Centenario della festa della “Madonna della Salute” in ricordo dei caduti della Grande Guerra

Si è rinnovata, per il centesimo anno, una manifestazione in memoria dei caduti della prima guerra mondiale: l’evento commemorativo si è svolto a Villanovafranca in prossimità del giorno della “Madonna della Salute” e non, come di consueto, il 4 novembre. Tale peculiarità affonda radici antichissime. Infatti, esattamente un secolo fa, la popolazione locale (in primis le mogli dei soldati partiti al fronte), si impegnarono in una singolare iniziativa: decisero di affidarsi alla “Madonna della salute” invocandola affinché i loro giovani familiari rientrassero a casa sani e salvi, a conclusione del loro dovere militare. In quegli anni in tanti si attivarono, fra mille difficoltà, per una questua mirata all’acquisto di una statua della vergine che ancora oggi viene venerata. La festa commemorativa, in principio, veniva organizzata dai reduci del conflitto bellico, salvo poi, man mano che questi venivano a mancare, portata avanti da tutti i cittadini. L’evento, con il passar degli anni, ha assunto una valenza sempre maggiore: nei primi anni ’80, infatti, dopo che la famiglia Santa Cruz donò alla parrocchia un’area nella zona vicina al fiume Mannu, venne costruita, grazie alla solidarietà della popolazione locale, una chiesetta campestre nella quale venivano e vengono officiati una parte del rito religioso della commemorazione. Recentemente, in virtù della tradizione che il paese vanta per la commemorazione dei caduti nei due principali conflitti bellici, un gruppo di militari in congedo, sostenuto dall’interesse dell’amministrazione comunale, ha promosso l’iniziativa di raccogliere in un edificio chiamato “Casa del soldato” tutta una serie di “ricordi” di quel tempo: cimeli, fotografie, onorificenze, armi, divise o parti di esse e attrezzature varie. [caption id="attachment_24671" align="alignleft" width="800"] Gli alunni dell scuole di Villanovafranca (foto Antonello Mura)[/caption] L’evento, messo in atto dall’amministrazione comunale, la parrocchia e da tutte le associazioni locali, ha visto la presenza nella piazza centrale del paese di tutte le diverse rappresentanze: le forze armate (Esercito, Guardia di Finanza, Carabinieri), diversi gruppi di volontariato, i vessilli di associazioni di combattenti e reduci di guerra e la fanfara della gloriosa “Brigata Sassari” che ha accompagnato con la sua esibizione la manifestazione. [caption id="attachment_24673" align="alignleft" width="538"] La banda della Brigata Sassari (foto di Antonelloa Mura)[/caption] All’evento hanno partecipato anche i ragazzi delle scuole locali che si sono esibiti con i canti dell’inno di Mameli e della Brigata Sassari, oltre che la canzone del Piave. A conclusione e a ricordo dell’evento è stata messa una corona d’alloro ai piedi del monumento ai caduti. Infine, grazie all’interesse dell’associazione culturale di Cagliari “La storia e la memoria”, per la prima volta è stata allestita una mostra sulle armi ...

Alfabetizzazione Emotiva

Scrive una lettrice che ha seguito un mio intervento di prevenzione, sull'importanza dell'alfabetizzazione emotiva per un corretto e armonioso sviluppo psicologico ed educativo dei minori. Scrive per condividere la propria frustrazione per la sua temporanea incapacità di dialogare in modo costruttivo con il figlio quasi ventenne; un figlio che pare non ascoltarla mai, che non ha mai niente da raccontare in famiglia e che comunque non riesce a esprimere nessuna emozione positiva nelle poche volte che interagiscono. Conclude specificando che se il figlio della signora decide di  condividere le emozioni negative, lo fa unicamente sottoforma di improperi e bestemmie. [caption id="attachment_24620" align="alignleft" width="460"] Alfabetizzazione Emotiva. Instabilità. Incertezza.[/caption] L'alfabetizzazione emotiva fa parte di quelle competenze personali utili a regolare le proprie emozioni innate, modulandole per permetterci di relazionarci col resto del mondo durante tutta la vita. Genitori, insegnanti, educatori e psicologi hanno il compito di collaborare per rendere questa semplice competenza alla portata di tutti i bambini. Sin da piccoli, si può iniziare con un semplice compito educativo: insegnare ai bambini a dare un nome alle diverse emozioni che provano e a riconoscerle negli altri. L’empatia per chi ci circonda può avvenire solo se si riesce a immedesimarsi nelle emozioni altrui e, per farlo, bisogna sapere che ad ogni emozione corrisponde un nome, un’espressione facciale, una postura, una reazione fisiologica, una risposta socio emotiva differente in base al tessuto sociale, culturale, razziale e familiare di provenienza dei nostri interlocutori. Capire ed esperire correttamente le nostre emozioni nell’arco delle nostre giornate ci permette di tenere un valore regolare di benessere psicofisiologico. Più autoconsapevolezza correla con un livello medio alto di autostima; l’autostima permette di far fronte allo stress in un’ottica positiva e quindi propositiva. Ottimismo e assertività aiutano a raggiungere obiettivi soddisfacenti o comunque piacevoli, contribuendo a rafforzare anche il sistema immunitario, abbassando i rischi di salute creati dalla mal gestione di tutti i distress (l’aspetto negativo dello stress) quotidiani. Educare alle emozioni e al lessico emotivo, crea un clima di fiducia e comprensione tra gli attori coinvolti, quindi anche tra genitori e figli, insegnanti e alunni ecc. Nel caso in cui non ci fosse una buona comunicazione tra le parti, ci si può rivolgere a uno psicologo competente negli interventi atti ad aumentare le competenze socio emotive del singolo e del gruppo.   Dott.ssa Alice Bandino psicologa psygoalicebandino@outlook.it     ...

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