San Gavino, la solidarietà dei lavoratori della fonderia: “Un’ora di lavoro per aiutare gli ospedali”
di Gian Luigi Pittau ___________________ Hanno un grande cuore i dipendenti della fonderia, che fa capo alla Portovesme Srl di proprietà degli svizzeri della Glencore, che andranno ad aiutare gli ospedali di San Gavino Monreale, di Iglesias e di Carbonia. Ogni lavoratore potrà donare un’ora del proprio lavoro, ma anche un’intera giornata della propria attività e l’azienda, guidata dall’amministratore delegato Davide Garofalo, offrirà il corrispettivo delle ore di lavoro offerte dai dipendenti dei due stabilimenti. «Crediamo - rimarcano i rappresentanti sindacali delle Rsu di San Gavino Monreale e di Portovesme, insieme all’amministratore delegato - che la nostra proposta possa essere un modo per partecipare al meglio al dramma che sta colpendo il nostro paese e nel contempo un modo per consentire a coloro che sono più esposti di tutti, ossia il personale sanitario, di continuare la loro meritoria attività attraverso la disponibilità dei giusti presidi e delle giuste attrezzature». La somma raccolta sarà utilizzata per l’acquisto e la consegna diretta di materiali, attrezzature e presidi in favore delle organizzazioni sanitarie di riferimento. «Siamo sicuri - aggiungono i lavoratori - che ancora una volta la Portovesme srl e i suoi lavoratori riusciranno a dare un grande segnale di sensibilità ed umanità verso i territori in cui operano». I lavoratori e la dirigenza della Portovesme Srl sono impegnati in una battaglia finalizzata a garantire ogni forma possibile di protezione dal contagio da Covid-19: «In un’ottica - si legge nella lettera firmata dalle RSU di Portovesme e San Gavino Monreale e dall’amministratore delegato Davide Garofalo - di tutela assoluta della nostra salute, dei nostri familiari e di tutta la popolazione che interagisce, in maniera più o meno diretta, con i nostri stabilimenti. Siamo consci del fatto che si tratti di una battaglia difficile, non fosse altro per l’invisibilità del nemico, e siamo altrettanto consapevoli dei disagi che questa situazione sta imponendo a ciascuno di noi. Dobbiamo, però, continuare e, soprattutto, dobbiamo ricordare di essere ancora in una posizione di assoluto privilegio, garantiti nella retribuzione e nella possibilità di espletare, quotidianamente, il nostro lavoro». ...
Leggi di piùPandemia e utilizzo del tempo: attività, motivazioni, interessi
di Antonio Corona _____________________ L’argomento del giorno è la pandemia da coronavirus che si è diffusa soprattutto nel nord Italia, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, ma che avanza con ritmo crescente in tutte le parti del mondo. L’imperativo è contenere al massimo i contatti interpersonali per rallentare la diffusione del morbo. Altre terapie al momento all’ orizzonte non se vedono, né tanto meno, a detta degli esperti, potrà essere apprestato in tempi brevi un vaccino capace di debellare il Covid-19. Come in altri periodi storici di pestilenze cicliche, la quarantena è il mezzo al momento più efficace. Ma la quarantena prevista da norme piuttosto rigide, alla lunga potrebbe essere causa di alterazioni di natura psicologica. Restare chiusi in casa stanca, deprime, altera l’umore. Bisogna essere attivi, ritrovare motivazioni, interessi e un gratificante utilizzo del notevole tempo di cui si dispone. Bisogna organizzarsi. Non è un discorso facile per una famiglia che vive in città ed in spazi ristretti. Ma chi vive nei piccoli contesti come i nostri paesi possiede un’abitazione circondata normalmente da un giardino, un orto, un cortile. Non pochi hanno la cantina, il garage-officina, i fiori da curare, il pollaio e hanno tanto da fare. In tempi di pandemia questo aiuta e non poco a trascorrere il tempo attivamente. È esplosa oltretutto la primavera e chi ha il giardino in casa si sente avvolto ed incantato dallo sbocciare dei fiori e dal via vai delle api bottinatrici che si sono risvegliate dal torpore invernale. La primavera significa rinascita e dà motivi di speranza. Significa che l’inverno è passato così come si attende che passi la pandemia. Anche l’orto casalingo tiene occupate le persone. In questo periodo gli orti risultano curati e ordinati più del solito senza le erbacce infestanti e con la messa a dimora di ortaggi da portare in tavola. Si sono recuperate anche attività inusuali come la panificazione familiare seppur in quantità contenute o la preparazione dei dolci più svariati attingendo alle ricette delle mamme o delle nonne. La cura dei fiori tiene impegnate le donne, giovani e meno giovani allontanando la depressione. Chi possiede e accudisce un piccolo podere, un oliveto, un frutteto, un vigneto, un gregge di pecore o un apiario trova di che occupare serenamente e utilmente il proprio tempo. Per quanti non possono fare tutto questo rimane tempo per la riflessione, per la lettura di buoni libri, per la scrittura, la cura della casa e degli animali da compagnia. Si è ritrovato improvvisamente il senso del tempo e si ha la possibilità di poter fare tutte quelle cose che in tempi normali e con i ritmi incalzanti del vivere quotidiano non si potevano fare. Bisogna organizzarsi perché da casa non possiamo uscire se non per situazioni di necessità, per rispetto della salute propria e degli altri. La pandemia finirà non in tempi brevi, ma finirà e noi ne usciremo ma non saremo gli stessi. ...
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