Il Campo sportivo “Mario Peddis” sarà riqualificato , al via il progetto definitivo
Inaugurato nel lontano 1953 e teatro di memorabili incontri che hanno segnato negli anni ‘50 ,’60 e ’70 pagine indimenticabili per il calcio isolano, il “Mario Peddis” si prepara attraverso un importante intervento di riqualificazione a rifarsi il look. Pur declassato a impianto secondario dal 1992, anno in cui venne inaugurato il più moderno e funzionale polivalente Santa Sofia, il Mario Peddis ha in ogni caso continuato a garantire un valido supporto non solo per gli allenamenti infrasettimanali dell’ Arbus, prima squadra e settore giovanile,ma anche per la società Olimpia che ne ha fatto per le gare di campionato il suo campo principale. Negli ultimi anni, inutile sottolinearlo, poche le attenzioni, pochissime le risorse a disposizione. Appena qualche rinfrescata agli spogliatoi e nient’altro. Anzi l’ inopportuna (oltre che inutile) e contestatissima decisione di consentire nel 2006 l’installazione all’interno della struttura dell’antenna per telefonia mobile ne ha ulteriormente limitato in modo consistente utilizzo e funzionalità. Qualcosa però si muove. [caption id="attachment_22398" align="alignleft" width="800"] Una foto degli anni cinquanta del campo Mario Peddis[/caption] La Giunta Comunale con delibera n. 116 del 9 luglio 2018 ha infatti approvato il progetto definitivo dell’intervento denominato “Lavori di riqualificazione del Campo Sportivo Mario Peddis”. Il progetto redatto dallo Studio Tecnico Cofano Porcu Ingegneri di Cagliari prevede diversi importanti interventi in modo particolare la messa in sicurezza con consolidamento del versante ovest, il rifacimento della recinzione del campo di calcio a 11, la realizzazione del campo di calcio a 5, la pavimentazione e recinzione perimetrale e ancora per il campo di calcetto l’impianto elettrico e di illuminazione. La spesa complessiva presunta dei lavori ammonta a Euro 293.178,43 di cui Euro 93.178,43 sarà coperta con fondi del bilancio comunale quale quota di compartecipazione. «L’intervento - ci tiene a sottolineare Luciano Aru delega assessoriale allo sport – faceva parte, insieme alla promozione sportiva, degli obiettivi del mio mandato. Sul Mario Peddis c’è l’esigenza di intervenire così come abbiamo previsto interventi sugli altri impianti. Il prossimo obiettivo, quasi un sogno, è quello di ristrutturare l’impianto di Montevecchio. Nell’ultimo anno - ricorda l’assessore Aru - grazie alla buona volontà di persone sensibili sono state costituite due nuove società sportive, una di atletica e una di tennistavolo, qualcosa di molto importante del quale vado orgoglioso consapevole dell’imprescindibile ruolo che lo sport ha nella crescita di una comunità». I finanziamenti per l’opera come precisato in premessa di delibera arriveranno dalla partecipazione al bando relativo all’impiantistica sportiva emanato dall’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e ...
Leggi di piùVittorio Aquila, il decano dei casari della Sardegna
Il formaggio, ospite d'onore sulle nostre tavole, da sempre ha rappresentato un prodotto alimentare con valori nutrivi elevati, utilissimi per il nostro organismo come dimostrato anche dalla dieta degli ultracentenario ogliastrini, diventata materia di studio da parte degli studiosi di tutto il mondo. La storia antica ne è ricca di citazioni a partire da 10 mila anni fa in Asia e Mesopotamia, nel libro IX dell'Odissea (l'incontro di Ulisse con Polifemo), alla razione giornaliera di un'oncia (27 grammi circa) da integrare alla zuppa di farro e pane, prevista per i legionari romani, narrata da Virgilio nel 48 a. C. tanto per citarne alcune. Venendo ai giorni nostri, l'Italia è uno dei paesi produttori più importanti al mondo di formaggio vaccino e ovino, apprezzato in tutti i continenti particolarmente per alcune eccellenze, rappresentate dal parmigiano, dal pecorino romano e sardo. Entrando ancora più nello specifico, relativamente alla produzione di latte ovino e numero di capi, la nostra regione si conferma in testa alla classifica con oltre 332 milioni di litri prodotti da 2,8 milioni di capi (annata 2016/17). In termini di produzione di formaggio, la parte del leone la fa il pecorino romano che ne costituisce oltre l'ottanta percento, di cui il settanta per cento viene esportato negli USA. C'è un filo conduttore che unisce il pecorino romano a Vittorio Aquila e per spiegarlo meglio facciamo un passo indietro e più precisamente al 1884. In quell'anno, il sindaco di Roma, il nobile Leopoldo Torlonia, introdusse il divieto di salagione del pecorino romano, nelle cantine della città causa il forte odore che esso emanava durante la fase della stagionatura. A seguito di ciò, molti produttori e casari romani si videro costretti a delocalizzare la produzione prevalentemente in Sardegna, dove tra l'altro abbondava la materia prima. Questo particolare si incastrerà perfettamente nel prosieguo di quanto ci racconterà Vittorio Aquila, titolare dal 1967 a Furtei del primo caseificio artigiano del centro sud Sardegna. Questa breve introduzione ci facilità la presentazione del "Capitano coraggioso" di cui oggi andiamo a raccontare la storia. Vittorio Aquila, nasce a Castelsantangelo sul Nera (Mc) il 7 maggio 1936, un borgo abitato in quelli anni da poco meno di mille anime, arrampicato a 800 metri sulla catena dei monti Sibillini, nell'Appennino umbro marchigiano. Il piccolo comune era famoso per le 22 chiese medievali, delle quali resta poco o niente, a seguito del terremoto dell'ottobre 2016 che lo ha raso al suolo come tanti altri paesi vicini provocando purtroppo tante vittime. [caption id="attachment_22394" align="alignleft" width="551"] Vittorio Aquila[/caption] Perché un casaro marchigiano approda in Sardegna? «Avevo 13 anni, la prima volta che venni in Sardegna al seguito di mio padre Cesare e nonno Paolo, pastori casari. Era per l'esattezza il 7 gennaio 1949. Mio padre e mio nonno già da diversi anni venivano in Sardegna a fa ...
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