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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Guspini: il volontariato del nuovo millennio: tra crisi, cambiamento e nuovo umanesimo

di Sandro Renato Garau ___________________________________________ [caption id="attachment_86327" align="alignleft" width="373"] Guspini, sede del Centro d'ascolto mons. Spettu[/caption]  I volontari del Centro d’Ascolto interparrocchiale Mons. Spettu di Guspini si sono fermati a riflettere prendendo spunto dal libro di Renato Frisanco, “Il volontariato del nuovo millennio” che fa il punto sul volontariato dei nostri giorni. Frisanco, approfondisce le tesi di Luciano Tavazzi, uno dei padri fondatori del volontariato moderno, cercando di aggiungere e ampliare quella riflessione che lo stesso Tavazzi faceva 20 anni orsono e che tutti i volontari e le associazioni, a vari livelli, stanno facendo. Un primo elemento è, se vogliamo, legato al senso di impotenza e, che a volte chi fa volontariato prova quando viene a conoscenza di situazioni alle quali non può dare una risposta. Frisanco pone la questione su un altro piano quando scrive che “Il salto qualitativo del “volontariato postmoderno” è quello di passare da una “doverosità del gratuito”, che caratterizzava l’impegno militante, ad una “gratuità del doveroso”, alla portata di cittadini “adulti”, cioè responsabili”. La differenza la fa la parola “militante”, se è vero che “è colui che partecipa in modo attivo e impegnato alla vita di un’organizzazione, di partito o di movimento di cui è membro, svolgendo, la sua opera”. Questa la doverosità del gratuito. I “cittadini adulti” invece sono quelle persone responsabili di quanto hanno attorno. L’economista, Luigino Bruni, scrive che “... Il volontariato ha molto a che fare con la fraternità e meno con la solidarietà. È un rapporto, un abbraccio, un incontro e non semplicemente una donazione… Il volontariato non è un hobby, ma un esporsi all’altro e mettersi in un rapporto di mutua reciprocità e quindi di mutua vulnerabilità. Fraternità oggi significa riconoscere che siamo legati da un rapporto e quindi che i beni comuni sono a spese di fraternità. Il tema dell’acqua, dell’aria, dell’ozono non possono essere affidati ai singoli individui, ma sono problemi comuni, di fraternità, di legami tra di noi. La fraternità, essendo un legame, è ambivalente e vulnerabile; cosa che non avviene con la solidarietà. Posso essere solidale con il povero che non vedo mai, dando semplicemente un’offerta. Ma la fraternità è un rapporto personale, che mi rende esposto all’altro. È essenziale per la gioia di vivere, perché ti dà la dimensione del corpo, del limite dell’altro”. Il 2016, la riforma del terzo settore, scrive Frisanco, considera il volontariato «un soggetto marginale», che «viene valorizzato più per la disponibilità di singole persone che per il ruolo delle organizzazioni solidaristiche». La legge, secondo lui, «guarda al terzo settore soprattutto come a un giacimento occupazionale e principale stampella del welfare». Il welfare che con le sue iniziative era d ...

Carlotta Cubeddu: dalla scrittura per ragazzi all’educazione digitale

di Giacomo Pitzalis _______________________ L’educazione digitale, il rispetto delle netiquette e il buon comportamento online sono temi sempre più attuali in una società come la nostra, che ormai vive un rapporto di simbiosi con i mezzi di comunicazione in rete. Capire quali sono le regole del “buon vivere civile” in Internet sono alla base di Penso Parlo Posto.  Breve guida alla comunicazione non ostile, libro per ragazzi scritto da Federico Taddia e Carlotta Cubeddu per la casa editrice Il Castoro. «Penso Parlo Posto - racconta Carlotta - arriva subito dopo il mio primo libro, Perdenti con le ali. Sono stata contattata dall'editor Maria Chiara Bettazzi de Il Castoro perché aveva un progetto insieme all'associazione Parole Ostili e Federico Taddia. Hanno pensato a me perché conoscono la mia esperienza sul digitale e la passione che nutro per le nuove tecnologie. La sfida più grande è stata parlare di comunicazione non ostile con onestà e apertura mentale. Perché questo è stato il punto di partenza: aiutare i ragazzi a interrogarsi sul tipo di persona che vorrebbero essere». [caption id="attachment_86291" align="alignleft" width="270"] Carlotta Cubeddu[/caption] Fiorentina d’adozione, Carlotta lavora per la Giunti Scuola, dove realizza i libri di testo per la scuola primaria. Ed è proprio grazie all’amore per le pagine e ciò che possono trasmettere che è nato il suo romanzo d’esordio. «Perdenti con le ali racconta, invece, di Malabrocca e Carollo, ciclisti contendenti della Maglia Nera al Giro di Italia del 1949. L’idea ha vinto il concorso A caccia di Storie e, grazie a Book on a Tree e Battello a Vapore, è diventata un romanzo in carta e ossa. L'aiuto degli editor mi ha permesso di acquisire sicurezza in me stessa, in modo da affrontare una salita che appariva insormontabile. Sembra facile scrivere un breve libro per ragazzi, ma quella storia ha richiesto ben due anni di lavoro». La scrittura di Carlotta, però, non si ferma qua, proiettandosi verso nuovi orizzonti comunicativi, come quelli dell’animazione. «Nonostante abbia da poco ultimato un romanzo ambientato negli anni ’90, continuo a perseverare sulla scrittura di cartoni animati. Ho un progetto, chiamato Tacchini dallo spazio profondo, su cui sto lavorando con due colleghi e amici. In questo momento è in valutazione all'estero, quindi incrociate le dita anche tutti voi che leggete!». ...

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