Ereserhead Industries: fra metal ed elettronica in quel di Thiesi

di Giacomo Pitzalis _______________________________________________________ «Gli Eraserhead Industries sono una band che, se volessimo etichettarla, rientrerebbe sia nell’industrial metal che nell’elettronica. Il gruppo nasce per lasciar andare fuori dai nostri polmoni una rabbia cavalcante, legata al disagio e all’alienazione tipici dei nostri tempi e della nostra società». Con queste poche righe Luigi Porceddu presenta gli Eraserhead Industries, band di Thiesi nata nel 2014, ma la cui formazione completa e attuale risale al 2016, quando proprio lui, alla chitarra, e il cantante Matteo Deriu si unirono al progetto, dove già erano presenti Pietro Santoru, al synth, il bassista Fabio Amitrano e Giuseppe Monte alla batteria. «Veniamo tutti dallo stesso paese e questo ci permette di tenerci facilmente in contatto. Nonostante sia stato impossibile suonare o provare durante il periodo pandemico, il 2020 è stato comunque l’anno in cui abbiamo lavorato alla pre-produzione del nostro primo full-lenght, anche se i tempi si sono decisamente allungati. Ma no, non ci siamo mai fermati». Tra le sonorità prodotte dalla band è possibile scovare un filo conduttore che attraversa ogni brano, quello della musica elettronica appunto, che si interseca con la musica rock e il metal più pesante, richiamando fortemente gruppi iconici che spaziano dai Rammstein ai Pantera. Ma non solo, poiché dalla stessa Sardegna giungono parecchie contaminazioni. «In Sardegna non si può certo affermare che sia presente una scena industrial - aggiunge Luigi - per cui non è immediato individuare dei gruppi a cui ci rifacciamo. Se proprio dovessi nominare una band che personalmente mi ha influenzato citerei però gli Akytera di Ittiri, con cui abbiamo avuto il piacere di condividere il palco. Oltre loro, comunque, ognuno di noi ha sempre un orecchio proteso verso la scena underground isolana, che è viva e ricchissima tanto di nuove proposte quanto di formazioni storiche». E per quanto attiene il prossimo futuro, certamente più libero dallo spettro del Covid, cosa dobbiamo aspettarci dagli Eraserhead Industries? «Come anticipavo, un anno fa abbiamo registrato il nostro primo full-lenght insieme a Eddy Cavazza, che qui in Sardegna lavora già con gli Awake For Days di Nuoro. Al momento ci troviamo nella fase di mixaggio e contiamo di farlo uscire nel 2023. Devo ammettere che ce la stiamo prendendo con molta calma, per fare le cose al meglio. Per quanto riguarda gli impegni live, poi, abbiamo diverse novità che bollono in pentola. Non vediamo l’ora di tornare sul palco!». ...

Deathcrush: dalla Sardegna alla conquista del mondo

di Giacomo Pitzalis __________________________________________________ «I Deathcrush sono prima di tutto quattro amici che da quando hanno preso in mano il primo strumento non hanno più smesso di suonare. Anzi: non hanno più smesso di suonare metal». Così Luigi Cara, bassista e voce del gruppo, presenta i Deathcrush, mettendo subito in chiaro quali siano i pilastri della band, che vanta alla chitarra Andrea Sechi, il batterista Giampiero Serra e la new entry Luigi Porceddu, anche lui alla chitarra. «Tutto ha avuto origine quando abbiamo iniziato ad ascoltare il buon, caro, vecchio death metal. Nel 2000 ci fecero impazzire album come Legion dei Deicide, Butchered at birth dei Cannibal Corpse e Altar of madness dei Morbid Angel. In un attimo ci fu chiaro quale sarebbe stato il nostro genere e il nostro obiettivo». Dopo una gavetta mastodontica fatta di sudore, corde rotte e ore di prove, i Deathcrush si sono imposti non soltanto nell’ambiente isolano, ma anche a livello internazionale, in special modo durante i tour europei e il Las Vegas Deathfest degli Stati Uniti. «Sono state esperienze di vita stupende, dei sogni che quando sei agli esordi speri si realizzino per davvero. E alla fine la perseveranza ha dato i suoi frutti, soprattutto quando è uscito il nostro secondo album, Hell, a cui sono seguite davvero tante proposte di tour e mille occasioni diverse. Il Las Vegas Deathfest, poi, è stato il coronamento uno stupendo periodo». E oggi, dopo il disco d’esordio Collective Brain Infektion e il già citato Hell, i Deathcrush sono tornati a riconquistare le scene con il nuovo lavoro Under Serpent Reigns, che sta macinando recensioni positive e vendite, oltre aver attirato su di sé un profondo interesse all’estero. «Il disco viaggia davvero benissimo e si è creata tanta attenzione attorno, portandoci ad apparire anche in riviste specializzate tedesche e portoghesi. Under Serpent Reigns è senza ombra di dubbio la nostra opera migliore, frutto di tanto lavoro sia testuale che compositivo. Prima di registrarlo lo abbiamo suonato e risuonato, rendendolo nostro in ogni suo aspetto». E proprio riguardo Under Serpent Reigns si focalizzano i prossimi progetti e appuntamenti della band, pronta come non mai a martellare i palcoscenici di tutt’Europa. «A breve annunceremo il nostro nuovo tour europeo - conclude Luigi -  e non vediamo l'ora di suonare dopo la “pausa forzata” imposta dal Covid-19. E poi stiamo buttando giù il nuovo materiale per un prossimo album. Non ci fermiamo mai! Ave Serpents!». ...

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