A Cagliari si inaugura sabato la mostra postuma dell’artista originario di Gonnesa Enzo Sanfilippo

“100 anni di pittura” è il titolo della mostra postuma di pittura delle opere dell’artista Enzo Sanfilippo, originario di  Gonnesa ma per anni vissuto a Cagliari. L’iniziativa promossa dall’associazione culturale “La ruota della fortuna” presenta l’iniziativa nella galleria d’arte di via Bacaredda, 48 a Cagliari con inaugurazione sabato alle 19. La mostra organizzata dalla figlia dell’artista Anna, vuole rendere omaggio al centesimo anniversario della sua nascita. Tra le opere esposte figurano paesaggi, scorci cagliaritani, nature morte restando aperta fino a venerdì 2 novembre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 con chiusura prevista nei festivi compresa la domenica. Enzo Sanfilippo era nato a Gonnesa il 22 ottobre del 1918 ed era cugino dell’artista Foiso Fois. Oltre alla passione per la pittura, Sanfilippo era dotato di una splendida voce da tenore. A Cagliari da giovane cantò persino in diverse operette spesso duettando con Zoraide Utzeri che poi ne diventò la consorte. Scomparve a Cagliari nell’agosto del 2010 all’età di 91 anni. ...

Lorica chin ficu cun frùttula sicca e pilardha de pessiche

Questa deliziosa ricetta prettamente autunnale, fa parte della cucina povera isolana ed è ancora usanza prepararla nel nuorese. - Sa lorica o loriga -  ghiera - anello - cerchio è  un dolce pane sardo rustico dalla conformazione di una ciambella preparata con ficchi freschi di fine stagione – figu‘era - mele cotogne - mebas pirongias - melaghidònzas – mellaghidòngias - mel‘e ferru o mebarrosa - mele appicadorza -, pesche essiccate - pilardha de pessiche - del tipo spaccatelle che in Sardegna chiamano - pressiu sperradori - pessiche isperrache o pessihe isperrahe” -, fichi d’india - figumorisca - fimorisca - figuzinza -, frutti selvatici, confetture casalinghe, uva appassita - pabassa -, frutta secca, miele di corbezzolo - melli de ollioni - mebi de oioni - spezie, zafferano San Gavino - tzaffanau Santu ‘Engiu - e quant’altro. Insomma uno stratagemma di vetusta tradizione per adoperare la frutta eccedente in cucina, onde evitare di farla marcire, anche se una volta quando ancora si poteva allevare il maiale nella porcilaia, che di solito si trovava in fondo all’orto, non si buttava mai nulla, perché il suino  trangugiava di tutto, frutta compresa. Il pane dolce, chiamato pure - pane de lorica - era usanza e tutt’ora lo è offrirlo agli invitati, in occasione di matrimoni celebrati durante la festa di Santa Maria della Neve (luogo di culto cattolico di Nuoro), Patrona della città o nella commemorazione delle feste dedicate ai Santi cari ai nuoresi, come segno e attestazione di ringraziamento. Sempre l’usanza auspica addirittura che il dolce pane venga offerto in segno di riconoscimento ai partecipanti in occasione della messa per il trentesimo giorno della scomparsa o per l’anniversario. - Sa lorica chin ficu cun frùttula sicca e pilardha de pessiche -, si distingue dagli altri dolci per l’originalità, la ricchezza degli ingredienti e il profumo delle spezie, facendolo risultare un dolce unico di rara squisitezza. Ingredientis: per la pasta: g 600 di  farina di  grano duro, g 250 di miele si corbezzolo, 1 stecca di vaniglia, g 150 di strutto suino, 3 uova, la scorza grattugiata di un limone giallo non trattato, 1 cucchiaino di polvere di scorze d’agrumi essiccate, g 5 di bicarbonato di sodio, 1 bicchierino di liquore all’anice, sale q.b. per il ripieno: 10 fichi maturi, 4 meline selvatiche, 4 pesche secche – pilardha - già ammollate, g 250 di confettura casalinga di mele cotogne, g 80 di mandorle pelate, g 80 di nocciole pelate, g 80 di gherigli di noce, g 70 di uva appassita, 4 amaretti sardi secchi, la scorza grattugiata di un limone giallo non trattato, zafferano San Gavino, 1 cucchiaino di anice in polvere, una presa di semi di finocchio selvatico, un idea di cannella e una di garofano in polvere, vino  moscatello, olio extravergine d’oliva, sale q.b. Approntadura: per prima cosa disponi la farina a fontana sul ripiano della madia e al centro tuffaci una presa di sale, il miele, la raschiatu ...

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