposizione delle direttive di attuazione della legge», afferma Italia Nostra, «Inoltre, a fronte di una produzione elettrica concentrata in impianti sempre più affetti da gigantismo e impattanti sulle matrici ambientali, è necessario ricercare modelli alternativi quali quelli delle Comunità Energetiche, che garantiscono la condivisione dell’energia e consumi localizzati in prossimità dei centri di produzione. Per una vera riconversione ecologica e ambientale è necessario, in sintesi ribaltare l’attuale sistema di produzione, basato sulla privatizzazione dei profitti e sulla collettivizzazione degli oneri e talvolta anche sulla speculazione e la malavita, supportando i produttori-consumatori e garantendo la democraticità della produzione energetica».
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