Gianni Andrea Deligia: Nassara e la guerra dei poveri
In controtendenza rispetto alle narrazioni che vedono i sardi emigrare perché costretti dalla povertà, alla ricerca di lavoro e fortuna oltremare, e sempre divisi tra la terra di accoglienza nella quale si sono integrati e hanno potuto crescere lavorativamente, sfruttando quei talenti che nella loro terra sarebbero destinati a restare sopiti, e la forte nostalgia per la propria terra d’origine, in Nassara e la guerra dei poveri si parla di un sardo che sceglie di lasciare la propria terra. Che rinuncia alla possibilità tangibile di un posto fisso, magari in “Regione”, per seguire la sua passione, quella di viaggiare, di conoscere il mondo, entrare in contatto con genti di culture e lingue differenti. Nassara e la guerra dei poveri rappresenta per Gianni Andrea Deligia, alto funzionario ONU oggi in pensione, una riflessione sul proprio passato, sugli anni che hanno segnato maggiormente la sua vita, quelli in cui ha deciso quale fosse la sua strada, pur senza sapere dove lo avrebbe portato. Nato in una casa cantoniera al centro della Sardegna, vivrà isolato con la propria famiglia lontano dai centri abitati, uno dei pochi contatti con il mondo è il treno, che passa regolarmente due volte al giorno. Forse sarà proprio la solitudine e la curiosità di scoprire e incontrare altre persone, il sentimento di lontananza dalla società ad alimentare il desiderio di lasciare la casa e la famiglia e partire alla scoperta del mondo. Dopo la laurea in Scienze Politiche, siamo nel 1975, Gianni Andrea decide quindi di non prestare servizio militare, e chiede di partire come volontario del Servizio Civile Internazionale. Questa scelta e la conseguente partenza per il Ciad, rappresentano la prima tappa importante del percorso di vita di un ragazzo che non voleva essere solo sardo, ma desiderava varcare i confini del mare e mettersi in gioco. Quando si comincia qualcosa non si può mai valutare la reale portata delle proprie scelte, perché il caso, il destino o chissà quale entità insondabile, può aprirci delle porte che non immaginiamo. Così è successo a Gianni Andrea, ed è proprio per questo che la sua storia è diventata una storia da raccontare. Il progetto umanitario per il quale è partito con una ONG con sede nei dintorni di Napoli naufraga dopo poche settimane, Gianni Andrea rischia di dover tornare a casa e indossare la divisa militare, ma la persona che dirigeva l’unica rivista pubblicata in Ciad gli propose una soluzione, sarebbe dovuto partire per un altro lavoro e gli chiese di prendere lui in mano le redini della rivista, il «Tchad et Culture». E così lui, a soli 25 anni, Gianni Andrea si trovò ad accettare questo incarico, un po’ perché non aveva alcuna voglia di tornare a casa per essere intruppato in un esercito, un po’ per incoscienza. Questo lavoro lo porterà a viaggiare per il Paese, conoscere tanti ciadiani e ciadiane, distinguerne le differenze culturali. Il Ciad è uno stato creato a tavolino dopo la ...
Leggi di piùAl via la terapia della risata
La vita si affronta con il sorriso. La migliore cura di ogni male è la gioia. Una ricetta semplice ma vincente quella che ha tra gli ingredienti il buonumore. Un’occasione per approfondire meglio il tema lo offrirà la "Terapia della Risata” presentata in un corso condotto dalla dott.ssa Serena Musio nella Casa della Giovane Ettore Desogus ad Arbus, in piazza Cavalleria, gestito dall’Acisjf Cagliari. La Terapia della risata è una disciplina che fa uso della risata autoindotta. I benefici? Presto detti: Aumenta- secondo gli esperti- i livelli di ossigeno nel sangue ed il rilascio di endorfine causando un senso di benessere e poi riduce le inibizioni e aumenta l'autostima migliorando notevolmente le relazioni interpersonali. Ma non finisce qui, aiuta a rimuovere le tensioni causate dallo stress e da uno stile di vita sedentario e, infine,aumenta la resistenza corporea alle malattie e virus. Un vero concentrato di benessere e forza a portata di mano. Gli incontri si terranno dal 7 maggio al 25 giugno ogni lunedì alle 17. La partecipazione è gratuita. È possibile iscriversi inviando i propri dati con una mail all'indirizzo acisjf.sardegna@gmail.com o telefonando al numero 348 2737565, entro o non oltre il 05/05/2018. (step) ...
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