>Che l’Italia potesse diventare un paese per vecchi, è stata una previsione accreditata e sostenuta per molto tempo. Da diversi anni ,invece, lo scenario pare stia cambiando e anche per gli over 65, con sempre maggior frequenza, decidono di lasciare il Paese. Per i pensionati la vita nello stivale costa troppo, la tassazione è eccessivamente alta (30% in più rispetto alla media europea) e gli assegni previdenziali sono troppo bassi, pena il sogno di godersi la vecchiaia in tranquillità e benessere. Nella società moderna fatta di fluidità, di velocità, di sradicamento anche gli anziani hanno trovato la loro dimensione, accettando il cambiamento e adattandosi ad un’esistenza mobile.
Valigie alla mano, destinazione clima mite e fisco più leggero. I pensionati, in Italia, sono più di 16 milioni di persone su un totale di 60 milioni di abitanti ed è facilmente intuibile che rappresentino una parte consistente della quale è impossibile non tenerne conto, non solo per la quantità ma anche per il peso e contributo sociale e politico. Secondo i dati Istat l’emigrazione previdenziale coinvolge un gruppo eterogeneo di pensionati. Il 25,7% incassa mensilmente un assegno inferiore ai 500 euro, il 40% incassa tra i 500 e i mille euro, il 23,5% si colloca nella fascia tra i mille e i duemila euro e solo il 3,2% supera i tremila euro. Volendo stilare una classifica delle dieci mete preferite per qualità di vita, clima, costo della vita e assistenza sanitaria, potremmo elencare: Messico, Panama, Ecuador, Costa Rica, Colombia, Malesia, Spagna, Nicaragua, Malta e Portogallo. Quella dei nonni è una vera e propria fuga. Sono infatti 355.835 i pensionati che hanno varcato i confini di posti che, non solo sono dei paradisi terrestri per la loro naturale bellezza ma sono anche dei paradisi fiscali.
Molti partono anche per la Tunisia, Bulgaria e Romania e sono per la maggior parte persone che, in base alle proprie competenze, pensano di poter avere una seconda stagione lavorativa come consulenti della piccola industria. Ma la meta più gettonata resta il Portogallo, dove l’assegno mensile si incassa al lordo senza dover pagare un centesimo all’Agenzia delle Entrate. Le regole sono semplici: dal 2013 basta vivere 183 giorni l’anno nel paese, assumere lo status di residente non abituale e per dieci anni la pensione è esentasse. L’Inps accredita lorda la pensione e l’erario non effettua alcun prelievo. Il Portogallo come l’Eden. Un sogno, per i nonni tricolore, divenuto realtà. Una nuova vita senza l’incubo di dover sempre adempiere ai pressanti e sproporzionati obblighi fiscali. E mentre le loro tasche ridono di gioia, le tasche dell'Inps piangono di amarezza. Il presidente dell'Inps Tito Boeri, ha lanciato l'allarme “Quelle pensioni costano 1 miliardo di euro e quei soldi non rientreranno nel circuito economico del nostro Paese sotto forma di consumi. Nè i titolari in Italia sono soggetti a tassazione diretta o indiretta”.
Tra la fuga dei pensionati e l’esodo dei giovani disoccupati, l’Italia rischia di passare da paese per vecchi a paese fantasma.
Elena D’Ettorre
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