Dating: guardare e non toccare, solo ascoltare
di Giovanni Angelo Pinna ________________________ [caption id="attachment_70176" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] Che l’anno appena passato sia un anno da dimenticare ma anche, sotto altri aspetti, pieno zeppo di insegnamenti è fuori discussione. Nel 2020 c’è chi si è tuffato nello yoga, chi ha cercato guide e tutorial, chi ha cercato come si prepara la pizza, il lievito di birra o il pane fatto in casa, chi ha iniziato ad interessarsi di tecniche ortofrutticole anche con l’ausilio di tecnologie innovative, chi non ha rinunciato alla cura personale ed ha cercato tutte le migliori guide sul come farsi la migliore tinta per capelli, uno scrub, una maschera o (secondo il trend 2020 delle ricerche e contenuti maggiormente visitati nel 2020) anche come si fa una ceretta. Anche sotto l’aspetto degli incontri si è registrato un cambio di rotta, sotto certi aspetti anche importante. La famosa attività di carattere sociale, nota a tutti con il termine inglese di “Dating” ha registrato una curva che, solo in Italia rispetto all’anno precedente (2019), ha toccato quota +151% di attività nel nostro Paese. Cosa è il Dating, per chi non lo conoscesse? Riepilogando: è quella attività grazie alla quale due o più persone intrattengono rapporti prettamente online, attraverso le tecnologie, qualche volta trasferendoli anche nella realtà fino ad arrivare ad un incontro vero e proprio. Sfatiamo subito un mito: i siti di Dating non sono siti che nascono con il fine del sesso. Come ogni portale online in cui si creano “stanze virtuali” il fine lo dettano le persone che vi partecipano non il portale in sé. Sicuramente esistono portali più che famosi per la loro scelta sul “cosa puoi trovare se ti iscrivi”, siti internet o servizi completi di App nei quali ci si registra solo se “con il chiodo fisso”, ma esistono tante altre realtà nelle quali l’unico interesse è quello di scambiare quattro chiacchiere anche dopo i primi, dovuti, convenevoli. Proprio in questi ultimi portali si sono registrati cambiamenti di rotta importanti. Single, neo coppie o famiglie più che consolidate hanno scelto queste piattaforme per incontrare nuove persone, scambiare opinioni e trascorrere qualche ora tra una birra o aperitivo (anche questi rigorosamente scambiati virtualmente). La Pandemia, sicuramente, ha messo all’angolo molte vite, molte quotidianità, ma non è riuscita ad intaccare il desiderio di creare legami. Sondaggi condotti dalle case titolari di questi servizi hanno definito andamenti quasi inimmaginabili: la maggior parte delle persone si sono dimostrate interessate alla ricerca di una relazione basata sul dialogo, spesso rivelatosi trascurato anche all’interno delle coppie “pre-pandemia”, alla ricerca di disponibilità verso persone pronte ad ascoltare (leggere) senza altri fini. Molti di questi portali si sono trasformati, hanno mutato diventando anche quei luoghi dove, forse grazie anch ...
Leggi di piùCollinas-Forru, “Su Quintilliu”, ovvero la trasgressione della domenica pomeriggio
di Francesco Diana ______________________ In queste giornate d’isolamento forzato imposto dalle norme anti Covid, nel corso delle quali lettura, cruciverba, rebus e quant’altro, intercalano la visione dei programmi televisivi di diversa natura, la mente dell’anziano trova spesso conforto rifugiandosi nei ricordi del passato. Spesso sono i ricordi di una vita vissuta con semplicità, quando le ristrettezze economiche comuni ai più, stimolavano l’ingegno di ciascuno nel ricercare momenti di svago e di socializzazione a costi accessibili, capaci di ritemprare le forze spese nel corso di una settimana di duro lavoro. Fra i tanti, se si escludono i rituali pellegrinaggi alle cantine per onorare “su binu drici dè Forru”, secondo le consuetudini e con le risultanze magnificamente descritte da Gabriele D’Annunzio in occasione del suo giro in Sardegna in compagnia di Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, per onorare il “Nepente” di Oliena, era consuetudine prevalente riunirsi in uno dei tre Bar del paese, per la consueta partita a carte fino al rintocco dell’“Ave Maria” serale. L’appuntamento domenicale prendeva il via subito dopo pranzo, con la formazione di gruppetti spontanei in prossimità dei Bar, in attesa che il gestore ne aprisse l’accesso nel rispetto delle norme in vigore. Appena all’interno del Bar, si formavano i gruppi di gioco composti di cinque elementi ciascuno per l’esecuzione del classico “Quintigliu”. Gli elementi in soprannumero, in attesa dell’arrivo di altri potenziali giocatori che consentissero di costituire il classico quintetto della Domenica, andavano a integrare la platea degli spettatori abitudinari, o si dilettavano con i classici “Terzigliu” o “Quartigliu”. Quando nel corso della serata non si riusciva a costituire altri quintetti da gioco, i giocatori in soprannumero andavano a integrare singolarmente i quintetti in gioco, formando gruppi da sei giocatori dove il “cartaro” di turno risultava momentaneamente escluso dal gioco. Le carte da gioco usate, solitamente sarde o napoletane, erano in mazzi da quaranta, con dieci carte per ognuno dei quattro “semi”: “Cupas” (Coppe), “Orus” (Denari), “Bastus” (Bastoni), “Spadas” (Spade). Le preferenze dei giocatori più anziani ricadevano sulle carte sarde, i cui nomi risultano di chiara provenienza spagnola, come ad esempio “Sa Pisuta” o “Sa Suta” (in spagnolo “Sota”) o “Bastus” (in spagnolo “Bastos”). Ovviamente il gestore dal bar andava ricompensato con almeno una consumazione ed eventualmente con l’offerta di “Su grillu”, ossia una sorta di contribuzione volontaria di entità libera fra i convenuti, quale contributo per i consumi di energia elettrica e per il reintegro dei mazzi di carte deteriorate con l’uso. In tempi remoti la consumazione era costituita dall’immancabile “vino con gassosa”, passata poi al “chinotto con gassosa” e alla “birra”, semplice o con ...
Leggi di più