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Alessandro Aresu: "Tra le potenze del capitalismo politico il virus esapera la lotta per l'egemonia"

di Sergio Portas _____________________ Francamente allo scoppiare della pandemia, quando ancora non era chiaro che la Sars2 se la sarebbe presa sopratutto con i soggetti in là con l'età (più maschi e più quelli con patologie pregresse) mi ero prefigurato degli scenari di folle costituite da povera gente, per lo più residenti in paesi in via di sviluppo, che avrebbe dato l'assalto ai supermercati. Ci sono miliardi di persone al mondo (vedi l'India) che, perso il lavoro spesso precario che tiene in vita loro e la loro famiglia, non hanno letteralmente nulla che li possa difendere dal morire di fame. Se non interviene lo Stato che li ospita. A tutt'oggi le televisioni del mondo e i telefonini di migliaia di persone rimandano sui “social” immagini dagli Stati Uniti che farebbero pensare a località del cosiddetto terzo mondo, non già a città come Los Angeles, New York, Minneapolis. La morte dell'ennesimo cittadino afro-americano per mano di poliziotti cittadini, il numero di morti per Covid che ha passato le centomila unità, mietendo vittime sopratutto fra la popolazione meno abbiente, ispanici e neri-americani, tutto ha agito da cerino che ha trovato un pagliaio pronto ad incendiarsi con furia inusitata. La Presidenza occupata da un soggetto palesemente inadatto per un frangente di tale portata (negazionista sul problema del virus, eletto da voti di suprematisti bianchi convinti da sempre che i “neri debbano rimanere al loro posto”, in quanto cittadini di serie B) non permetterà una fine   a breve termine dei disordini. Tutto rimanda a un declino di quello che si deve chiamare senza tema di esagerare: l'Impero americano. L'egemonia mondiale statunitense iniziata alla fine della seconda guerra mondiale, messa in discussione per anni dalla Russia sovietica collassata nell'89, non è più salda come una volta, un altro paese si sta affacciando sul proscenio internazionale con mire altrettanto egemoniche: la Cina di Xj Jinping. Se ne legge ogni giorno di più nei quotidiani nazionali e non solo, sull'”Espresso” di domenica 24 maggio scorso un articolone di due fitte pagine: “Così il virus esaspera la lotta per l'egemonia” a firma Alessandro Aresu, chiarisce ampiamente di quale portata sia la posta in gioco, alla fine dove “la debole Europa è un'arena per il confronto. Un mercato cruciale appetito dalle due potenze” Aresu è indicato come autore del libro “Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina, pubblicato da La nave di Teseo, 2020. Nella foto che lo ritrae Alessandro è sempre più senza capelli (da che pulpito…), l'ultima volta che l'ho incrociato, uno degli annuali appuntamenti della Fasi in ricorrenza de “Sa die de sa Sardigna”, già collaborava con la rivista “Limes”di Lucio Caracciolo, i suoi sono di Donori, dopo il liceo a Cagliari era venuto a Milano, laurea al San Raffaele in filosofia del diritto, tesi con Massimo Cacciari, che lo aiutò a pubblicarla e gli scrisse la prefazione. E ...

Dializzati di Dorgali, Mara Lapia incontra i pazienti a Siniscola: “Soluzione facilmente individuabile”

“La soluzione per far sì che i pazienti dializzati di Dorgali possano fare la terapia senza doversi spostare a Siniscola è facilmente individuabile. Occorre la volontà politica e il buon senso dei vertici della Assl nuorese, che devono mettere al primo posto i dializzati e poi le questioni organizzative”. Così la deputata del Movimento Cinquestelle, Mara Lapia, che oggi a Siniscola ha incontrato i pazienti dializzati di Dorgali, costretti ad affrontare la trasferta tre volte la settimana a causa della perdurante chiusura del loro ambulatorio. “Non occorrono grandi interventi, né assunzioni – ha detto Lapia, affiancata dal primario della Nefrologia del San Francesco di Nuoro, Franco Logias - è sufficiente mettere a disposizione un medico, peraltro già individuato, che potrebbe seguire i pazienti a Dorgali e due infermieri”. La parlamentare ha raccolto le rimostranze e le lamentele dei dializzati, dicendosi disponibile – qualora la situazione non trovi soluzione nel breve periodo – ad investire il ministro della Salute, Roberto Speranza, del problema. “Sarebbe davvero avvilente – ha detto – se davvero dovessimo chiamare in causa il Governo nazionale per una situazione che può essere facilmente risolta”. ...

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