Keller: la Regione con gli imprenditori cinesi

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, l’assessora dell’Industria Maria Grazia Piras e il presidente del Consorzio Industriale di Villacidro, Luca Argiolas, hanno incontrato, nella sala Lussu di Villa Devoto, una delegazione della CRRC Zhuzhou Locomotive Ltd, impresa cinese capofila della CRRC, la più importante azienda al mondo nella produzione di vagoni ferroviari, con un fatturato annuo di 30 miliardi di euro all’anno, 23 filiali in tutti i continenti e intenzionata a espandere il proprio mercato in Europa e in Africa. Il gruppo imprenditoriale ha mostrato interesse ad acquisire lo stabilimento della Keller di Villacidro. Nel corso dell’incontro, gli esponenti della Giunta hanno illustrato alla delegazione cinese, accompagnata dal consulente Fabrizio Zucca, gli strumenti istituzionali per accompagnare gli eventuali investitori, sia sotto il profilo degli interventi finanziari che su quello delle procedure burocratiche e della formazione dei lavoratori, già altamente qualificati. Il presidente Pigliaru e l’assessora Piras hanno inoltre sottolineato che il momento è favorevole per promuovere una nuova opportunità industriale legata al sistema ferroviario nell’isola. Grazie al Patto per la Sardegna, infatti, la Regione può contare su 400 milioni di euro, sul Fondo di Sviluppo e Coesione, per il rifacimento del sistema ferroviario locale. Mentre, a livello nazionale, gli investimenti previsti nel settore ammontano a 4 miliardi di euro. Intanto, l’azione di scouting della Regione non si ferma. Oltre al gruppo cinese incontrato oggi, infatti, altre aziende si sono fatte avanti con l’intento di investire per un rilancio produttivo della Keller. L’obiettivo della Regione, condiviso più volte anche dai lavoratori, è di arrivare quanto prima alla valutazione di una proposta concreta che consenta di far ripartire lo stabilimento. ...

Efisio Plantas, scultore di grande talento

Si chiama Efisio Plantas, ha 57 anni, ed è uno scultore dalle notevoli capacità. Nella sua carriera artistica annovera circa un migliaio di opere realizzate, alcune delle quali di grande pregio e osservabili, oltre che nel suo paese, anche in vari siti dell’Isola. Da sempre in prima linea per diffondere l’arte nel territorio, lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio. Come nasce la sua passione per la scultura? Sin da piccolo la mia attività principale, salvo altre brevi parentesi lavorative, è stata l’edilizia. Avevo 15 anni quando mi venne dato il compito di levigare alcune pietre per dei lavori di costruzione di una casa. L’amore fra me e la pietra credo sia nato in quella circostanza. Qualche anno dopo, in un periodo in cui ero un po’ giù di corda, mi trovai quasi per caso a lavorare una pietra. In pochi giorni portai a termine un “bifronte”: fu talmente grande la soddisfazione che provai a opera conclusa e altrettanto gratificante il senso di rilassatezza da cui fui catturato nel corso di quella creazione, che capii quanto fossi attratto dal mondo della scultura. Che tipo di scultore si definisce? Sono un autodidatta, tuttavia col tempo ho affinato la mia tecnica leggendo parecchi libri. Non seguo un filone particolare: le mie opere, infatti, raffigurano cose e personaggi abbastanza eterogenei: dai paesaggi, passando per le sculture umane, sino agli stemmi e alle figure mistiche. Eseguo opere in tuttotondo, bassorilievi e altorilievi e lavoro tanti i tipi di pietra: l’arenaria e il basalto, le mie preferite, oltre che il granito e la trachite. Sono numerose le sue opere che si possono ammirare dislocate nel paese e non solo. L’approccio all’arte è stato senza dubbio un esperimento riuscito. Lungo la via Roma sono presenti dodici altorilievi e delle stazioni raffiguranti la via crucis; sono opere di mia realizzazione frutto di un progetto che mi venne commissionato insieme a un altro scultore del paese, Marco Cabras, nel 1998 dall’amministrazione comunale del tempo. Erano anni in cui si cercava di dare impulso all’arte a Villamar: l’allora sindaco Giulio Matzeu, che ringrazio per quanto fatto in tal senso, teneva molto a quest’aspetto e vedeva, fra le possibilità di sviluppo, quella di trasformare il nostro comune in un sorta di paese museo. Un obiettivo che, nonostante quegli intenti, non è però stato conseguito appieno. Si, ed è un peccato. Villamar è piena di artisti di talento: se tutti insieme fossimo stati più lungimiranti e uniti, saremmo probabilmente riusciti a dare maggior pregio artistico al paese. Se penso al passato dico che l’associazione “S’Isca”, oggi non più esistente e della quale anch’io ho avuto l’onore di far parte, raggruppasse tanti validi artisti del paese. Credo che i suoi associati avessero un grande potenziale per far crescere la comunità sotto il profilo artistico; personalmente sono rimasto affezionato agli ideali di quel gruppo. Se guardo a oggi, ...

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