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>I dati relativi alle nascite nel nostro Paese sono allarmanti. Nel 2016 sono state registrate all’anagrafe 473.438 nascite, più di 12 mila in meno rispetto al 2015. Volendo creare una cronologia, dal 2008 al 2016, il calo delle nascite è stato di oltre 100mila bambini. Sono dati che segnano un netto cambiamento della società. Una metamorfosi di mentalità e di possibilità, un mutamento nel modo di vivere e gestire le relazioni, un evidente cambio di priorità e di esigenze dovuto non solo a scelte personali ma anche all’influenza della situazione socio-economica di cui è vittima la società, colpita dalla nube della crisi interna ed internazionale che, come una bussola impazzita, ha disorientato le nostre scelte. Crescere un figlio in modo sano e corretto ha un costo elevato sia in termini di tempo, per chi un lavoro ce l'ha ma non gode di tutti i diritti derivanti da un contratto a norma di legge, che di denaro, soprattutto in quelle famiglie monoreddito. Cure mediche, spese alimentari, assistenza costante, scuola, sport, abbigliamento, spese extra.
Gioia e felicità a parte, l’esperienza insegna che per crescerli e farli diventare grandi e autonomi le famiglie devono fronteggiare costi onerosi e crescenti nel tempo. Questo forte calo della natalità è dovuto a molteplici fattori, alcuni dei quali si possono identificare in tre principali cause: le donne italiane in età riproduttiva sono sempre meno e non sono propense ad avere figli, i bambini che nascono in un caso su tre da coppie non sposate e con una relazione instabile, l’impossibilità economica di mantenere e crescere un figlio. Restringendo l’analisi da nazionale a regionale, in Sardegna il tasso di natalità negli ultimi 10 anni, dato dal rapporto tra il numero di nati vivi e l'ammontare della popolazione residente per 1.000 abitanti, è passato da 8,2 nel 2007 a 6,3 del 2016. La fecondità totale in Sardegna è scesa nel 2016 a 1,07 figli per donna in età fertile (15-49 anni). Il tasso più basso si osserva nel Medio Campidano mentre quello più elevato nella provincia di Nuoro. Diminuisce anche il quoziente di mortalità, che passa da 10 per mille abitanti nel 2015 a 9,6 per mille nel 2016: una media di 1.300 morti al mese contro le 850 nascite mensili, un saldo medio di 450 persone in meno per mese del 2016. E mentre nel mondo si rischia la sovrappopolazione, in Italia come in Sardegna si rischia lo spopolamento.
Elena D’Ettore
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