“Su Scravamentu”: il momento più significativo della settimana santa


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>La Pasqua celebra la festività cristiana più importante: la resurrezione di Cristo dalla morte. Accanto alle celebrazioni ufficiali della Settimana Santa, che culminano con la resurrezione di Gesù, hanno grandissima importanza i riti paraliturgici, che rappresentano i momenti più significativi della sua vita, così come descritto nei Vangeli: dal suo arresto da parte dei romani alla crocifissione sul Calvario, dalla morte alla deposizione nel sepolcro, fino al miracolo della resurrezione. Lo svolgimento dei riti ha peculiarità proprie nelle diverse zone dell’Isola, quello più suggestivo è Su Scravamentu, “lo schiodamento” di Cristo dalla Croce e la sua deposizione. Si svolge la sera del Venerdì Santo, con alcune varianti nei diversi centri dell’Isola, all’interno del recinto presbiteriale delle chiese. Nel Medio Campidano questo particolare momento si vive con devozione a Pabillonis, Villacidro e San Gavino. In questo ultimo paese Su Scravamentu si ripete da oltre trecento anni, senza aver avuto mai nessuna interruzione. Si è conservata inalterata nei secoli e neppure la guerra è riuscita ad interromperla. Basti pensare che la stessa croce del Cristo, utilizzata ancora oggi nel rito è stata costruita nel 1745 e lo stesso Cristo risale alla prima metà del Settecento. Parlare de “Su Scravamentu” e del suo percorso storico significa ripercorrere le più antiche tradizioni della cittadina sangavinese. Il Venerdì Santo in tarda mattinata i confratelli portano il Cristo crocifisso e la grande Croce dalla chiesetta di Santa Croce a Santa Chiara. Il pomeriggio viene montato il palco, che servirà per la messa in scena e predicazione de “Su Scravamentu”: al centro il Cristo con un grande lenzuolo su entrambi i lati della croce, dietro sono sistemate due scale. Da una parte vicino al pulpito viene posta l’effigie della Madonna Addolorata vestita di nero. Il palco è circondato da angioletti, mentre due ragazzi, con abbondante capigliatura e aureola dorata, rappresentano San Giovanni e la Maddalena. Alla fine del rito i confratelli di Santa Croce, accompagnati dal sacerdote e dai presenti, portano in processione il Cristo nella chiesetta di Santa Croce. Francesco Zurru

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