Ma Atlàntide non è Sardegna

Ormai quest’ísola di Atlàntide è conosciuta da tutti gli uòmini della terra. Intendo dire, conosciuta da maschi e fèmmine e anche da andrògeni del gènere umano (vorrei esser d’accordo con Platone) , ma sono tentato di aggiúngervi anche le gallinelle e i galli di Leni, ben líberi nel loro spazio della campagna, e le cagne e i cani randagi scatenati di Gútturu ‘e forru che si nútrono di carne ed ossa di pacífici àsini e capre in libertà custodita, e con tutte le gatte e i gatti selvàtici e con tutti i cani del paese, accompagnati col guinzaglio dai loro amici padroni distratti e dalle loro amiche padrone distratte, irresponsabilmente, che làsciano in tutti i marciapiedi del paese le loro defecazioni, torte nauseabonde maleodoranti che aspéttano la scarpa del pòvero pedone, che cammina nello stesso marciapiede dei “cittadini civili” come lui, con la testa solitamente invasa dai cattivi pensieri sugli amministratori comunali (ci pàssano anche quelli buoni, se ci sono). Ecco, ripeto, oggi si parla tanto dell’Atlàntide (e non solo nel cosiddetto Caffè letterario di Villacidro, ma anche nel bar di Ziu Lillicu e non solo in questo bel “paese di montagna” e in tutti gli altri delle coste e delle altre alture e delle pianure della Sardegna e delle altre ísole e di tutt’Italia, fors’anche in tante altre parti del mondo) che, tra libri e televisioni e pàgine e schermi diversi, molti, per occhi e per orecchi, sono convinti che quell’ísola mentale inghiottita dal mare sia la nostra amatíssima Sardegna. E, dunque, anche tutti gli altri animali, capre e àsini compresi, quelli vivi logicamente, ne sono convinti e si fanno sentire con mumuatlàn, cucurucutí e coccodè, sempre tra i primi i-o, i-o, i-o, a-tlan-ti-de. Corre la voce nel tempo. Corre la voce nello spazio. Ma lo scritto resta. E, se qualcuno ricorre alla testimonianza sicura e alla parola della scienza, giustamente è nel vero. Ma se è distratto come quei padroni o è soprappensiero come quel sòlito pedone, sia che scriva, sia che legga, è in torto marcio, come si dice. In poche parole, non è nel giusto, perché ha letto male o non ha capito bene o vuole inventare una nuova sua fantasía, collegàndola a quella di Platone. Non è nel giusto chi vorrebbe dare sòlide fondamenta alla sua tesi secondo cui la Sardegna sarebbe l’Atlàntide di cui scrive Platone, affermando, appunto, che ne ha scritto Platone, facèndoci capire ch’essa sia la nostra ísola di Sardi. E vorrebbe crédere e far crédere, per rèndere credíbile la sua “dubbiosa” certezza, che le “Colonne d’Èrcole”, punto di riferimento della “chiacchierata” socràtica di Platone, allora nel II sècolo a. C. corripondéssero allo Stretto di Messina, a Scilla e Cariddi e non alle dantesche Sibilia e Setta. E che cosa ci stanno a fare due belle ninfe divenute mostri marini con le “colonne”, reali promontori di Spagna e Marocco? Sta di fatto che Platone non solo non l ...

Domenica 6 maggio la sagra del cinghiale

Domenica 6 maggio si svolgerà ad Arbus la terza edizione della Sagra del cinghiale. L’evento è organizzato dal Comitato San Lussorio in collaborazione con l’istituto Alberghiero  e con la partecipazione della Pro Loco. La sagra si terrà nel piazzale dell’istituto alberghiero con la consueta degustazione di piatti tipici a base di carne di cinghiale e di prodotti locali, l’esposizione di arti e mestieri, spettacoli musicali e folcloristici. È in programma anche un motoraduno. Lorenzo Mocco ...

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