Sarà un mondo uguale a quello di prima?
di Gian Paolo Pusceddu _________________________ La curva dei positivi al coronavirus si appiattirà. Raggiungerà il picco agognato e poi inizierà la discesa. Non è un augurio: sarà la conseguenza diretta della nostra disciplina di adesso, delle misure in atto, le uniche efficaci e moralmente accettabili. Dobbiamo sapere fin d’ora che la discesa potrebbe essere più lenta della salita e che potrebbero esserci nuove impennate, magari altre chiusure momentanee, altre emergenze, e che alcune restrizioni dovranno restare per un po’. Lo scenario più probabile a cui andiamo incontro è quello di un’alternanza fra una normalità condizionata e l’allerta. Ma a un certo punto finirà. E avrà inizio la ripresa. Un fatto inconfutabile è che dopo una guerra tutti si affrettano a dimenticare, e qualcosa di simile accade con la malattia: la sofferenza ci pone in contatto con verità altrimenti offuscate, mette in ordine le priorità e sembra ridare volume al presente, ma non appena la guarigione sopraggiunge quelle priorità evaporano. Adesso ci troviamo nel mezzo di una malattia planetaria. La pandemia sta passando la nostra civiltà ai raggi X ed emergono verità che svaniranno al suo termine. A meno che non decidiamo di appuntarle subito. Nell’assillo dell’emergenza, che da sola è sufficiente a riempirci la testa di numeri, di testimonianze, di tweet, di decreti, di moltissimi timori, dobbiamo quindi trovare il modo di liberarci delle paure per riflettere sulle esperienze e fare ragionamenti diversi, per osare domande importanti che due mesi fa ci avrebbero fatto sorridere per la loro ingenuità. Quando sarà finita, vorremo davvero replicare un mondo identico a quello di prima? ...
Leggi di piùCagliari, gli allevatori, i dipendenti del caseificio e la famiglia Argiolas donano un ecografo per l’ospedale Santissima Trinità
Un grande gesto di generosità per chi come medici, infermieri, Oss, personale sanitario e volontari è impegnato in prima linea nella lotta contro il Coronavirus. Così gli allevatori, i dipendenti del caseificio e la famiglia Argiolas hanno voluto manifestare la propria riconoscenza attivando una raccolta fondi interna che ha portato all’acquisto di un ecografo a tre sonde di ultima generazione per il personale dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. L’ecografo è stato consegnato nel nosocomio del capoluogo nel reparto di medicina, diretto con grande professionalità e umanità dal dottor Aldo Caddori, in prima linea nella lotta contro questo orribile nemico: “Solidarietà e filiera sono due parole apparentemente lontane che oggi si uniscono diventando sinonimo – rimarcano gli allevatori, i dipendenti e la famiglia dell’Argiolas Formaggi – e con il cuore colmo di gioia abbiamo voluto unire le forze per contribuire alla lotta contro il coronavirus. Il risultato è l’ecografo che di ultima generazione che abbiamo donato all’ospedale Santissima Trinità, fondamentale per la lotta al coronavirus". Poi un altro dono a base di prodotti tipici locali: “Sappiamo che i turni sono sfiancanti – aggiungono i componenti della famiglia Argiolas - e abbiamo cercato di regalare anche un piccolo momento di relax con delle confezioni di formaggio per i medici e gli infermieri impegnati in prima linea nella lotta al virus, anche siamo consapevoli che i ringraziamenti per il lavoro che stanno conducendo non saranno mai abbastanza”. Gian Luigi Pittau ...
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