Il Terramaistus esce dagli argini dopo 15 anni

Un enorme lago in mezzo ai campi. Non lo si vedeva da quindici anni. I timori dei giorni scorsi sono diventati realtà. Il Terramaistus, a causa delle forti piogge, ha superato in alcuni tratti gli argini. A nord di Guspini, in località is mulinus, ha invaso terreni agricoli e frutteti. Anche se gli allagamenti non hanno destato segnali di pericolo, le autorità si sono subito allertate. «Il terramaistus era anni che non  usciva dal suo letto», afferma Franco Vaccargiu,  «danni o pericoli per le persone per il momento non ce ne sono perché sono  stati effettuati gli sgomberi dei residui, in particolare canne, che potevano bloccare il normale deflusso del fiume. L'acqua, dopo aver ricoperto i campi, si è fermata appena in tempo: a 200 metri dal fiume c'è una casa con lo scantinato. Un'altra abitazione, più a sud di Serpi, è stata sfiorata dall'acqua rimasta a una sessantina di centimetri dal piano terra». L'esondazione è lunga circa un chilometro, sulla riva a destra a valle del ponte che collega San Gavino con la statale 126.  «Una piena così, in questa zona, non si vedeva da quindici anni - ha osservato Aldo Fanari - anche se, allora, era finita con inondazioni che avevano prodotto danni. È già da domenica sera che osservo il livello di piena. È una quantità notevole».  «Il corso è uscito dalle sponde anche più a nord», ha detto Mario Tuveri che ha un’azienda agricola fra Guspini e Pabillonis, «ha allagato i campi rendendo impossibile raggiungere vari settori dell’azienda agricola». Altri proprietari di terreni, adiacenti al fiume, hanno fatto notare che la fuoriuscita del fiume dagli argini sono dovute alle piante che sono cresciute sulle sponde del fiume. «Anzi hanno rallentato la furia della piena», ha puntualizzato Dario Vaccargiu. «perché hanno creato una sorta di ostacolo naturale, impedendo all'acqua di scorrere velocemente. Da quando siamo arrivati qui, nel 1976, non abbiamo mai visto niente del genere. Una volta ogni contadino provvedeva al taglio delle piante e alla pulizia della riva che gli competeva. Ma oggi è praticamente impossibile, perché non appena si taglia una pianta, arrivano subito mille denunce». Mauro Serra ...

L’ultima opera del muralista Pils

Cinquantanove metri e 60 centimetri di murale. Se non è record potrebbe certo competere per diventarlo. È questa infatti l’ultima opera del giovane artista Davide Pilloni, in arte Pils, 32 anni, su una parete privata che confina con un lato del Parco del Legno lungo Corso Africa. In tasca il diploma all’artistico e la laurea all’Accademia delle Belle arti di Bologna e una smisurata passione per la pittura e il muralismo di cui conta «un centinaio di realizzazioni presenti in tutto l’hinterland di Cagliari» come racconta lui stesso. L’opera in corso di completamento è la riproduzione di un’opera dell’artista Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico olandese  nato a Leeuwarden il 17 giugno del 1898 e scomparso il 27 marzo del 1972. Il nome dell’artista olandese è indissolubilmente legato alle incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a rappresentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell’infinito. Ma perché allora, la scelta di riprodurre una sua opera in una parete di un parco pubblico che in precedenza mostrava le immancabili deturpazioni di isolati writhers?   «Certamente l’idea nasce dalla mia passione per questo artista scomparso», spiega il giovane artista mentre si accinge a dare gli ultimi colpi di pennello all’opera muraria, «e poi perché la parete stessa si prestava magistralmente nelle proporzioni ad accogliere un’opera di tale natura». Progetto nato in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale che sui murales ultimamente ha inteso scommettere come conferma il regolamento studiato e approvato per chi intende da ora e in futuro cimentarsi in opere muralistiche sui muri della città. Siano essi pubblici o privati. E poi i fondi del progetto “Scuola e lavoro” che aiutano gli artisti a realizzare le opere allontanandosi (non di molto) dalla mera gratuità del lavoro. Così era stato infatti per il precedente lavoro eseguito da Davide Pils in via Kitzmuller quando ha riprodotto con un immaginario libro dipinto alcune immagini storiche del conte Cecconi, illuminato ingegnere idraulico (sua e del padre la direzione dei lavori per la realizzazione del moderno porto di Cagliari, negli anni ’40) e poi imprenditore agricolo. Il murale del Parco del Legno iniziato il primo novembre dello scorso anno e concluso in poco più di due mesi ha visto all’opera anche una quindicina di volontari che spassionatamente hanno impugnato pennelli e colori consentendo la realizzazione di un’opera capace di arredare con originalità uno spazio pubblico. Gian Luigi Pala ...

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