Sulla statale 131 dcn, all'altezza di Sedilo, al via la prima fase degli interventi urgenti di consolidamento della scarpata
Oggi, sulla strada statale 131 "Diramazione Centrale Nuorese" Anas ha avviato la prima fase degli interventi urgenti finalizzati a contenere lo smottamento verificatosi all'altezza del km 12, nel territorio di Sedilo in provincia di Oristano. In via precauzionale per l'esecuzione delle lavorazioni è stata chiusa al traffico la carreggiata in direzione Nuoro tra il km 12 e il km 12,900, con deviazione sulla carreggiata opposta (dir. Abbasanta) allestita doppio senso di marcia. Gli interventi, in questa prima fase, consistono nella realizzazione di drenaggi per la captazione delle acque di infiltrazione oltre all'esecuzione di sondaggi che permetteranno di definire la soluzione progettuale adeguata al consolidamento della scarpata a valle del piano viabile. Sono, infatti, in fase di progettazione i lavori di realizzazione di una paratia di pali profondi che garantiranno la stabilità della carreggiata, la cui piena e definitiva efficacia resta comunque condizionata dalla corretta regimentazione delle acque provenienti da monte della statale. ...
Leggi di piùSuelli: William Piseddu, dalla tradizione della vita agricola alla passione per lo stile e il design
di Giovanni Contu ___________________________ [caption id="attachment_81576" align="alignleft" width="258"] William Piseddu da bambino[/caption] William Piseddu è un quarantenne che oggi vive in Lombardia, dove lavora e ha messo su famiglia, ma è cresciuto a Suelli, luogo in cui ha trascorso la giovinezza fino ai vent’anni e come tanti della sua generazione - e non solo della sua - ha dovuto trasferirsi dal proprio paese e dall’Isola. Questo non gli ha impedito di ricordare le proprie origini. Anzi, deliberatamente vorrebbe tramandarle per i propri figli. Dopo la laurea in Ingegneria, ha riscoperto una propria vena artistica e oggi si dedica a un progetto tutto suo – e di forte identità sarda - nel settore delle calzature. Raccontiamo la sua storia cominciando da dove tutto ha avuto inizio. Com’era l’infanzia trent’anni fa a Suelli? «Splendida. Ho respirato la tradizione religiosa, sportiva e popolare del mio paese. Conservo ancora un ricordo perfettamente chiaro di atmosfere, immagini, emozioni che vorrei trasmettere ai miei figli. Ho vissuto le amicizie suellesi condivise nelle scuole superiori. Quella del 1978 è stata una classe formata da persone che dalla giovane, e anche adesso, sono rimaste molto unite. Non ci siamo mai persi di vista, fra coetanei e compagni di classe. Sono stati momenti indimenticabili. Le feste di San Giorgio, le amicizie sportive e le passioni comuni. I nostri giochi e le forme di intrattenimento sono state estremamente semplici: vendemmia, raccolta delle olive, delle mandorle. Giocavamo per strada. Ricordo una cosa bizzarra. Nei campi giocavamo a golf. Le nostre abitudini coincidevano perfettamente con quanto il territorio ci offriva, la campagna, la caccia, le piazzette, le strade sterrate». Cosa è stata la famiglia in quell’epoca? «Un punto di riferimento assoluto. Mio nonno materno Giorgio Floris e mia nonna, conosciutissimi in paese, sono stati i miei secondi genitori. Mia nonna paterna, altra figura importantissima. Ha vissuto oltre 100 anni, con una lucidità e una determinazione invidiabile. Non ha mai ceduto alle fatiche dell’età, conducendo uno stile di vita incredibilmente lucido. Nei suoi ultimi anni ad esempio, non voleva che i figli decidessero sull’attività nei campi perché, in maniera consapevole, riteneva di essere perfettamente in grado di dare istruzioni alle persone che effettivamente coltivavano i terreni per la gestione dei cicli di rotazione della semina; una persona splendida». Cosa ha significato per te la formazione universitaria e la conclusione del corso di studi e come mai questo cambiamento radicale nel settore lavorativo? «La laurea è stata una tappa importante nella mia vita perché mi ha permesso di conoscere un modo diverso e vivere la dimensione cittadina, consentendomi di instaurare una rete di relazioni molto più vasta e incontrare elementi di grande diversità. Quella universitaria è stata un’esperienza molto positiva. Dopo 2 ...
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