Sanluri, Alberto Corda nominato referente Sud Sardegna di “Plastic Free”


di Simone Muscas
Spesso le iniziative più belle sono quelle spontanee, quelle idee dalle quali, talvolta, arrivano i risultati migliori. Un caso di questi è quello che ha visto come protagonista Alberto Corda, fisioterapista trentacinquenne di Sanluri che, per via della sua attività spontanea di pulizia di alcune spiagge della Sardegna svolta negli ultimi anni, è stato di recente nominato referente per il Sud Sardegna dell’associazione nazionale Onlus “Plastic Free”. «È da un po’ di tempo che mi occupo, insieme a mia sorella Daniela, di portare avanti quest'iniziativa.», spiega Alberto, «Si tratta di un’attività che ripropongo di continuo perché credo vi sia urgente bisogno di sensibilizzare quanto più le persone su questa piaga dei nostri tempi». Dichiarazioni, quelle di Alberto, in perfetta armonia con gli scenari apocalittici della comunità scientifica: se i cittadini, si evince dagli studi, dovessero proseguire con questa scarsa attenzione generale ai rifiuti, fra poco meno di trent’anni la quantità di plastica nei mari supererà quella dei pesci: una situazione che creerebbe delle distorsioni nell’intera catena alimentare delle specie viventi marine e, di riflesso, anche di quelle degli ecosistemi terrestri. A preoccupare, oltre alle plastiche visibili che hanno tempi di decomposizione nell’ordine dei tanti decenni, sono anche le microplastiche che, per le loro ridotte dimensioni, si trasformano in veri killer invisibili in quanto capaci di entrare con facilità nell’alimentazione di pesci, mammiferi e microorganismi marini apportando danni silenti e incalcolabili. [caption id="attachment_70606" align="alignleft" width="498"] Rifiuti raccolti in spiaggia[/caption] «Quanto ho fatto sinora rappresenta solo una goccia nell’oceano,» continua il nuovo referente dell’associazione Onlus «nonostante ciò credo che si debba guardare avanti con fiducia: è quindi necessario prendere coscienza di questo fenomeno e fare quanto più ci è possibile per non trascurare il problema del non rispetto delle nostre spiagge. Durante l’attività di pulizia, mia sorella e io abbiamo trovato una variegata serie di oggetti che hanno spaziato dalle piccole buste sino ai più grandi bidoni in plastica. Vi era, mi duole dirlo, una vasta gamma di scelta». Alla luce del nuovo ruolo non mancano ora gli auspici per nuove iniziative mirate alla raccolta dei rifiuti negli arenili che potrebbero essere attuate sia nel breve che nel lungo periodo: «Sto valutando di proporre, in primis, delle iniziative di sensibilizzazione al risparmio, al riuso, al riciclo e, ancora, all’utilizzo di plastiche meno impattanti da un punto di vista ambientale: la conoscenza di questi quattro elementi è fondamentale per poi passare allo step successivo». «Una volta aperto il canale della sensibilizzazione e della conoscenza del fenomeno» conclude il proprio auspicio Alberto Corda «vorrei mettere in atto azioni concrete che possano attrarre diversi portatori d’interesse locali e non, magari con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, degli studenti o, in generale, dei cittadini: in fondo credo che se una goccia fa poco, ma, pur lentamente riesce a scavare la roccia, a maggior ragione sono convinto che tante gocce possano riuscire a far breccia nelle discutibili abitudini di tante persone».

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